Apocalisse 11
Due testimoni speciali
Apocalisse 11 parla del settimo angelo che suona la tromba. Ma prima che questo avvenisse Giovanni vide un altro avvenimento importante che durò più di tre anni. Leggi attentamente questa parte e scopri anche che cosa accadde quando venne suonata la settima tromba e per quali aspetti questo è diverso da quello che avvenne quando furono suonate le altre sei trombe.
Capire le Scritture
Apocalisse 11
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Tormentati (v. 10) –Ricorderanno loro la loro colpa per i peccati
Apocalisse 11:2–3 – «Quarantadue mesi» e 1.260 giorni
Apocalisse 11:2 dice che i Gentili «calpesteranno» Gerusalemme per quarantadue mesi, che equivalgono a tre anni e mezzo, riferendosi a un tempo di apostasia quando il lavoro del Signore verrà simbolicamente calpestato. Il versetto 3 indica che «due testimoni» svolgeranno una missione speciale nella città santa per 1.260 giorni periodo anch’esso equivalente a tre anni e mezzo. Simbolicamente, Giovanni vide che il ministero dei servi del Signore compenserà il periodo dell’Apostasia dando così a tutte le persone la stessa occasione di scegliere tra il Signore e coloro che si oppongono a Lui. Purtroppo, come dice questo capitolo, molti non ascolteranno quei profeti.
Apocalisse 11:3–12 – «Due testimoni»
Dottrina e Alleanze 77:15 contiene altre informazioni su questi due testimoni. Questi due profeti avranno lo stesso potere di Elia (vedere 1 Re 17:1) e di Nefi (vedere Helaman 10:6–11). I loro nemici avranno potere su di loro soltanto dopo che essi avranno portato a termine la loro missione (vedere Apocalisse 11:7). In Apocalisse 11:4 vengono chiamati «olivi» e «candelabri ». L’anziano Bruce R. McConkie propose che questo simbolizza la loro missione per «fornire l’olio per le lampade di coloro che andranno incontro allo Sposo … [vedere Matteo 25:1–13; DeA 45:56–57]; e che come portatori di luce rifletteranno sugli uomini la luce che proviene da Colui che è la luce del mondo» (Doctrinal New Testament Commentary, 3:510).
Apocalisse 11:8 – La «gran città» che spiritualmente si chiama Sodoma ed Egitto
In Apocalisse 11:8 Giovanni chiama Gerusalemme «Sodoma» per rappresentare simbolicamente la malvagità di questa città al tempo in cui Gesù fu crocefisso e in qualsiasi altro tempo in cui gli abitanti rigettano Gesù e i Suoi servi autorizzati. Giovanni chiama Gerusalemme «Egitto» per simbolizzare la schiavitù spirituale, conseguenza di tale malvagità, come la schiavitù che i figlioli di Israele conobbero ai tempi di Mosè.
Studiare le Scritture
Studia Apocalisse 11 e svolgi due delle seguenti attività (A–C).
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Testimoni del Signore
I profeti portano testimonianza di Cristo non soltanto con ciò che dicono ma anche con ciò che fanno. Leggi attentamente Apocalisse 11:3–12 ed elenca le similitudini tra quello che accade ai due testimoni e quello che accadde a Cristo e quello che Egli ha fatto o farà.
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Che cosa diresti?
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Secondo Apocalisse 11:10, che cosa provavano le persone che Giovanni vide in visione per quello che i due profeti avevano fatto durante la loro missione?
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Descrivi come le persone possono considerare i profeti moderni nella stessa maniera.
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Se potessi parlare a una delle persone che Giovanni vide in visione o a qualcuno oggi che considera i profeti nello stesso modo, che cosa diresti per aiutarla a capire come i profeti ci aiutano invece di «tormentarci»?
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La tromba del settimo angelo
Apocalisse 8–9 dice che Giovanni vide sette angeli, ognuno dei quali aveva una tromba che suonava e racconta che cosa accadde quando i primi sei angeli suonarono le loro trombe. Apocalisse 11:15–19 spiega quello che accadde quando il settimo angelo suonò la sua tromba.
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Che cosa annuncia la settima tromba?
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Per quali aspetti quello che accadde dopo che il settimo angelo ebbe suonato la sua tromba è diverso da quello che accadde dopo che i primi sei angeli ebbero suonato le loro trombe?
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Perché, secondo te, i santi si sentirono tanto pieni di gratitudine e vollero adorare Dio?
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