Sussidi per le Scritture
Esodo 1–6


Sussidi per le Scritture

Esodo 1–6

I figli d’Israele diventano numerosi in Egitto e un nuovo faraone li rende schiavi. Faraone ordina che tutti i bambini ebrei vengano uccisi. Mosè viene salvato dalla madre e cresciuto dalla figlia di Faraone. Il Signore ode le suppliche degli Israeliti e chiama Mosè a liberarli. Dopo che Mosè esprime la sua preoccupazione per le sue capacità, il Signore promette di stare con lui e di dargli il potere di liberare Israele. Il Signore inoltre provvede a Mosè Aaronne come suo portavoce. Mosè e Aaronne chiedono a Faraone di liberare gli Israeliti, ma Faraone rifiuta e appesantisce i loro fardelli. Quando Mosè prega per ricevere aiuto, il Signore gli assicura che avrebbe tenuto fede alle Sue alleanze e avrebbe liberato gli Israeliti.

Risorse

Nota: la citazione di una fonte non pubblicata da La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni non implica che essa o il suo autore siano approvati dalla Chiesa o rappresentino la posizione ufficiale della Chiesa.

Approfondimenti e contesto

Che cos’è il libro dell’Esodo?

Il libro dell’Esodo è una storia della liberazione di Israele dalla schiavitù in Egitto e della sua preparazione a ereditare la terra promessa come popolo dell’alleanza del Signore. Il termine esodo significa “uscita” o “partenza”. In questo libro vediamo il grande potere di Geova e il Suo amore insito nel rapporto di alleanza. Esodo fornisce anche dettagli sull’educazione ricevuta da Mosè e sull’inizio del suo ministero come grande profeta del Signore.

Gli eventi descritti in Esodo — come il Signore che divide il Mar Rosso, manda la manna nel deserto e dà i Dieci Comandamenti — sono diventati aspetti fondamentali dell’identità di Israele come popolo. Gesù Cristo e i Suoi profeti hanno fatto riferimento a questi eventi miracolosi per insegnare una varietà di principi del Vangelo. La fuga di Israele dalla schiavitù e il viaggio attraverso il deserto possono simboleggiare il nostro viaggio attraverso un mondo decaduto per tornare alla presenza di Dio.

un’immagine che paragona il viaggio degli Israeliti attraverso il deserto al nostro viaggio attraverso la mortalità

Il libro dell’Esodo è diviso in due sezioni principali. I capitoli 1–18 raccontano la chiamata di Mosè e la liberazione di Israele dalla schiavitù. I capitoli 19–40 descrivono l’alleanza del Signore con Israele e la consegna della Sua legge sul monte Sinai, insieme alla costruzione del tabernacolo.

Esodo 1:8

Che cosa potrebbe significare che il nuovo re d’Egitto “non aveva conosciuto Giuseppe”?

Molti studiosi credono che, ai tempi di Giuseppe, l’Egitto settentrionale fosse governato dagli Hyksos, un popolo di origine non egiziana. Col tempo, una nuova dinastia rovesciò questi sovrani stranieri, il che potrebbe spiegare l’affermazione “sorse sopra l’Egitto un nuovo re”. Il nuovo Faraone divenne diffidente nei confronti degli Israeliti per una serie di motivi, tra cui l’aumento della loro popolazione, la possibilità che si alleassero con i nemici dell’Egitto, e probabilmente il loro legame con i precedenti sovrani Hyksos.

Esodo 1:17

Che cosa significa che le levatrici ebraiche temettero Iddio?

Le levatrici ebraiche Scifra e Pua si opposero al comandamento di Faraone di uccidere i bambini degli Ebrei perché “temettero Dio”. Temere Dio significa avere riverenza e profondo rispetto verso di Lui.

L’anziano David A. Bednar ha insegnato: “Diversamente dalla paura secondo il mondo, che crea allarme e ansietà, il timore del Signore è una fonte di pace, sicurezza e fiducia”. Ha poi spiegato che il timore del Signore “include un profondo senso di riverenza, di rispetto e di ammirazione per il Signore Gesù Cristo […], obbedienza ai Suoi comandamenti […], e una positiva aspettativa per il Giudizio Finale e per la giustizia operata dalla Sua mano”.

