Conferenza generale
Il piano di misericordia
Conferenza generale di aprile 2025


11:6

Il piano di misericordia

Il Signore è misericordioso e il piano di salvezza del nostro Padre Celeste è davvero un piano di misericordia.

L’invito di un profeta

Lo scorso aprile, poco dopo la felice notizia che la Chiesa aveva acquistato il Tempio di Kirtland, il presidente Russell M. Nelson ci ha invitati a studiarne la preghiera dedicatoria, riportata nella sezione 109 di Dottrina e Alleanze. La preghiera dedicatoria, ha detto il presidente Nelson, “ci insegna come il tempio dà a voi e a me il potere spirituale di affrontare le difficoltà della vita in questi ultimi giorni”.

Sono sicuro che aver studiato la sezione 109 vi abbia fornito una comprensione che vi ha benedetto. Questa sera, parlerò di un paio di cose che ho imparato seguendo l’invito del nostro profeta. Il sentiero pieno di pace su cui mi ha condotto il mio studio mi ha ricordato che il Signore è misericordioso e che il piano di salvezza del nostro Padre Celeste è davvero un piano di misericordia.

Missionari appena chiamati che servono nel tempio

Come forse saprete, “i missionari appena chiamati sono incoraggiati a ricevere l’investitura del tempio il prima possibile e ad andare al tempio il più spesso possibile, secondo le circostanze”. Una volta ricevuta l’investitura, possono anche “servire come lavoranti […] del tempio prima di iniziare il servizio missionario”.

Il tempo passato nel tempio prima di entrare al centro di addestramento per i missionari (MTC) può essere una meravigliosa benedizione per i nuovi missionari che imparano di più sulle alleanze del tempio prima di condividere con il mondo le benedizioni di quelle alleanze.

Ma, studiando la sezione 109, ho imparato che nel tempio Dio conferisce potere ai nuovi missionari — e, in realtà, a tutti noi — in un modo ulteriore e sacro. Nella preghiera dedicatoria, data per rivelazione, il profeta Joseph Smith pregò che “quando i tuoi servitori usciranno dalla tua casa […] per portare testimonianza del tuo nome”, il “cuore” di “tutti i popoli” “sia addolcito” — sia il cuore dei “grandi della terra” che di “tutti i poveri, i bisognosi e gli afflitti”. Egli pregò affinché i “loro pregiudizi cedano dinanzi alla verità e il tuo popolo trovi favore agli occhi di tutti; che tutte le estremità della terra sappiano che noi, tuoi servitori, abbiamo udito la tua voce e che tu ci hai mandato”.

Questa è una promessa bellissima per un missionario appena chiamato: che i pregiudizi “cedano dinanzi alla verità”, che egli “trovi favore agli occhi di tutti” e che il mondo sappia che è stato mandato dal Signore. Di certo, ciascuno di noi ha bisogno di queste stesse benedizioni. Quale grande benedizione sarebbe se i cuori fossero addolciti quando interagiamo con vicini e colleghi. La preghiera dedicatoria non spiega esattamente come il tempo che trascorriamo nel tempio addolcirà il cuore degli altri, ma sono convinto che abbia a che fare con il fatto che il tempo trascorso nella casa del Signore addolcisca il nostro cuore facendoci concentrare su Gesù Cristo e sulla Sua misericordia.

Il Signore risponde all’invocazione di misericordia di Joseph Smith

Studiando la preghiera dedicatoria di Kirtland, sono rimasto colpito anche che Joseph abbia invocato misericordia più e più volte — per i membri della Chiesa, per i nemici della Chiesa, per i governanti del paese, per le nazioni della terra e, in modo molto personale, egli ha pregato il Signore di ricordarsi di lui e di avere misericordia della sua amata Emma e dei loro figli.

Pensate a come deve essersi sentito Joseph una settimana dopo, quando il giorno di Pasqua del 3 aprile 1836 il Salvatore è apparso a lui e a Oliver Cowdery nel Tempio di Kirtland e, come riportato nella sezione 110 di Dottrina e Alleanze, ha detto: “Io ho accettato questa casa, e qui vi sarà il mio nome; e in questa casa mi manifesterò al mio popolo in misericordia”. Questa promessa di misericordia deve aver avuto un significato speciale per Joseph. E, come ha insegnato il presidente Nelson lo scorso aprile, questa promessa “oggi si applica a ciascun tempio dedicato”.

