2025
Fedeli alla fede che i nostri genitori hanno serbato
Maggio 2025


11:0

Fedeli alla fede che i nostri genitori hanno serbato

Vi prego, imparate e ricevete forza dalla fede e dalla testimonianza di coloro che vi hanno preceduto.

Mentre mi trovavo nel tempio di Nashville, in Tennessee, per una revisione, come parte di questo incarico ho avuto il privilegio di fare una visita guidata esaminando questa bellissima casa del Signore. Sono rimasto particolarmente colpito dal dipinto di Mary Wanlass intitolato Carry on (sempre avanti) appeso al muro nell’ufficio della matrona.

Quella che segue è la storia del dipinto.

“Nel 1862, in Missouri, la quattordicenne Mary Wanlass promise alla sua matrigna morente che avrebbe fatto in modo che il suo padre disabile e i suoi quattro fratelli e sorelle più piccoli raggiungessero tutti la Valle del Grande Lago Salato. […] Mary condusse i buoi e le mucche da latte che trainavano il carro in cui stava suo padre [allettato, e] si occupò dei suoi […] fratelli e sorelle. Al termine di ogni giornata di viaggio nutriva la sua famiglia raccogliendo piante, fiori e bacche commestibili. L’unica sua bussola erano le indicazioni ricevute di continuare a viaggiare verso ovest ‘finché le nuvole non fossero diventate montagne’.

Raggiunsero [la] Valle dello Utah a settembre, avendo viaggiato per tutta la primavera e per tutta l’estate. Suo padre morì poco dopo che la famiglia si fu stabilita nella Contea dello Utah, dove in seguito Mary si sposò e si prese cura della sua [propria] famiglia”.

Questa è una storia straordinaria sulla fede e sulla forza di una giovane donna quattordicenne che può essere d’aiuto a ognuno di noi per “andare sempre avanti”.

“Sempre avanti”, o liberamente tradotto in olandese, la mia lingua madre, Gewoon doorgaan, è anche il motto di sempre della mia mamma e del mio papà.

I miei genitori e i miei suoceri sono i pionieri della nostra famiglia. Hanno attraversato le loro “praterie” personali proprio come tutti coloro che ogni giorno si stanno unendo alla Chiesa, al gregge del Signore. Le loro storie hanno poco a che fare con buoi e carri, ma hanno lo stesso impatto sulle generazioni future.

Hanno abbracciato il Vangelo e si sono battezzati quando erano giovani adulti. Entrambi i miei genitori ebbero un’infanzia difficile. Mio padre crebbe sull’isola di Java in Indonesia. Durante la seconda guerra mondiale, venne separato dalla sua famiglia con la forza e rinchiuso in un campo di concentramento, dove a una giovane età subì indicibili sofferenze.

Mia madre crebbe in una famiglia con genitori separati, e anche lei soffrì la fame e le afflizioni dovute alla seconda guerra mondiale. A volte fu persino costretta a mangiare i bulbi dei tulipani. A causa delle azioni di suo padre e del conseguente divorzio da sua madre, a volte le era difficile vedere il Padre Celeste come un padre amorevole.

I miei genitori si incontrarono a una attività della Chiesa, poco tempo dopo decisero di sposarsi ed essere suggellati nel Tempio di Berna, Svizzera. In attesa alla stazione ferroviaria, dopo aver speso i loro ultimi pochi risparmi per il viaggio al tempio, si chiedevano come avrebbero fatto ad arrivare a fine mese, ma avevano fiducia nel fatto che sarebbe andato tutto bene. E così fu!

Iniziarono la loro vita come famiglia in un umile monolocale in un sottotetto, nel cuore di Amsterdam. Finalmente, dopo essersi lavati i vestiti a mano per molti anni, avevano risparmiato abbastanza denaro per acquistare una lavatrice. Poco prima dell’acquisto, il vescovo fece loro visita per chiedere un contributo per la costruzione della casa di riunione ad Amsterdam. Decisero di dare tutto ciò che avevano risparmiato per la lavatrice e continuarono a fare il bucato a mano.

Proprio come qualsiasi altra famiglia, abbiamo affrontato delle difficoltà. Non hanno fatto altro che rafforzarci e rendere più profonda la nostra fede nel Signore Gesù Cristo, esattamente come Alma disse, mentre raccontava la sua storia a suo figlio Helaman, che era stato sostenuto in prove e difficoltà di ogni genere poiché aveva riposto la sua fiducia nel Signore Gesù Cristo.

Come hanno fatto due persone che hanno affrontato così tante prove nella loro gioventù a diventare i migliori genitori che potessi mai desiderare? La risposta è semplice: si sono convertiti completamente al Vangelo e hanno vissuto rispettando le loro alleanze fino a oggi!

Dopo più di 65 anni di matrimonio, mia madre, che soffriva del morbo di Alzheimer, è venuta a mancare a febbraio. Mio padre, che ha 92 anni e vive ancora a casa, andava a trovarla il più spesso possibile finché non è morta. Tempo fa ha detto ai miei fratelli e sorelle più giovani che le esperienze terribili nel campo in Indonesia durante la seconda guerra mondiale l’avevano preparato a occuparsi pazientemente di sua moglie per così tanti anni quando si ammalò e mentre peggiorava a causa di questa orribile malattia e anche per il giorno inevitabile in cui ha dovuto affidare ad altri la cura delle sue necessità primarie senza poter più essere al suo fianco. Il loro motto è stato e continua a essere “Sempre avanti”, avendo una speranza perfetta in Cristo di essere elevati all’ultimo giorno e dimorare con Lui in gloria per sempre.