Pua e Scifra in piedi una accanto all’altra mentre Scifra tiene in braccio un bambino

Puah and Shiphrah Defy Pharaoh [Pua e Scifra si oppongono a Faraone], di Sallie Clinton Poet

Esodo 2:1–10

Qual è stata l’importanza della vita e del ministero di Mosè?

Mosè è stato uno dei più grandi profeti che il mondo abbia mai conosciuto. La sua vita e la sua missione furono oggetto delle profezie di Giuseppe d’Egitto secoli prima della sua nascita. Ci sono molte somiglianze tra la vita di Mosè e la vita e la missione di Gesù Cristo, che fu definito “un profeta come” Mosè. Quando lo chiamò come profeta, il Signore disse a Mosè: “Tu sei a similitudine del mio Unigenito”.

La prossima tabella elenca alcune delle somiglianze tra Mosè e Gesù Cristo.

Passi su Mosè

Somiglianze tra Mosè e Gesù Cristo

Passi su Gesù Cristo

Passi su Mosè

Esodo 1:15–16, 22; 2:1–3

Somiglianze tra Mosè e Gesù Cristo

Entrambi sfuggirono a un decreto che sanciva la morte dei neonati.

Passi su Gesù Cristo

Matteo 2:13–16

Passi su Mosè

Esodo 3:7–10

Somiglianze tra Mosè e Gesù Cristo

Entrambi furono chiamati a liberare Israele.

Passi su Gesù Cristo

2 Nefi 6:17

Passi su Mosè

Mosè 1:1, 8

Somiglianze tra Mosè e Gesù Cristo

Entrambi furono portati dallo Spirito su una montagna elevata dove furono mostrati loro i regni del mondo.

Passi su Gesù Cristo

Traduzione di Joseph Smith, Matteo 4:8 (in Appendice della Traduzione di Joseph Smith)

Passi su Mosè

Mosè 1:12–22

Somiglianze tra Mosè e Gesù Cristo

Entrambi uscirono vincitori dal confronto con Satana.

Passi su Gesù Cristo

Matteo 4:3–11

Passi su Mosè

Esodo 4:19

Somiglianze tra Mosè e Gesù Cristo

Entrambi rimasero in esilio fino alla morte dei re che volevano ucciderli.

Passi su Gesù Cristo

Matteo 2:19–20.

Passi su Mosè

Esodo 14:21

Somiglianze tra Mosè e Gesù Cristo

Entrambi avevano potere sui venti e sul mare.

Passi su Gesù Cristo

Marco 4:37–39

Passi su Mosè

Esodo 16:15–18

Somiglianze tra Mosè e Gesù Cristo

Entrambi fornirono miracolosamente del pane ai loro seguaci.

Passi su Gesù Cristo

Giovanni 6: 5, 10–13

Passi su Mosè

Esodo 17:5–6

Somiglianze tra Mosè e Gesù Cristo

Entrambi fornirono acqua che dà vita.

Passi su Gesù Cristo

Giovanni 4:10–14

Passi su Mosè

Esodo 20–23

Somiglianze tra Mosè e Gesù Cristo

Entrambi furono dei grandi legislatori.

Passi su Gesù Cristo

3 Nefi 15:5–10

Passi su Mosè

Deuteronomio 9:16–20, 23–26

Somiglianze tra Mosè e Gesù Cristo

Entrambi furono dei mediatori fra Dio e il loro popolo.

Passi su Gesù Cristo

1 Timoteo 2:5

Esodo 2:10

Che cosa sappiamo sull’educazione che Mosè ricevette in Egitto?

Esodo offre solo informazioni limitate sulla vita di Mosè in Egitto dopo essere stato adottato dalla figlia di Faraone. Tuttavia, il libro degli Atti ci dà ulteriori approfondimenti sui primi anni di vita di Mosè. Stefano spiegò che “Mosè fu educato in tutta la sapienza degli Egizi ed era potente nelle sue parole ed opere”. Inoltre, l’antico storico giudaico Flavio Giuseppe suggerì che Mosè fosse un principe ben istruito e un generale militare al servizio dell’Egitto.

Gli insegnamenti di Stefano inducono a pensare che Mosè sapesse che sarebbe stato lui a liberare gli Ebrei dall’Egitto. Egli disse che quando Mosè “fu pervenuto all’età di quarant’anni, gli venne in animo d’andare a visitare i suoi fratelli, i figliuoli d’Israele. […] Or egli pensava che i suoi fratelli intenderebbero che Dio li voleva salvare per mano di lui; ma essi non l’intesero”.

