2025
Riverenza per le cose sacre
Maggio 2025


14:49

Riverenza per le cose sacre

La riverenza per ciò che è sacro favorisce una gratitudine genuina, espande la vera felicità, guida la nostra mente alla rivelazione e porta maggiore gioia nella nostra vita.

Nel libro dell’Esodo, viaggiamo fino alle pendici del Monte Oreb insieme a Mosè quando si allontanò dalle preoccupazioni quotidiane — qualcosa che tutti noi dovremmo essere disposti a fare — e vide il pruno ardente che non si consumava. Quando vi si avvicinò, “Dio lo chiamò dal pruno e disse: ‘Mosè! Mosè!’. Ed egli rispose: ‘Eccomi’. E Dio disse: ‘[…] Togliti i calzari dai piedi, perché il luogo sul quale stai è suolo sacro’”. Con grande riverenza, umiltà e meraviglia, Mosè si tolse i calzari e si preparò ad ascoltare la parola del Signore e a stare alla Sua santa presenza.

Quella sacra epifania sul monte fu un’esperienza carica di solenne riverenza, mise Mosè in contatto con la sua identità divina e fu, di fatto, un elemento chiave della sua trasformazione da umile pastore a potente profeta, cosa che lo portò a seguire un nuovo percorso di vita. Allo stesso modo, ognuno di noi può trasformare il proprio discepolato in un modello di spiritualità più elevato, rendendo la virtù della riverenza una parte sacra del proprio carattere spirituale.

La parola riverenza può essere ricondotta al verbo latino revereri, che significa “provare profondo riguardo per”. In senso evangelico, questa definizione si va a unire a un sentimento o atteggiamento di profondo rispetto, amore e gratitudine. Tale espressione verso ciò che è sacro da parte di coloro che hanno un cuore contrito e una profonda devozione a Dio e a Gesù Cristo alimenta una maggiore gioia nella loro anima.

La riverenza per le cose sacre è la massima manifestazione di una qualità spirituale indispensabile; è un effetto secondario del nostro legame con la santità e riflette il nostro amore per il Padre Celeste e il nostro Salvatore, Gesù Cristo, e la nostra vicinanza a Loro. È anche una delle esperienze più eccelse della nostra anima. Questa virtù indirizza i nostri pensieri, il nostro cuore e la nostra vita verso la Divinità. La riverenza, infatti, non è solo un aspetto della spiritualità, ma ne è l’essenza, il fondamento su cui si costruisce la spiritualità creando un legame personale con il divino, come ci insegnano i nostri figli quando cantano: “Se son riverente io sento nel cuor che [Dio e] Gesù [sono] vicino a me”.

Come discepoli di Gesù Cristo, siamo invitati a coltivare il dono della riverenza nella nostra vita per aprirci a una comunione più profonda con Dio e con Suo Figlio, Gesù Cristo, rafforzando allo stesso tempo il nostro carattere spirituale. Se avessimo più sentimenti di questo tipo nel nostro cuore, ci sarebbero senza dubbio più gioia e delizia nella nostra vita e meno spazio per il dolore e la tristezza. Dobbiamo ricordare che mostrare riverenza per ciò che è sacro dà significato a molte delle cose che facciamo ogni giorno e rafforza il nostro senso di gratitudine — ispirando riguardo, rispetto e amore per le cose più elevate e più sante.

Purtroppo viviamo in un mondo in cui mostrare riverenza per le cose sacre sta diventando sempre più raro. In effetti, il mondo celebra l’irriverenza, come dimostrato da qualsiasi rivista scandalistica, programma televisivo o da Internet. L’assenza di rispetto per ciò che è sacro produce una crescente noncuranza nel comportamento e una condotta disattenta, che può rapidamente far precipitare una generazione nell’apatia e catapultare quella successiva nell’infelicità.

L’irriverenza può anche allontanarci dai legami offerti dalle alleanze con Dio e diminuire il nostro senso di responsabilità di fronte alla Divinità. Di conseguenza, corriamo il rischio di avere interesse solo per la nostra comodità, di soddisfare i nostri appetiti incontrollati e, infine, di arrivare al terribile punto di disprezzare le cose sacre, persino Dio, e di conseguenza la nostra natura divina di figli del Padre Celeste. L’irriverenza verso le cose sacre porta avanti gli obiettivi dell’avversario interrompendo i delicati canali attraverso i quali si riceve la rivelazione, cruciali per la nostra sopravvivenza spirituale al giorno d’oggi.

