Dalla rivista Giovani Adulti – Settimanale
3 capacità emotive di cui avere padronanza prima della missione
Impara e metti in pratica queste tecniche emotive per diventare più autosufficiente, più fedele e più emotivamente stabile nel corso del tuo servizio.
In Sud America amiamo il calcio! Quando c’è una partita cruciale che coinvolge le nostre nazionali, tutto il paese si ferma a guardare. I momenti più iconici e snervanti si verificano quando le squadre sono in parità e sono i calci di rigore a dover stabilire il vincitore.
In quei momenti, i giocatori provano emozioni intense, ma ciò che li porta al successo non sono solo le loro azioni in campo, è la loro tecnica. La tecnica, sviluppata attraverso un allenamento costante, aiuta i giocatori a confidare nelle proprie capacità e a dare il meglio sotto pressione, indipendentemente da quanto si sentano nervosi in quel momento.
Nel mio lavoro di psicologa, ho avuto il privilegio di valutare i candidati che si stanno preparando per l’opera missionaria. Come i giocatori di calcio, i giovani adulti possono sviluppare determinate “tecniche emotive” che li aiuteranno a superare le difficoltà che indubbiamente incontreranno in missione.
Ma, proprio come accade per ogni capacità, le tecniche emotive richiedono tempo e pratica. Non aspettare di arrivare al centro di addestramento per i missionari per iniziare a svilupparle.
Io chiamo queste tecniche le regole del “più, meno” e credo che possano aiutarti a prepararti meglio a livello emotivo per la tua missione:
Tecnica 1: Più sane abitudini, meno resistenza al cambiamento
Le malattie mentali sono reali e colpiscono tante persone, ed è importante rivolgersi a professionisti per ricevere guida e aiuto. Tuttavia, lavorando con i missionari, ho visto che a volte la sofferenza emotiva può essere causata da circostanze o abitudini malsane, come l’eccessivo tempo trascorso davanti a uno schermo, i ritmi di sonno irregolari e l’isolamento sociale.
Quando arrivano in missione con questo tipo di abitudini, spesso le sorelle e gli anziani faticano a adattarsi all’opera missionaria, dovendo affrontare difficoltà emotive che non si aspettavano.
Tuttavia, questo problema può essere risolto stabilendo abitudini sane prima della missione, come fare esercizio, mangiare bene, rispettare l’orario dei missionari per andare a dormire e assumersi responsabilità a casa o al lavoro per diventare più resilienti. Puoi anche creare un “kit di primo soccorso per la salute mentale” per le situazioni stressanti imparando esercizi di rilassamento, mettendo in pratica principi di mindfulness, recitando passi delle Scritture preferiti o ascoltando musica spirituale edificante.
Tecnica 2: Più fede e connessione con Dio, meno dubbi
Una delle domande che pongo ai missionari potenziali è cosa li preoccupa dello svolgere una missione. Una delle preoccupazioni più comuni è la paura di non essere preparati, ossia di non conoscere abbastanza la dottrina o di non sapere cosa insegnare. Questa insicurezza porta spesso al dubbio, che renderebbe ansioso chiunque.
Il rimedio a questa insicurezza si trova nell’accrescere la fede tramite un forte legame con Gesù Cristo e una comprensione più profonda della Sua Espiazione. Obbedire ai Suoi comandamenti, studiare le Scritture quotidianamente, pregare e digiunare sono tutte cose che rafforzano la fede in Cristo (vedere Alma 17:2–3).
Se hai preoccupazioni simili, ricorda che ciò che studi nelle Scritture si consoliderà nella tua mente man mano che condividerai ciò che impari. Puoi condividere le tue riflessioni con i tuoi genitori, fratelli e amici.
Tecnica 3: Più amore, meno indifferenza
Essere indifferenti ai sentimenti e alle necessità degli altri ci impedisce di provare carità nei loro confronti, di creare un legame con loro a livello più profondo e di essere guidati dallo Spirito per sapere come aiutarli.
A tal proposito, l’apostolo Giovanni ci ha dato questo consiglio importante: “Se uno dice: ‘Io amo Dio’, e odia suo fratello, è bugiardo perché chi non ama suo fratello, che ha visto, non può amare Dio, che non ha visto. E questo è il comandamento che abbiamo da lui: che chi ama Dio ami anche suo fratello” (1 Giovanni 4:20–21).
Coltivare nei confronti degli altri la carità, il puro amore di Cristo, accresce il benessere emotivo nostro e di coloro che ci circondano, permettendoci di costruire relazioni sane. Se non sei sicuro di come sviluppare un amore più profondo per gli altri, inizia con piccoli atti di gentilezza e servizio. Sorridi e fai complimenti, aiuta chi è nel bisogno, sforzati di ascoltare invece di limitarti ad aspettare di parlare e offri comprensione ed empatia a coloro che hanno opinioni diverse.
Sviluppare carità per gli altri significa anche sviluppare carità per te stesso. Se stai affrontando difficoltà emotive difficili da sopportare, chiedi aiuto al Padre Celeste, sii compassionevole con te stesso e parla apertamente di come ti senti con la tua famiglia e con i dirigenti della Chiesa. Loro possono guidarti alle risorse disponibili, inclusi terapisti qualificati, per aiutarti a sentirti meglio.
Proprio come i giocatori di calcio, anche tu affronterai momenti difficili in missione. In quei momenti, ricorda le parole: “Se siete preparati, voi non temerete” (Dottrina e Alleanze 38:30).
Impara e metti in pratica queste tecniche emotive e scoprirai che diventerai più autosufficiente, più fedele e più stabile emotivamente durante tutto il tuo servizio.