Voci dei giovani
“Va tutto bene”
Illustrazione di Katelyn Budge
Un venerdì, il mio migliore amico, Dawson, era assente a scuola. Un paio di ragazzi dicevano di aver visto delle ambulanze a casa sua e io cominciai a preoccuparmi. Più tardi, quel giorno, il nostro preside ci disse che Dawson era stato portato all’ospedale per un’emorragia cerebrale.
Io e Dawson eravamo diventati amici quando la mia famiglia si era trasferita dalla Carolina del Sud, negli Stati Uniti. Era stato uno dei primi a rivolgermi il saluto. Notava ogni bambino nuovo e lo faceva sentire amato.
La sera dopo che Dawson era stato portato all’ospedale, mentre la nostra famiglia pregava affinché la sua situazione migliorasse, udii una voce calma e sommessa dirmi tre parole: “Va tutto bene”. Non appena la sentii, seppi che Dawson sarebbe stato bene e che avrebbe continuato a vivere.
Poi, però, iniziai a pensare: “E se Dio intendeva dire che tutto sarebbe andato bene sia che Dawson fosse rimasto qui in terra o fosse andato in cielo?”.
Il mio palo tenne un digiuno di ventiquattro ore per lui e la sua famiglia. Ricevemmo poi la notizia che Dawson era deceduto.
Non avevo mai vissuto un’esperienza così difficile prima d’allora tanto da sentire il bisogno di pregare. Ma dopo la morte di Dawson, la preghiera era l’unico modo in cui riuscivo a trovare conforto. Dio mi aiutò a provare pace e sentii che doveva avere dei progetti in serbo per Dawson.
So che ogni volta che sto attraversando qualcosa di difficile, posso parlare con Dio. Mi aiuta sapere che Dio sarà sempre lì per me e per le persone che mi circondano. Sento la mancanza di Dawson ogni giorno, ma so che lo rivedrò grazie a Gesù Cristo.
Josh P., 14 anni, Utah, USA
Ama il calcio, il longboarding, lo snowboarding e andare in bici.