Il significato e l’importanza della riverenza per ciò che è sacro sono ben delineati nelle Scritture. Un esempio in Dottrina e Alleanze sembra indicare che la riverenza verso il nostro Padre Celeste e Suo Figlio, Gesù Cristo, è una virtù essenziale per coloro che raggiungono il regno celeste.

Come Chiesa, ci sforziamo di dimostrare al Padre e al Figlio la massima sacralità e rispetto in ogni ambito, compreso nel modo in cui raffiguriamo le Loro immagini. La guida dello Spirito Santo è una componente fondamentale per stabilire come queste immagini debbano riflettere la natura sacra, la personalità e le caratteristiche divine del Padre e del Figlio. Stiamo molto attenti a evitare di ritrarre elementi che potrebbero distrarre dall’attenzione principale verso il nostro Padre Celeste e Suo Figlio, Gesù Cristo, e verso i loro insegnamenti; e questo riguarda anche il modo in cui sfruttiamo gli strumenti avanzati offerti dalla tecnologia, come l’uso dell’intelligenza artificiale (IA) per generare contenuti e immagini.

Questo stesso principio si applica a qualsiasi fonte di informazione disponibile attraverso i canali di comunicazione ufficiali della Chiesa. Ogni lezione, libro, manuale e messaggio viene accuratamente sviluppato e approvato sotto la direzione dello Spirito, per assicurarci che le virtù, i valori e gli standard sacri del vangelo di Gesù Cristo vengano mantenuti. In un recente messaggio rivolto ai giovani adulti della Chiesa, l’anziano David A. Bednar ha insegnato: “Per navigare nella complessa intersezione tra spiritualità e tecnologia, i santi degli ultimi giorni dovrebbero con umiltà e preghiera 1) individuare i principi del Vangelo che possono guidare il loro uso dell’intelligenza artificiale e 2) sforzarsi sinceramente di avere la compagnia dello Spirito Santo e il dono spirituale della rivelazione”.

Miei cari fratelli e sorelle, nonostante quanto sia diventata sofisticata, la tecnologia moderna non potrà mai simulare la meraviglia, il riguardo e l’ammirazione che si trovano nel tipo di riverenza che nasce dall’influenza dello Spirito Santo. Come seguaci di Cristo, dobbiamo fare attenzione a non indebolire il nostro legame con Dio e con Suo Figlio utilizzando in modo inappropriato i contenuti e le immagini generati dall’intelligenza artificiale. Dobbiamo ricordare che fare affidamento su un moderno “braccio di carne” tecnologico vuol dire sostituire in modo inadeguato e irrispettoso l’ispirazione, l’edificazione e la testimonianza che si possono ricevere solo attraverso il potere dello Spirito Santo. Come ha dichiarato Nefi: “O Signore, in te io ho confidato, e in te confiderò per sempre. Non porrò la mia fiducia nel braccio di carne”.

In un’altra rivelazione, al profeta Joseph Smith fu comandato che i templi eretti per il Signore fossero un luogo di riverenza verso di Lui. Durante tutto il suo ministero, il nostro caro profeta, il presidente Russell M. Nelson, ha sottolineato con forza il nostro dover rendere il culto con riverenza nel sacro tempio. Nella casa del Signore ci viene insegnato a entrare alla santa presenza del Padre e del Figlio. Ho sempre trovato istruttivo e persino fonte di ispirazione che una delle prime cose che facciamo appena entriamo nel tempio e ci prepariamo a partecipare alle sacre ordinanze è toglierci le scarpe e indossare degli abiti bianchi. Come Mosè, se lo facciamo in maniera consapevole, possiamo renderci conto che toglierci le scarpe che indossiamo nel mondo è l’inizio del nostro entrare su suolo sacro ed essere trasformati in modi più elevati e più santi.