Esodo 2:11–15

Perché Mosè uccise un egiziano?

Il racconto di Mosè che colpisce un capomastro egiziano è breve e manca di molti dettagli. La parola ebraica tradotta con “percuoteva” nel versetto 11 viene tradotta con “uccise” nel versetto 12 e descrive l’azione violenta dei soldati. Questo suggerisce che la vita dello schiavo ebreo era davvero in pericolo. In altre parole, Mosè uccise l’egiziano per salvare la vita dell’ebreo. Le azioni di Mosè prima e dopo l’incidente implicano che egli sapesse che gli Egiziani non avrebbero approvato ciò che aveva fatto. Tuttavia, poiché stava agendo per difesa, Mosè non era colpevole di omicidio.

Esodo 2:15–21

Chi era Ietro?

Ietro (conosciuto anche come Reuel) era il sommo sacerdote di Madian, una regione a est dell’Egitto. Come madianita, Ietro era un discendente di Abrahamo e Ketura da parte del loro figlio Madian. Mosè sposò Sefora, una delle figlie di Ietro. Dalle Scritture degli ultimi giorni impariamo che Ietro ricevette il sacerdozio tramite il lignaggio di Abrahamo e che conferì il sacerdozio a Mosè.

Esodo 2:23–25

Per quali aspetti l’alleanza di Dio con Abrahamo, Isacco e Giacobbe si collegava agli Israeliti in Egitto?

Il Signore fece promesse straordinarie tramite le Sue alleanze con Abrahamo, Isacco e Giacobbe. Alcune di queste promesse erano che da Abrahamo sarebbero scaturiti re e nazioni, che tutte le nazioni della terra sarebbero state benedette tramite la sua posterità e che Abrahamo e i suoi discendenti avrebbero ricevuto la terra di Canaan “in possesso perpetuo”. Ad Abrahamo il Signore promise anche che, sebbene un giorno i suoi discendenti sarebbero stati resi schiavi “in un paese che non sarà loro”, alla fine ne sarebbero usciti “con grandi ricchezze”.

Dopo secoli di schiavitù in Egitto, sarebbe stato facile per gli Israeliti sentire che Dio li aveva dimenticati. Ma Esodo 2:24 ci rammenta che “Dio si ricordò della sua alleanza con Abrahamo, con Isacco e con Giacobbe”. Il Signore onorerà sempre le Sue alleanze con il Suo popolo. Il presidente Russell M. Nelson ha insegnato: “Una volta che voi ed io abbiamo stretto un’alleanza con Dio, il nostro rapporto con Lui diventa molto più forte rispetto a prima della nostra alleanza. Ora siamo legati. Grazie alla nostra alleanza con Dio, Egli non allenterà mai i Suoi sforzi per aiutarci e noi non esauriremo mai la pazienza misericordiosa che Egli ha nei nostri confronti. Ciascuno di noi ha un posto speciale nel cuore di Dio”.

Esodo 3:1

Che cosa c’è di significativo nel luogo in cui Mosè vide il Signore?

L’incontro di Mosè con il Signore presso il pruno ardente ebbe luogo a Oreb, la “montagna di Dio”. Oreb è anche chiamato monte Sinai ed è il luogo in cui Mosè in seguito avrebbe ricevuto la legge e i Dieci Comandamenti dal Signore.

Esodo 3:2–6

Che cosa possiamo imparare dal pruno ardente sulla gloria di Dio?

Sul monte Sinai Dio chiamò per la prima volta Mosè da un pruno che “era tutto in fiamme, ma non si consumava”. Nelle Scritture, questa è la prima volta che il Signore apparve a Mosè. In seguito, prima di condurre i figli d’Israele fuori dall’Egitto, Mosè parlò di nuovo con il Signore — questa volta “faccia a faccia”. In quell’interazione, “la gloria di Dio fu su Mosè; perciò Mosè poté sostenere la sua presenza”.

Le descrizioni scritturali della presenza di Dio spesso sono caratterizzate da luce, gloria o fuoco. Quando il Signore apparve a Mosè in un’altra occasione sul Sinai, il Suo aspetto era “come un fuoco divorante”. I figli d’Israele furono guidati dalla presenza del Signore in una “colonna di fuoco” durante il loro viaggio attraverso il deserto. In uno dei resoconti della Prima Visione, il profeta Joseph Smith descrisse una colonna di fuoco che non consumava gli alberi circostanti. Lehi descrisse una colonna di fuoco su una roccia. Altri profeti hanno usato un linguaggio simile per descrivere la gloria di Dio.