La loro fede e la loro testimonianza sono una forza trainante per le generazioni venute dopo di loro.

Nel villaggio in cui è cresciuta mia moglie, i suoi genitori, che erano brave persone di chiesa, abbracciarono il Vangelo quando erano una giovane coppia sposata, con mia moglie che aveva due anni ed era l’unica figlia in quel momento. La loro decisione di diventare membri de La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni ebbe un grande impatto sulla loro vita in quanto vennero respinti dagli abitanti del villaggio e dalla loro famiglia. Ci vollero molti anni, bigliettini affettuosi ai familiari e servizio nella comunità prima che venissero nuovamente accettati.

Una volta, mentre stava servendo come vescovo, il padre di mia moglie venne falsamente accusato di qualcosa e immediatamente rilasciato. Mia suocera era talmente offesa che chiese a suo marito se fosse ancora il caso di continuare ad andare in Chiesa. Lui le rispose che avrebbero certamente continuato ad andare in Chiesa, dal momento che questa non è la Chiesa degli uomini, ma la Chiesa di Gesù Cristo.

Ci volle un po’ di tempo prima che la verità venisse a galla e che ricevessero le scuse. Ciò che sarebbe potuto essere il loro punto di rottura aveva invece aumentato la loro forza e convinzione.

Per quale motivo alcuni di noi danno per scontate la fede e la testimonianza dei propri genitori che nonostante tutte le loro difficoltà sono rimasti fedeli? Pensiamo che essi non abbiano una comprensione chiara delle cose? Non sono stati ingannati e non lo sono ora! Hanno avuto tantissime esperienze con lo Spirito e possono dire insieme al profeta Joseph: “Io lo sapevo, […] e non potevo negarlo”.

Non amate anche a voi la canzone sull’esercito di Helaman che si trova nell’Innario dei bambini?

Fin dall’infanzia avemmo il Vangel

da genitori fedeli al Signor.

Ci fu insegnato e compreso abbiam

che sempre a Dio obbedir dobbiam.

Anche quando le cose non vanno bene, come è successo a mia madre da bambina, potete diventare uno di quei “genitori fedeli al Signor” ed essere un esempio retto per gli altri.

Sentiamo che questo è assolutamente vero mentre lo cantiamo? Sentite di essere come “l’esercito di Helaman” e che porterete “al mondo la Sua parola di verità”? Io l’ho sentito in così tanti momenti mentre cantavo questa canzone alle conferenze FSY e in altri raduni dei giovani.

Oppure, cosa proviamo quando cantiamo l’inno “Forza, giovani di Sion”?

Forza, giovani di Sion,

difendiamo il giusto e il ver.

Quando il nemico assale

la battaglia fuggirem? No!

[Fedeli alla fede che i nostri genitori hanno serbato].

A voi della generazione emergente, ovunque vi troviate e in qualsiasi situazione possiate essere: vi prego, imparate e ricevete forza dalla fede e dalla testimonianza di coloro che vi hanno preceduto. Questo vi aiuterà a capire che per poter ottenere o far crescere una testimonianza è necessario fare dei sacrifici e che il sacrificio richiama le benedizioni del cielo.

Nel riflettere su un sacrificio che benedirà davvero la vostra vita, vi prego di considerare e pregare in merito all’invito del nostro amato profeta, il presidente Russell M. Nelson, quando ha chiesto “a ogni giovane uomo degno e capace di prepararsi per la missione e di svolgerla. Per i giovani uomini santi degli ultimi giorni, il servizio missionario è una responsabilità del sacerdozio. […]

Per voi, giovani e capaci sorelle, la missione è un’opportunità possente, ma facoltativa.

Potreste essere chiamati come missionari di servizio o di insegnamento. Entrambi i tipi di missionari contribuiscono allo stesso obiettivo di portare anime a Cristo, ognuno nel loro modo unico e potente.

In entrambi i tipi di servizio, dimostrerete al Signore che Lo amate e che desiderate conoscerLo meglio. Ricordate: “Poiché, come conosce un uomo il padrone che non ha servito, e che gli è estraneo e che è lungi dai pensieri e dagli intenti del suo cuore?”.

Tutti noi, sia che siamo la prima generazione nel Vangelo o la quinta, dovremmo chiedere a noi stessi: “Quali storie di fede, forza e impegno celeste trasmetterò alla prossima generazione?”.

Continuiamo a sforzarci di conoscere meglio il nostro Salvatore, Gesù Cristo, e metterLo al centro della nostra vita. Egli è la roccia su cui dobbiamo costruire così, quando i tempi si faranno difficili, potremo rimanere saldi.

Facciamo in modo di essere “fedeli alla fede che i nostri genitori hanno serbato, fedeli alla verità per la quale i martiri son morti; obbedienti a Dio con anima, cuore e mente rimarremo sempre fedeli e saldi”. Nel nome di Gesù Cristo. Amen.