Fratelli e sorelle, noi non dobbiamo salire in cima a una montagna, come fece Mosè, per scoprire la riverenza per le cose sacre e convertire il nostro discepolato in un livello più profondo di spiritualità e di devozione. Possiamo trovarla, ad esempio, quando ci sforziamo di proteggere il nostro ambiente domestico dalle influenze del mondo. Questo può essere fatto pregando il nostro Padre Celeste con sincerità e fervore nel nome di Gesù Cristo e cercando di conoscere meglio il nostro Salvatore attraverso lo studio diligente della parola di Dio, contenuta nelle Scritture e negli insegnamenti dei nostri profeti. Inoltre, tale trasformazione spirituale può avvenire quando cerchiamo di rispettare le alleanze che abbiamo stretto con il Signore vivendo in obbedienza ai comandamenti. Questi sforzi possono portare nel nostro cuore una calma quieta e certa. Concentrarsi su queste azioni può sicuramente aiutare a trasformare la nostra casa in un riverente luogo di rifugio spirituale — un santuario personale di fede in cui risiede lo Spirito, proprio come l’esperienza sulla montagna vissuta da Mosè.

Possiamo sperimentare una tale trasformazione spirituale anche rendendo fedelmente il culto alla funzione domenicale della Chiesa, cosa che comporta anche l’accordare i nostri cuori al Signore attraverso il canto sincero degli inni sacri. Allontanarsi — come Mosè — dalle distrazioni del mondo, in particolare dai cellulari o da tutto ciò che non è in armonia con questo momento sacro, ci permette di rivolgere la nostra completa attenzione al prendere il sacramento, con la mente e il cuore concentrati sul Salvatore e sul Suo sacrificio espiatorio oltre che sulle nostre alleanze. Questo concentrarsi sul sacramento favorirà un momento di riverente rinnovamento della nostra comunione con il Salvatore e renderà il giorno del Signore una delizia, trasformando la nostra vita.

In ultimo, possiamo vivere questo cambiamento spirituale nel nostro discepolato se rendiamo regolarmente il culto sul monte della casa dell’Eterno — i nostri sacri templi — e ci sforziamo di vivere con la fiducia che scaturisce dall’alleanza, soprattutto quando affrontiamo le prove della vita terrena.

Io e mia moglie abbiamo vissuto in prima persona e con riverenza alcuni sacri momenti sul monte quando ci siamo sforzati di mettere in pratica questi principi nella nostra vita, cosa che ha provocato una trasformazione importante nel nostro discepolato. Ricordo come se fosse ieri quando camminavo per il cimitero prima di seppellire il nostro secondo figlio, che era nato prematuro e non era sopravvissuto, mentre mia moglie si stava ancora riprendendo in ospedale. Ricordo di aver pregato Dio con grande fervore e riverenza, chiedendo aiuto per superare quella difficile prova. In quell’istante, ho ricevuto nel mio cuore una chiara e potente certezza spirituale: tutto andrà bene nella nostra vita se io e mia moglie persevereremo, aggrappandoci alla gioia che deriva dal vivere il vangelo di Gesù Cristo. Quella che allora sembrava una sfida pesante e dolorosa si è trasformata in un’esperienza sacra e riverente, un caposaldo che ha contribuito a sostenere la nostra fede e ci ha dato sicurezza nelle alleanze che avevamo stretto con il Signore e nelle Sue promesse per me e la mia famiglia.

Miei fratelli e sorelle, la riverenza per ciò che è sacro favorisce una gratitudine genuina, espande la vera felicità, conduce la nostra mente alla rivelazione e porta maggiore gioia nella nostra vita. Pone i nostri piedi su suolo sacro e innalza i nostri cuori verso la Divinità.

Vi attesto che, se ci sforziamo di incorporare questa virtù nella vita quotidiana, saremo in grado di aumentare la nostra umiltà, espandere la nostra comprensione della volontà che Dio ha per noi e rafforzare la nostra sicurezza nelle promesse delle alleanze che abbiamo stretto con il Signore. Sono testimone del fatto che, se abbracceremo questo dono della riverenza per le cose sacre — che sia sul monte della casa dell’Eterno, in una casa di riunione o nella nostra stessa casa — saremo pieni di una meraviglia e di un riguardo straordinari mentre entreremo in unione con l’amore perfetto del nostro Padre Celeste e di Gesù Cristo. Con riverenza, rendo testimonianza di queste verità nel sacro nome del nostro Salvatore e Redentore, Gesù Cristo. Amen.