Mosè inginocchiato davanti a un pruno ardente sul Monte Sinai

Mosè e il pruno ardente, di Jerry Thompson

Esodo 3:13–14

Qual è il significato del nome “IO SONO”?

Il nome ebraico per il Dio di Israele è YHWH, una parola tradizionalmente traslitterata come Geova in italiano. Questo nome si basa sul verbo “essere” e può significare “Egli è” o, in prima persona, “Io sono”. La natura eterna di Gesù Cristo si riflette in questo nome. L’anziano D. Todd Christofferson ha insegnato: “Sia come Geova che come Messia, Egli è il grande Io sono, l’Iddio che esiste di per sé. Egli semplicemente è e sempre sarà”.

Esodo 4:21

Fu Dio a indurire il cuore di Faraone?

Il cuore di Faraone che si indurisce è un tema ricorrente nei primi capitoli di Esodo. Molti di questi passi dichiarano che il Signore indurì il cuore di Faraone. Tuttavia, nella traduzione Joseph Smith, ognuno di questi passi viene rivisto in modo da dichiarare che era Faraone a indurire il proprio cuore. Queste revisioni sottolineano l’arbitrio personale di Faraone nel resistere alla volontà di Dio.

Esodo 4:24–26

Perché il Signore era adirato con Mosè?

Il racconto di Dio che cerca di uccidere Mosè è difficile da comprendere perché il testo è privo di molti dettagli importanti. La traduzione Joseph Smith indica che il Signore era arrabbiato con Mosè perché non aveva circonciso suo figlio e che l’iniziativa di Sefora di circoncidere il bambino salvò la vita di Mosè.

Esodo 6:3

Gli antichi patriarchi conoscevano il nome di Geova?

Il testo contenuto in Esodo 6:3 suggerisce che Abrahamo, Isacco e Giacobbe non conoscevano il nome Geova (nella versione di re Giacomo della Bibbia, la parola tradotta in italiano con “Eterno” è “Jehova”, cioè “Geova”). Tuttavia, questo suggerimento contraddice i testi precedenti dell’Antico Testamento che dichiarano che il nome del Signore era noto ad altre persone in passato. Nella Traduzione di Joseph Smith l’ordine delle parole in questo versetto viene cambiato in modo da non essere più un’affermazione, bensì una domanda retorica con una risposta implicita positiva: “Non era loro noto il mio nome?”.

Scopri di più

Donne rette

  • Heather B. Moore, “The Women in Moses’s Life” (digital-only article), Liahona, Mar. 2022, Gospel Library

La chiamata di Mosè come profeta

Materiale multimediale

Immagini

Sefora che tiene in braccio un bambino

The Protector (Shiphrah) [la protettrice (Sefora)], di Elspeth Young

Iochebed tiene in braccio il suo bambino Mosè

The Mother of Moses [la madre di Mosè], di Simeon Solomon/Bridgeman Images

il bambino Mosè viene adagiato nel fiume da sua madre

Faith at Water’s Edge [fede sulla sponda del fiume], di Anne Marie Oborn

La figlia di Faraone trova il piccolo Mosè nel fiume

Moses Found in the Bulrushes by Pharaoh’s Daughter [Mosè trovato nel canestro di giunchi dalla figlia di Faraone], di George Soper

la figlia di Faraone prende il piccolo Mosè dal fiume

For She Had Compassion on Him [poiché ella ne ebbe compassione], di Eva Timothy

un luogo che secondo la tradizione corrisponde al monte Sinai, in Egitto

Un luogo che secondo la tradizione corrisponde al monte Sinai, in Egitto

Note

  1. Bible Dictionary, “Exodus, book of”, Gospel Library. Esodo è una parola di origine greca. Il titolo ebraico del libro dell’Esodo è Shemot, che significa “nomi”. Questo titolo deriva dalle parole iniziali del libro, in Esodo 1:1: “Ora, questi sono i nomi…” (vedere Michael D. Coogan et al., eds., The New Oxford Annotated Bible: New Revised Standard Version, 5th ed. [2018], 81).

