Conferenza generale
Autorità divina, giovani uomini eccezionali
Conferenza generale di aprile 2025


11:44

Autorità divina, giovani uomini eccezionali

Sarò per sempre grato che i detentori del Sacerdozio di Aaronne, con i suoi poteri, le sue ordinanze e i suoi doveri, benedicono tutti noi.

Grazie, Anziano Andersen, per quella magnifica espressione del potere del sacerdozio e del potere dell’Espiazione del Salvatore.

Una domenica mattina del gennaio scorso, mentre ero seduto alla riunione sacramentale, più di una dozzina di giovani uomini sono stati sostenuti per l’avanzamento nel Sacerdozio di Aaronne. Ho sentito il mondo cambiare sotto i miei piedi.

Sono stato colpito dal pensiero che in tutto il mondo, fuso orario dopo fuso orario, in riunioni sacramentali proprio come quella, decine di migliaia di diaconi, insegnanti e sacerdoti — come l’amico dell’anziano Holland stamattina, Easton — venivano sostenuti per essere ordinati a un ministero del sacerdozio che durerà tutta la vita e che abbraccerà tutta la portata del raduno d’Israele.

Ogni gennaio, vengono poste le mani sul capo di circa 100.000 giovani uomini, collegandoli, tramite ordinanza, a una luminosa linea d’autorità risalente, attraverso l’epoca della Restaurazione, a Joseph e a Oliver, a Giovanni Battista e a Gesù Cristo.

Beh, la nostra non è una chiesa che ostenta molto. Qui si tiene un profilo basso.

Eppure, nel notare il rombo di tuono di questo movimento di nuovi detentori del sacerdozio spandersi su tutta la terra, mi chiedo — con atteggiamento adatto a una “Chiesa della gioia” — se non dovremmo urlarlo dai tetti delle case. Ho pensato: “Oggi, dovrebbero esserci squilli di trombe e di cembali, e raffiche di fuochi d’artificio. Dovrebbero esserci delle parate!”.

Coscienti di cos’è veramente il potere di Dio, siamo stati testimoni dello stravolgimento dei modelli di questo mondo da parte dall’autorità divina che si spande per la terra.

Queste ordinazioni avviano questi giovani a una vita di servizio, poiché si troveranno in tempi e luoghi significativi, in cui la loro presenza e le loro preghiere e i poteri del sacerdozio di Dio che detengono avranno un’importanza enorme.

Questa reazione a catena controllata ha avuto inizio con un angelo ministrante mandato da Dio. L’antico Giovanni Battista risorto apparve a Joseph e Oliver, pose le sue mani sul loro capo e disse: “Su di voi, miei compagni di servizio, nel nome del Messia, io conferisco il Sacerdozio di Aaronne, che detiene le chiavi del ministero degli angeli, del Vangelo di pentimento e del battesimo per immersione per la remissione dei peccati” (Dottrina e Alleanze 13:1).

Giovanni chiamò quest’autorità “Sacerdozio di Aaronne”, dal nome del fratello e collega nel sacerdozio di Mosè. Nell’antichità, i detentori di questo Sacerdozio di Aaronne avevano il compito di insegnare e assistere nelle ordinanze — ordinanze che focalizzavano il discepolato sul futuro Messia, il Signore Gesù Cristo (vedere Deuteronomio 33:10).

Il libro di Numeri assegna esplicitamente ai detentori del Sacerdozio di Aaronne il dovere di occuparsi degli utensili delle ordinanze. “Tu costituirai Aaronne e i suoi figli [e] alle loro cure [saranno] affidati […] la tavola […] e gli utensili del santuario con i quali si fa il servizio” (Numeri 3:10, 31).

L’ordinanza del sacrificio animale nell’Antico Testamento è stata adempiuta e sostituita tramite la vita e l’Espiazione del Salvatore. Quell’ordinanza obsoleta è stata sostituita dall’ordinanza che noi ora chiamiamo sacramento della cena del Signore.

Il Signore incarica i detentori del Sacerdozio di Aaronne di oggi di fare praticamente le stesse cose che facevano anticamente: insegnare e amministrare le ordinanze — il tutto per ricordarci la Sua Espiazione.

