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Atti 6-7: Morte di Stefano


Atti 6–7

Morte di Stefano

In Atti 5 hai letto che i discepoli si rallegravano «d’essere stati reputati degni di esser vituperati per il nome di Gesù» (Atti 5:41). In Atti 6–7 leggerai la storia di uno di quei primi discepoli che non temette di morire per la sua fede. Stefano portava testimonianza della verità con tale coraggio che uomini malvagi lo lapidarono. Mentre leggi questi capitoli cerca di capire chi era Stefano e che cosa disse che fece adirare la moltitudine al punto che volle ucciderlo.

Puoi non essere chiamato a morire per la tua testimonianza come avvenne per Stefano, ma puoi essere chiamato ad affrontare altre difficoltà mentre ti sforzi di fare ciò che sai essere giusto. Ti senti pronto?

Capire le Scritture

Atti 6

Subornare (v. 11) –Corrompere per indurre a mentire

Atti 6:1–6 – Scelta di sette nuovi dirigenti

Quando la Chiesa crebbe passando da un piccolo numero di fedeli a migliaia di membri, gli apostoli ebbero bisogno di altri dirigenti che li aiutassero a svolgere il loro lavoro. Perciò chiamarono e misero a parte sette uomini pieni di Spirito. Anche oggi sette uomini assistono gli apostoli. Sono i sette Presidenti dei Settanta. Questi uomini dirigono il lavoro dei Settanta e collaborano a dirigere il lavoro del regno di Dio in tutto il mondo. L’organizzazione e gli incarichi affidati ai Settanta hanno subito molti cambiamenti mano a mano che l’organizzazione della Chiesa si è sviluppata.

Atti 7

Esercito del cielo (v. 42) –Sole, luna, stelle

Incirconcisa di cuore (v. 51) –Malvagia

Atti 7:19–25 – Mosè sapeva chi egli era?

I primi capitoli del libro dell’Esodo spiegano che Mosè sapeva di essere Ebreo, non Egiziano. L’Esodo tuttavia non dice se Mosè era consapevole della sua chiamata e del suo destino. Stefano doveva possedere più informazioni di quelle che attualmente troviamo nel nostro Antico Testamento poiché portò testimonianza che Mosè sapeva e «pensava che i suoi fratelli intenderebbero che Dio li voleva salvare per mano di lui» dalla schiavitù d’Egitto (Atti 7:25). Sullo stesso tono l’apostolo Paolo dice che Mosè «rifiutò d’esser chiamato figliuolo della figliuola di Faraone, scegliendo piuttosto d’esser maltrattato col popolo di Dio» (Ebrei 11:24–25).

Se Mosè era consapevole della sua chiamata, come ne era venuto a conoscenza? Forse lo aveva appreso da una profezia. La Traduzione di Joseph Smith contiene un discorso fatto da Giuseppe (che fu venduto in Egitto) al suo popolo subito prima di morire. In questo discorso egli profetizza che il Signore avrebbe mandato un liberatore per condurre Israele fuori d’Egitto e che il suo nome sarebbe stato Mosè (vedere Genesi 50:24–38, TJS). Anche il profeta Lehi cita parti di questo discorso in 2 Nefi 3:6–10.

Studiare le Scritture

Studia Atti 7 e svolgi o l’attività A o le attività B e C.

  1. Stefano, esempio di servo fedele

    In Atti 6:3–8 Stefano, uno dei sette uomini scelti ad aiutare gli apostoli, viene descritto come un uomo di buona reputazione, pieno di Spirito, di sapienza, di fede e del potere della preghiera. Ripassa la storia di Stefano in Atti 6–7 e cita alcuni esempi di come Stefano dimostrò di possedere questi attributi.

  2. Mosè, uomo di profezia e destino

    Ripassa la descrizione che Stefano fa di Mosè in Atti 7:19–29 quella che ne fa Paolo in Ebrei 11:24–25. Scrivi nel tuo diario che cosa hai imparato su Mosè che non sapevi prima.

  3. Padronanza delle Scritture – Atti 7:55–56

    Prima di essere lapidato per la sua testimonianza del Salvatore, Stefano proclamò di averLo veduto in una meravigliosa visione. Leggi Atti 7:55–60 e sottolinea le sue parole nelle tue Scritture. Riassumi nel tuo quaderno le sue ultime parole e spiega da che cosa sei stato maggiormente colpito.