  2. Vedere Giovanni 6:48–51; 1 Corinzi 10:1–7; Ebrei 11:23–29; 1 Nefi 4:1–3; 17:23–31; Mosia 12:27–30; 13:9–26; Helaman 8:11–13; Dottrina e Alleanze 8:2–3.

  3. Vedere in Gospel Library la sezione “Analysis of Hebrews”, in Bible Dictionary sotto la voce “Pauline Epistles”.

  4. Vedere Bible Dictionary, “Exodus, book of”, Gospel Library.

  5. Gli Hyksos regnarono in Egitto dal 1750 a.C. al 1550 a.C. circa. Probabilmente erano di origine semitica, come lo erano Giuseppe e la sua famiglia. Queste origini in comune potrebbero aver fatto sì che gli Hyksos fossero comprensivi verso gli Ebrei e averli indotti a trattare con riguardo Giuseppe e i suoi discendenti (vedere Bible Dictionary, “Egypt”, Gospel Library).

  6. “La nuova dinastia tebana, che fondò quello che nella storia egiziana è conosciuto come il ‘Nuovo Regno’, disprezzò qualsiasi gruppo legato agli Hyksos, specialmente se si pensava che avesse fornito aiuto a questi sovrani. Pertanto, quando nell’Esodo si fa rifermento a un faraone che ‘non conosceva Giuseppe’ (Esodo 1:9) molto probabilmente non significa che non avesse mai sentito parlare di Giuseppe, ma piuttosto che questo faraone non aveva rispetto verso Giuseppe né verso nessuna delle sue imprese” (Kerry Muhlestein, “Israel, Egypt, and Canaan”, in From Creation to Sinai: The Old Testament Through the Lens of the Restoration, ed. Daniel L. Belnap e Aaron P. Schade [2021], 211).

  7. Esodo 1:8.

  8. Vedere Esodo 1:9.

  9. Vedere Esodo 1:10.

  10. Vedere Muhlestein, “Israel, Egypt, and Canaan”, 211.

  11. Esodo 1:17

  12. Vedere Guida alle Scritture, “Timore”, Biblioteca evangelica.

  13. David A. Bednar, “Essi tacitarono dunque i loro timori”, Liahona, maggio 2015, 48.

  14. Vedere Deuteronomio 34:10–12. Vedere anche Dieter F. Uchtdorf, “Siete importanti per Lui”, Liahona, novembre 2011, 19.

  15. Vedere Traduzione di Joseph Smith, Genesi 50:24, 34–35, Biblioteca evangelica; 2 Nefi 3:10, 16–17.

  16. Vedere Atti 3:22; 7:37; Deuteronomio 18:15, 18–19; 1 Nefi 22:20–21; 3 Nefi 20:23–24. Si è osservato che il Vangelo di Matteo “è strutturato in modo da illustrare che Gesù Cristo era un ‘nuovo Mosè’, un adempimento del ministero e degli insegnamenti di Mosè” (Shon D. Hopkin, “How New Testament Disciples Built on Old Testament Foundations” [articolo solo digitale], Liahona, Jan. 2023, Gospel Library.

  17. Mosè 1:6.

  18. Atti 7:22.

  19. See Flavius Josephus, Antiquities of the Jews, trans. William Whiston (1737), book 2, chapter 9, paragraph 7; book 2, chapter 10, paragraphs 1–2.

  20. Atti 7:23, 25. Secoli prima della nascita di Mosè, Giuseppe d’Egitto profetizzò della missione di Mosè e del suo ruolo nel liberare Israele dall’Egitto (vedere Traduzione di Joseph Smith, Genesi 50:24, 34–35, Biblioteca evangelica). È possibile che Mosè fosse a conoscenza delle profezie di Giuseppe.

  21. Vedere Ellis T. Rasmussen, A Latter-day Saint Commentary on the Old Testament (1993), 86.

  22. In Esodo 20:13 il Signore comanda: “Non uccidere”. La parola ebraica tradotta con “uccidere” in quel versetto (rasah) significa “commettere omicidio”. Per descrivere l’azione compiuta da Mosè nei confronti dell’egiziano viene usata un’altra parola ebraica (naka), che significa “colpire” o “attaccare”, (vedere Tremper Longman III e Mark L. Strauss, The Baker Expository Dictionary of Biblical Words [2023], voce 1021, p. 992 e voce 7523, p. 1021).