Trovare misericordia nella casa del Signore

Ci sono tanti modi in cui ognuno di noi può trovare misericordia nella casa del Signore. Questo accade da quando il Signore comandò per la prima volta a Israele di costruire un tabernacolo e di porvi al centro il “propiziatorio” [o “seggio della misericordia”]. Nel tempio, noi troviamo la misericordia nelle alleanze che facciamo. Queste alleanze, insieme all’alleanza battesimale, ci legano al Padre e al Figlio e ci danno un maggiore accesso a ciò che il presidente Nelson ha insegnato essere “un tipo speciale di amore e misericordia […] chiamato hesed” in ebraico.

Troviamo misericordia nell’opportunità di essere suggellati alla nostra famiglia per l’eternità. Nel tempio, inoltre, comprendiamo con maggiore chiarezza che la Creazione, la Caduta, il sacrificio espiatorio del Salvatore e la nostra capacità di entrare di nuovo alla presenza del nostro Padre Celeste — proprio ogni parte del piano di salvezza — sono una dimostrazione di misericordia. Si potrebbe dire che il piano di salvezza è un piano di felicità proprio perché è un “piano [di] misericordia”.

Cercare il perdono apre la porta allo Spirito Santo

Sono grato per la bellissima promessa contenuta nella sezione 110 che il Signore si manifesterà in misericordia nei Suoi templi. Sono anche grato per ciò che questo rivela su come il Signore si manifesterà in misericordia ogni volta che, come Joseph, invocheremo la misericordia.

Quella contenuta nella sezione 109 non è stata la prima volta in cui le invocazioni di misericordia fatte da Joseph Smith hanno portato alla rivelazione. Nel Bosco Sacro, il giovane Joseph non pregò solo per sapere quale fosse la vera Chiesa, ma egli disse di avere anche “[gridato] al Signore implorando misericordia, poiché non v’era nessun altro al quale [potesse rivolgersi] per ottenere misericordia”. In qualche modo, il fatto che avesse riconosciuto di aver bisogno di una misericordia che solo il Signore poteva fornire contribuì ad aprire le cateratte del cielo. Tre anni dopo, l’angelo Moroni apparve in seguito a quella che Joseph disse essere la sua preghiera e supplica a “Dio Onnipotente per il perdono di tutti i [suoi] peccati e follie”.

Questo modello di rivelazione che giunge in seguito a un’invocazione di misericordia è consueto nelle Scritture. Enos ha udito la voce del Signore solo dopo aver pregato per ottenere perdono. La conversione del padre di re Lamoni inizia con la sua preghiera: “Abbandonerò tutti i miei peccati per conoscerti”. Potremmo non essere benedetti con quelle stesse esperienze eclatanti, ma per coloro che a volte faticano a percepire le risposte alle preghiere, cercare la misericordia del Signore è uno dei modi più potenti per percepire la testimonianza dello Spirito Santo.

Meditare sulla misericordia di Dio apre la porta a una testimonianza del Libro di Mormon

Un principio simile è insegnato magnificamente in Moroni 10:3–5. Spesso semplifichiamo all’osso questi versetti per insegnare che, attraverso la preghiera sincera, possiamo sapere se il Libro di Mormon è vero. Ma questa semplificazione può far trascurare l’importante ruolo della misericordia. Ascoltate come Moroni inizia la sua esortazione: “Vorrei esortarvi, quando leggerete queste cose, […] a ricordare quanto misericordioso è stato il Signore verso i figlioli degli uomini, dalla creazione di Adamo fino al tempo in cui riceverete queste cose, e a meditarlo nel vostro cuore”.

Moroni ci esorta non solo a leggere queste cose — gli annali che stava per sigillare — ma anche a meditare nel nostro cuore quello che il Libro di Mormon rivela su “quanto misericordioso è stato il Signore verso i figlioli degli uomini”. È meditare sulla misericordia del Signore che ci prepara a “domandare a Dio, Padre Eterno, nel nome di Cristo, se queste cose non sono vere”.