Quando i diaconi, gli insegnanti e i sacerdoti aiutano con il sacramento, ne ricevono le benedizioni come tutti gli altri: osservando l’alleanza fatta prendendo personalmente il pane e l’acqua. Tuttavia, nello svolgimento di questi doveri, imparano anche di più sui loro ruoli e responsabilità sacerdotali.

Il Sacerdozio di Aaronne è chiamato sacerdozio preparatorio in parte perché le sue ordinanze permettono loro di provare il peso e la gioia di essere al servizio del Signore, preparandoli per il futuro servizio nel sacerdozio, quando potrebbero essere chiamati a ministrare in modi imprevedibili — compreso il fatto di dover pronunciare benedizioni ispirate in momenti in cui speranze e sogni, e persino vita e morte, pendono in equilibrio precario.

Queste aspettative serie richiedono una preparazione seria.

Dottrina e Alleanze spiega che i diaconi e gli insegnanti devono “ammonire, esporre, esortare, insegnare e invitare tutti a venire a Cristo” (Dottrina e Alleanze 20:59). I sacerdoti, oltre a queste opportunità, devono “predicare […] e battezzare” (Dottrina e Alleanze 20:50).

Beh, tutto questo sembra molto, ma nel mondo reale, queste cose avvengono naturalmente e ovunque sulla terra.

Un vescovo insegnò alla nuova presidenza del quorum dei diaconi questi doveri. Così, questa giovane presidenza iniziò a parlare di cosa ciò potesse significare nel loro quorum e nel loro rione. Decisero di cominciare a fare visita ai membri più anziani del rione per vedere di cosa avessero bisogno e poi agire.

Tra coloro a cui resero servizio c’era Alan, un vicino rude, che spesso usava un linguaggio profano, e a volte si mostrava ostile. La moglie di Alan, Wanda, si era unita alla Chiesa, ma Alan, potremmo dire, era “una bella gatta da pelare”.

I diaconi si misero comunque al lavoro, ignorando comicamente i suoi insulti, spalando la neve e portando fuori la spazzatura. È difficile voler male ai diaconi, e Alan alla fine cominciò ad affezionarsi a loro. A un certo punto, lo invitarono in chiesa.

“Non mi piace la Chiesa”, rispose.

“Beh, ma noi ti piacciamo”, dissero. “Quindi, vieni con noi. Puoi venire alla riunione del nostro quorum, se ti va”.

E, con l’approvazione del vescovo, lui andò, e continuò ad andare.

I diaconi diventarono insegnanti e, continuando a rendergli servizio, lui insegnò loro a lavorare sulle auto e a costruire cose. Quando questi diaconi diventati insegnanti sono poi diventati sacerdoti, Alan li chiamava già “i miei ragazzi”.

Si stavano preparando seriamente per la missione e gli chiesero se potevano far pratica con le lezioni missionarie con lui. Lui giurò che non avrebbe mai ascoltato né creduto, ma sì, avrebbero potuto fare pratica a casa sua.

Poi Alan si ammalò e si ammorbidì.

Un giorno, alla riunione del quorum, chiese loro con tenerezza di pregare affinché potesse smettere di fumare e loro lo fecero. Poi andarono con lui fino a casa sua e gli confiscarono le sue riserve di tabacco.

Mentre la sua salute precaria costringeva Alan in ospedale e in centri di riabilitazione, i “suoi ragazzi” lo servirono emanando quietamente i poteri del sacerdozio e dell’amore sincero (vedere Dottrina e Alleanze 121:41).

Il miracolo continuò quando Alan chiese di essere battezzato, ma morì prima che ciò potesse accadere. Come da lui richiesto, i suoi diaconi, che erano diventati sacerdoti, portarono la sua bara e parlarono al suo funerale, dove — in modo appropriato — ammonirono, esposero, esortarono, insegnarono e invitarono tutti a venire a Cristo.

Successivamente, nel tempio, fu uno dei “ragazzi di Alan” a battezzare in vece di Alan colui che un tempo era stato il presidente del quorum dei diaconi.

Loro fecero tutto quello che Giovanni Battista aveva detto di fare. Fecero quello che i diaconi, gli insegnanti e i sacerdoti fanno in tutta la Chiesa e in tutto il mondo.

Una delle cose di cui sono incaricati i detentori del Sacerdozio di Aaronne riguarda l’ordinanza del sacramento.