  23. Vedere Esodo 3:1; Traduzione di Joseph Smith, Esodo 18:1 (in Appendice della Traduzione di Joseph Smith). Madian era per lo più a est del fiume Giordano e del Mar Morto e comprendeva le parti meridionali e orientali della penisola del Sinai (vedere J. D. Douglas e Merrill C. Tenney, Zondervan Illustrated Bible Dictionary, rev. ed. [2011], 942).

  24. Vedere Richard Neitzel Holzapfel et al., Jehovah and the World of the Old Testament: An Illustrated Reference for Latter-day Saints (2009), 87. Vedere anche Bible Dictionary, “Keturah”, Gospel Library.

  25. Vedere Esodo 2:21.

  26. Vedere Dottrina e Alleanze 84:6–16.

  27. Genesi 17:8. Vedere Genesi 17:2–7; 22:18; Abrahamo 2:9–11.

  28. Genesi 15:13–14. Il Signore aveva anche detto a Giacobbe che i suoi discendenti sarebbero diventati una grande nazione in Egitto e che lo avrebbe riportato nel paese di Canaan (vedere Genesi 46:2–4). Questa promessa può suggerire sia la sepoltura di Giacobbe a Canaan sia il successivo ritorno dei suoi discendenti.

  29. Vedere anche Genesi 15:13–14; 46:2–4. La fedeltà di Dio verso l’alleanza è spesso messa a confronto con l’infedeltà del Suo popolo.

  30. Russell M. Nelson, “L’alleanza eterna”, Liahona, ottobre 2022, 6.

  31. Esodo 3:1.

  32. Vedere Guida alle Scritture, “Sinai, monte”, Biblioteca evangelica. Vedere anche Esodo 19–21.

  33. Esodo 3:2.

  34. La traduzione di Joseph Smith chiarisce che fu la presenza del Signore a chiamare Mosè, e non un angelo (vedere Joseph Smith Translation, Exodus 3:2 [KJV della Chiesa, Exodus 3:2, nota a]).

  35. Mosè 1:2. Vedere anche Mosè 1:17, 25–26.

  36. Mosè 1:2. Vedere anche Mosè 1:9–11.

  37. Vedere Esodo 19:18.

  38. Esodo 24:17.

  39. Esodo 13:21–22; Numeri 9:15–16; Salmi 78:14.

  40. Vedere tra i resoconti della Prima Visione “Diario, 9–11 novembre 1835”, Biblioteca evangelica. Il racconto della Prima Visione di Joseph Smith riportato in Perla di Gran Prezzo lo descrive come una “colonna di luce” (Joseph Smith – Storia 1:16).

  41. Vedere 1 Nefi 1:6.

  42. Vedere Isaia 33:14; Dottrina e Alleanze 29:12; 130:6–7; 133:41; 137:2–3. Vedere anche Bible Dictionary, “Shechinah”, Gospel Library.

  43. La parola inglese Jehovah (Geova, in italiano) è una parola latinizzata che combina le consonanti del nome ebraico YHWH (JHVH) e le vocali della parola ebraica Adonai, che significa “mio Signore” (vedere Adele Berlin e Marc Zvi Brettler, eds., The Jewish Study Bible, 2nd ed. [2014], 103–4, nota per Exodus 3:14–15).

  44. Vedere Holzapfel et al., Jehovah and the World of the Old Testament, 16; Bible Dictionary, “Jehovah”, Gospel Library; Guida alle Scritture, “Geova”, Biblioteca evangelica.

  45. D. Todd Christofferson, “La risurrezione di Gesù Cristo”, Liahona, maggio 2014, 112.

  46. Vedere Esodo 4:21; 7:3, 13; 9:12; 10:1, 20, 27; 11:10.

  47. Uno studioso ha osservato: “Questo passo è stato riconosciuto come uno dei più difficili dell’Antico Testamento da decifrare e comprendere perché sembra ci siano molte parti mancanti” (Camille Fronk Olson, “The Matriarchs: Administrators of God’s Covenantal Blessings”, in Belnap and Shade, From Creation to Sinai, 420).

  48. Vedere Traduzione di Joseph Smith, Esodo 4:24–27, Biblioteca evangelica.

  49. Vedere Genesi 4:26; 15:7; 28:13.

  50. Vedere Joseph Smith Translation, Exodus 6:3 (KJV della Chiesa, Exodus 6:3, nota c).