Meditando sul Libro di Mormon, potremmo chiederci: è proprio vero, come ha insegnato Alma, che il piano di misericordia di Dio assicura che ogni persona che sia mai vissuta su questa terra risorgerà e che tutti saranno restituiti alla loro forma perfetta? Ha ragione Amulec? La misericordia del Salvatore può soddisfare tutte le amaramente reali esigenze della giustizia, che altrimenti saremmo obbligati a pagare, e circondarci invece “con le braccia della salvezza”?

È vero, come ha attestato Alma, che Cristo ha sofferto non solo per i nostri peccati, ma anche per le nostre “pene e afflizioni”, in modo che potesse “conoscere […] come soccorrere il suo popolo nelle loro infermità”? Il Signore è davvero così misericordioso, come ha insegnato re Beniamino, da donare gratuitamente l’espiazione dei “peccati di coloro […] che sono morti senza conoscere la volontà di Dio a loro riguardo, o che hanno peccato per ignoranza”?

È vero, come ha detto Lehi, che “Adamo cadde affinché gli uomini potessero essere; e gli uomini sono affinché possano provare gioia”? È proprio vero, come ha attestato Abinadi citando Isaia, che Gesù Cristo “è stato ferito per le nostre trasgressioni, è stato fiaccato per le nostre iniquità; il castigo, per cui abbiam pace, è stato su di lui, e per le sue frustate noi siamo stati guariti”?

In sintesi, il piano del Padre insegnato nel Libro di Mormon è davvero così misericordioso? Rendo testimonianza che lo è, e che gli insegnamenti sulla misericordia che danno pace e speranza contenuti nel Libro di Mormon sono veri.

Tuttavia, immagino che alcuni, nonostante leggano e preghino con fede, possano avere difficoltà a vedere realizzata la promessa di Moroni secondo cui il Padre Celeste “ve ne manifesterà la verità mediante il potere dello Spirito Santo”. Conosco questa difficoltà perché l’ho provata, molti anni fa, quando il mio primo paio di letture del Libro di Mormon non ha portato a una risposta immediata e chiara alle mie preghiere.

Se siete in difficoltà, vi invito a seguire il consiglio di Moroni e a meditare sui molti modi in cui il Libro di Mormon insegna “quanto misericordioso è stato il Signore verso i figlioli degli uomini”. Basandomi sulla mia esperienza spero che, quando lo farete, la pace dello Spirito Santo possa entrare nel vostro cuore e che possiate sapere, credere e sentire che il Libro di Mormon e il piano di misericordia che esso insegna sono veri.

Esprimo la mia gratitudine per il grande piano di misericordia del Padre e per la disponibilità del Salvatore a realizzarlo. So che Egli si manifesterà in misericordia nel Suo santo tempio e in ogni aspetto della nostra vita, se Lo cercheremo. Nel nome di Gesù Cristo. Amen.

Note

  1. Vedere Russell M. Nelson, “Gioiamo del dono delle chiavi del sacerdozio”, Liahona, maggio 2024, 121.

  2. Vedere Russell M. Nelson, “Gioiamo del dono delle chiavi del sacerdozio”, 121.

  3. Vedere Manuale generale – Servire ne La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, 24.5.1, Biblioteca evangelica.

  4. Come per tutte le benedizioni del tempio, il conferimento di queste benedizioni da parte di Dio dipende dal nostro tenere fede alle alleanze che stringiamo nel tempio. Vedere Russell M. Nelson, “Vincete il mondo e trovate riposo”, Liahona, novembre 2022, 96: “Ogni persona che stipula alleanze […] nei templi — e che le osserva — ha maggior accesso al potere di Gesù Cristo”.

    Per avere un altro esempio, considerate la dichiarazione della Prima Presidenza sull’indossare il garment del tempio: “Nella misura in cui osservi le tue alleanze, compreso il sacro privilegio di indossare il garment secondo le istruzioni ricevute nelle ordinanze iniziatorie, avrai maggiore accesso alla misericordia, alla protezione, alla forza e al potere del Salvatore” (Manuale generale, 26.3.3.2; enfasi aggiunta).