L’anno scorso, ho incontrato un vescovo ispirato e la sua magnifica moglie. Recentemente, mentre un sabato mattina andavano in macchina al battesimo del loro figlio, hanno subito la tragica e improvvisa perdita della loro figlia di due anni, Tess.

La mattina dopo, i membri del rione si sono riuniti per la riunione sacramentale pieni di compassione, soffrendo anche loro per la perdita di quella bambina perfetta. Nessuno si aspettava che la famiglia del vescovo andasse in chiesa quella mattina, ma un paio di minuti prima che iniziasse la riunione entrarono in silenzio e si misero a sedere in silenzio.

Il vescovo passò oltre il posto che occupava di solito tra i suoi consiglieri e, invece, si sedette tra i suoi sacerdoti al tavolo sacramentale.

Durante quella notte precedente dolorosa e senza sonno, cercando comprensione e pace, aveva ricevuto la forte impressione in merito a quello di cui la propria famiglia aveva più bisogno — e quello di cui il suo rione aveva più bisogno. Avevano bisogno di sentire la voce del loro vescovo, il presidente del Sacerdozio di Aaronne nel rione e padre addolorato, pronunciare le promesse dell’alleanza sacramentale.

Quindi, arrivato il momento, si inginocchiò con quei sacerdoti e parlò a Suo Padre. Nel dolore di quell’occasione, pronunciò alcune delle parole più possenti che ci viene permesso di dire a voce alta durante questa vita.

Parole di importanza eterna.

Parole di ordinanza.

Parole di alleanza.

Istruzioni che ci collegano al vero scopo di questa vita e agli esiti più meravigliosi del piano del Padre Celeste per noi.

Riuscite a immaginare che cosa ha sentito la congregazione in quella cappella quel giorno, quello che hanno provato nel sentire le parole che noi ascoltiamo ogni domenica nelle nostre cappelle?

“O Dio, Padre Eterno, ti chiediamo nel nome di tuo Figlio, Gesù Cristo, di benedire e di santificare questo pane per le anime di tutti coloro che ne prendono, affinché possano mangiarne in ricordo del corpo di tuo Figlio, e possano testimoniare a te, o Dio, Padre Eterno, ch’essi sono disposti a prendere su di sé il nome di tuo Figlio, e a ricordarsi sempre di lui e ad obbedire ai suoi comandamenti ch’egli ha dati loro; per poter avere sempre con sé il suo Spirito. Amen” (Dottrina e Alleanze 20:77).

E poi: “O Dio, Padre Eterno, ti chiediamo nel nome di tuo Figlio, Gesù Cristo, di benedire e di santificare [quest’acqua] per le anime di tutti coloro che ne bevono, affinché possano farlo in ricordo del sangue di tuo Figlio, che fu versato per loro; affinché possano testimoniare a te, o Dio, Padre Eterno, ch’essi si ricordano sempre di lui, per poter avere con sé il suo Spirito. Amen” (Dottrina e Alleanze 20:79).

Questo bravo padre e questa brava madre attestano che la promessa è stata adempiuta. Essi hanno effettivamente “con sé il suo Spirito” a consolarli in perpetuo.

Sarò per sempre grato che i detentori del Sacerdozio di Aaronne, con i suoi poteri, le sue ordinanze e suoi doveri, benedicono tutti noi grazie alle chiavi “del ministero degli angeli, del Vangelo di pentimento e del battesimo per immersione per la remissione dei peccati” (Dottrina e Alleanze 13:1). Nel nome di Gesù Cristo. Amen.

Note

  1. Vedere Patrick Kearon, “Benvenuti nella Chiesa della gioia”, Liahona, novembre 2024, 36–39.

  2. Nel suo discorso alla Conferenza generale “Benvenuti nella Chiesa della gioia”, l’anziano Kearon, nella nota 10, ci ha indirizzato all’insegnamento del presidente Gordon B. Hinckley: “Quando voi sacerdoti vi inginocchiate davanti al tavolo del sacramento e offrite la preghiera che ci è stata indicata per rivelazione, rendete possibile all’intera congregazione di rinnovare un’alleanza con il Signore. Questa è una piccola cosa? È una cosa estremamente importante e straordinaria” (“Il Sacerdozio di Aaronne: un dono di Dio”, La Stella, luglio 1988, 46).