  5. Dottrina e Alleanze 109:55–57.

  6. Russell M. Nelson, “Il Signore Gesù Cristo tornerà”, Liahona, novembre 2024, 122: “Ecco la mia promessa per voi: ogni sincero cercatore di Gesù Cristo Lo troverà nel tempio. Sentirete la Sua misericordia”.

  7. Vedere Dottrina e Alleanze 109:34: “Abbi misericordia di questo popolo; e siccome tutti gli uomini peccano, perdona le trasgressioni del tuo popolo e siano esse cancellate per sempre”.

  8. Vedere Dottrina e Alleanze 109:50.

  9. Vedere Dottrina e Alleanze 109:54. Joseph, inoltre, chiese al Signore “di avere misericordia dei figlioli di Giacobbe, affinché Gerusalemme, da questa ora, inizi ad essere redenta; e il giogo della schiavitù inizi ad essere staccato dalla casa di Davide; e i figlioli di Giuda inizino a ritornare alle terre che tu desti ad Abrahamo, loro padre” (Dottrina e Alleanze 109:62–64).

  10. Vedere Dottrina e Alleanze 109:68.

  11. Vedere Dottrina e Alleanze 109:69. L’Oxford English Dictionary definisce la misericordia come “clemenza e compassione mostrate a una persona che si trova in una posizione di impotenza” (“mercy”, oed.com). La misericordia, come la grazia, è un’espressione dell’amore e della benevolenza di Dio: il Suo hesed. Mentre la misericordia mira a trattenere una punizione che meritiamo, la grazia in genere attiene a Dio che ci dà benedizioni che non meritiamo e a prescindere dal merito.

  12. Dottrina e Alleanze 110:7.

  13. In una dimostrazione di misericordia personalizzata, venne detto a Joseph e a Oliver: “Ecco, i vostri peccati vi sono perdonati; voi siete puri dinanzi a me; alzate dunque il capo e gioite” (Dottrina e Alleanze 110:5).

  14. Vedere Russell M. Nelson, “Gioiamo del dono delle chiavi del sacerdozio”, 119. Il presidente Nelson ha detto: “Vi invito a meditare su cosa significa questa promessa del Signore per voi personalmente”.

  15. Vedere Bible Dictionary, “Tabernacle”: “Nel Santo dei Santi vi era un solo elemento di arredo: l’arca dell’alleanza. […] Sopra l’arca, a mo’ di copertura, c’era il propiziatorio [o seggio della misericordia]. Serviva, con l’arca sotto di esso, come altare su cui veniva compiuta la massima espiazione conosciuta dalla legge ebraica. Su di esso veniva asperso il sangue del sacrificio per il peccato nel Giorno dell’Espiazione (Lev 16:14–15). Il propiziatorio [o seggio della misericordia] era il luogo in cui si manifestava la gloria di Dio (Esodo 25:22)”.

  16. Russell M. Nelson, “L’alleanza eterna”, Liahona, ottobre 2022, 5. Il presidente Nelson sottolinea che hesed non ha un equivalente esatto inglese, ma la sua traduzione più comune nell’Antico Testamento è misericordia. Delle 248 volte in cui la parola hesed compare nella versione di re Giacomo dell’Antico Testamento in inglese, la parola misericordia è usata 149 volte, gentilezza 40 volte e benevolenza 30 volte (vedere Blue Letter Bible, blueletterbible.org/lexicon/h2617/kjv/wlc/0-1/).

  17. Vedere Manuale generale, 27.2. Il Salvatore ci insegna che nessuno di noi può venire al Padre se non per mezzo di Lui (vedere Giovanni 14:6). In Dottrina e Alleanze il Salvatore fornisce questa bellissima descrizione del Suo appello alla misericordia in nostro favore:

    “Ascoltate colui che è l’avvocato presso il Padre, che perora la vostra causa dinanzi a Lui —

    Dicendo: Padre, guarda le sofferenze e la morte di colui che non peccò, nel quale Tu ti compiacesti; guarda il sangue di Tuo Figlio, che fu versato, il sangue di colui che Tu desti affinché Tu fossi glorificato;

    Pertanto, Padre, risparmia questi miei fratelli che credono nel mio nome, affinché possano venire a me e avere vita eterna” (Dottrina e Alleanze 45:3–5).

  18. Il presidente Jeffrey R. Holland una volta ha detto: “La cosa che, senza dubbio, Dio ama di più dell’essere Dio è l’emozione data dall’essere misericordioso, soprattutto con chi non se lo aspetta e spesso sente di non meritarselo” (“I lavoratori nella vigna”, Liahona, maggio 2012, 33). Vedere anche Dottrina e Alleanze 128:19: “Ora, cosa udiamo nel Vangelo che abbiamo ricevuto? Una voce di letizia! Una voce di misericordia dal cielo, e una voce di verità dalla terra; liete notizie per i morti, una voce di letizia per i vivi e per i morti; liete notizie di grande gioia”.

  19. Alma 42:15. La misericordia è sempre stata il punto centrale del piano di salvezza. Tre passi scritturali sull’Avvento ne sono esemplificativi. Nefi conclude il primo capitolo del Libro di Mormon dicendo: “Ecco, io, Nefi, vi mostrerò che le tenere misericordie del Signore sono su tutti coloro che egli ha scelto, a motivo della loro fede, per renderli potenti, finanche al potere di liberazione” (1 Nefi 1:20).

    In Esodo 34:6, il Signore proclama a Mosè il Proprio nome: “L’Eterno! Il Dio misericordioso e compassionevole, lento all’ira, ricco in benignità e fedeltà”. Alcuni hanno suggerito che questo versetto possa essere stato citato dai profeti dell’Antico Testamento più di qualsiasi altro versetto dell’Antico Testamento (vedere, per esempio, Bible Project, “The Most Quoted Verse in the Bible”, bibleproject.com/podcast/most-quoted-verse-bible/).

    Nel Nuovo Testamento, nel libro di Luca, ricordiamo che Zaccaria fu reso “muto, e non [poté] parlare” quando dubitò della promessa dell’angelo secondo cui Elisabetta, in età avanzata, avrebbe partorito un figlio, che sarebbe stato Giovanni Battista (Luca 1:20). Quando la lingua di Zaccaria fu finalmente sciolta, egli “fu ripieno dello Spirito Santo” e, in quella che è la prima dichiarazione pubblica che il tempo del Messia era finalmente arrivato, profetizzò che il Signore sarebbe venuto per “[usare] misericordia verso i nostri padri e [ricordarsi] della sua santa alleanza, del giuramento che fece ad Abrahamo nostro padre” (Luca 1:67–73; enfasi aggiunta).

  20. Argomenti evangelici – Saggi, “Resoconti della Prima Visione”, Biblioteca evangelica; vedere soprattutto Resoconto del 1832.

  21. Joseph Smith – Storia 1:29. Dottrina e Alleanze 20:5–6 fornisce un’altra descrizione del ruolo avuto dal pentimento in queste due possenti visioni. Joseph disse: “Nessuno dovrà supporre che io fossi colpevole di qualche peccato grave o maligno”, però si sentiva condannato per “la sua debolezza e le [sue] imperfezioni” e aveva bisogno del perdono (vedere Joseph Smith – Storia 1:28, 29).

  22. Vedere Enos 1:1–8.

  23. Alma 22:18. La preghiera di Alma, “O Gesù, tu, Figlio di Dio, abbi misericordia di me”, porta a un’ondata di luce e di sollievo dal dolore (vedere Alma 36:17–20). Riguardo all’invocazione di Alma, una volta il presidente Jeffrey R. Holland ha detto: “Forse una tale preghiera, benché breve, è la più significativa che possa essere pronunciata in un mondo decaduto. Quali che siano le altre preghiere che offriamo, quali che siano gli altri bisogni che abbiamo, tutto torna a quell’invocazione: ‘O Gesù, tu, Figlio di Dio, abbi misericordia di me’” (Our Day Star Rising: Exploring the New Testament with Jeffrey R. Holland [2022], 170–171).

  24. L’anziano Kyle S. McKay ha insegnato magnificamente: “Il pentimento costante nella vita di Joseph infonde in me la sicurezza per ‘[accostarmi] dunque con piena fiducia al trono della grazia, affinché [possa ottenere] misericordia’” (“L’uomo che comunicò con Geova”, Liahona, novembre 2024, 61).

  25. Moroni 10:3.

  26. L’appello di Moroni è la conclusione alla dichiarazione fatta da Nefi proprio all’inizio del Libro di Mormon, in cui egli indica quale sia il suo scopo nello scrivere le tavole: “Ecco, io, Nefi, vi mostrerò che le tenere misericordie del Signore sono su tutti coloro che egli ha scelto, a motivo della loro fede, per renderli potenti, finanche al potere di liberazione” (1 Nefi 1:20).

  27. Moroni 10:4.

  28. Vedere Mormon 9:13.

  29. Vedere Alma 40:23: “L’anima sarà restituita al corpo e il corpo all’anima; sì, ogni membro e giuntura saranno restituiti al loro corpo; sì, non si perderà neppure un capello del capo; ma tutte le cose saranno restituite alla loro forma corretta e perfetta”.

  30. Alma 34:16. Quando consideriamo quanto il Signore sia stato misericordioso, potremmo essere tentati di scollegare la misericordia dalla giustizia, di pensare che l’amorevole misericordia del nostro Padre Celeste, da sola, possa prevalere sulla giustizia. Ma Alma ha insegnato: “Il piano della misericordia non avrebbe potuto essere realizzato, a meno che non fosse compiuta un’espiazione; perciò Dio stesso espia per i peccati del mondo, per realizzare il piano della misericordia, per placare le richieste della giustizia, affinché Dio possa essere un Dio perfetto e giusto, e anche un Dio misericordioso” (Alma 42:15; enfasi aggiunta).

    Tutto l’amore misericordioso che il Salvatore ha per noi non poteva salvarci. Piuttosto, è il fatto che Egli abbia patito le esigenze molto reali e dolorose della giustizia a salvarci. Questo, naturalmente, non sminuisce l’importanza del Suo amore. Sicuramente è stato il Suo amore per noi — e il Suo desiderio di fare la volontà del Padre, che pure ci ama — a far sì che Egli fosse disposto a soffrire (vedere Giovanni 3:16; Dottrina e Alleanze 34:3). Ma l’amore da solo non poteva funzionare.

    A volte possiamo concentrarci talmente tanto sul fatto che Egli ci ama proprio così come siamo, da perdere di vista che ciò che siamo — uomini e donne naturali il cui comportamento è inevitabilmente manchevole nel vivere i comandamenti — richiede che la giustizia sia soddisfatta. Se fraintendiamo e consideriamo il Suo amore come un modo per eliminare le esigenze della giustizia, sminuiamo il dono del Suo sacrificio espiatorio e le sofferenze che ha patito per pagare il terribile prezzo della giustizia. Sarebbe sconfortantemente ironico se intendessimo il Suo amore per noi come qualcosa che rende non necessario il Suo sacrificio espiatorio. È molto meglio guardare con chiarezza alle esigenze della giustizia nella loro interezza e poi essere grati che Egli ci abbia amati abbastanza da sopportare quelle reali esigenze al posto nostro.

  31. Alma 7:11–12.

  32. Mosia 3:11.

  33. 2 Nefi 2:25.

  34. Mosia 14:5.

  35. Moroni 10:4.

  36. Moroni 10:3.

  37. Il presidente M. Russell Ballard ci ha incoraggiato a rendere testimonianza di ciò che sappiamo e crediamo e di ciò che sentiamo (vedere “Ricordate ciò che conta di più”, Liahona, maggio 2023, 107).

  38. Proponendo questo suggerimento, non intendo offrire una “formula” sostitutiva per ricevere una testimonianza della veridicità del Libro di Mormon o del Vangelo. Come ha insegnato l’anziano David A. Bednar, la rivelazione può arrivare come una “luce [accesa] in una stanza buia” quando la rivelazione viene ricevuta “velocemente e all’improvviso”. Può anche arrivare come “l’aumento graduale della luce che si irradia dal sole che sorge […] ‘linea su linea, precetto su precetto’ (2 Nefi 28:30). […] Queste comunicazioni del Padre Celeste, che arrivano a poco a poco e con delicatezza, si distilleranno ‘sulla [nostra] anima come una rugiada del cielo’ [Dottrina e Alleanze 121:45]. Questo modello di rivelazione è più comune che raro” (“Lo Spirito di rivelazione”, Liahona, maggio 2011, 88).