Solo digitale: Un apostolo risponde
Cosa vuol dire pentirsi veramente?
Ecco tre verità fondamentali per aiutarti a comprendere meglio il pentimento.
Tratto da un discorso tenuto a un seminario per i nuovi dirigenti di missione il 27 giugno 2020
Il pentimento è la prima conseguenza naturale dell’avere fiducia nel Salvatore. Descritto nel modo più semplice, il pentimento è allontanarsi dal male e volgersi a Dio. Se abbiamo fede nel Signore, ci volgiamo a Lui, veniamo a Lui e dipendiamo da Lui. Quindi, il pentimento è aver fiducia nel Redentore e affidarci a Lui affinché faccia per noi ciò che noi non possiamo fare per noi stessi.
Ora voglio sottolineare tre verità fondamentali.
Verità n. 1: Il pentimento richiede il Redentore.
Il pentimento produce un cambiamento di atteggiamento e di comportamento, ma il semplice cambiare atteggiamento e comportamento non vuol dire pentirsi.
Durante il mio servizio come presidente della Brigham Young University–Idaho, una domenica pomeriggio parlavo con un vescovo del campus. Mi ha spiegato, senza rivelare l’identità della persona, che aveva ricevuto la confessione di un giovane che aveva detto: “Vescovo, venerdì notte ho violato la legge della castità. L’ultima voce del mio elenco per pentirmi era parlare con lei. Ora che ho confessato, mi sento bene”.
Riconoscere il peccato e abbandonarlo, provare rimorso e riparare al peccato, confessare i peccati a Dio e, quando necessario, ai nostri dirigenti del sacerdozio sono tutti elementi necessari e importanti del processo di pentimento. Tuttavia, questi passi essenziali non costituiscono un semplice elenco di controllo comportamentale che possiamo completare in modo meccanico, veloce e superficiale. Se facciamo queste cose e manchiamo di riconoscere il Redentore e il Suo sacrificio espiatorio e affidarci agli stessi, allora anche i nostri migliori sforzi individuali sono vani.
A volte mi chiedo se noi, quali membri della Chiesa, abbiamo memorizzato i vari passi del pentimento — come riconoscerlo, provare rimorso e fare ammenda — ma omettiamo la considerazione più importate di tutte: il Redentore. Allontanarsi dal male non porta guarigione spirituale se non ci volgiamo a Cristo.
Il Salvatore è spesso indicato come il Grande Medico e questo titolo ha un importante significato simbolico.
Pensate al peccato come a una ferita spirituale che causa senso di colpa o, come descritto da Alma al figlio Corianton, “rimorso di coscienza”. Il dolore è per il nostro corpo ciò che il senso di colpa è per il nostro spirito: un segnale di pericolo e una protezione da ulteriori danni. Dal Salvatore e dalla Sua Espiazione sgorga il balsamo lenitivo che può guarire le nostre ferite spirituali e cancellare il senso di colpa. Tuttavia, questo balsamo può essere applicato solo grazie ai principi della fede nel Signore e del pentimento. Le conseguenze del pentimento sincero sono: pace, conforto, guarigione spirituale e rinascita.
I presidenti di palo, missione e distretto; i vescovi; e i presidenti di ramo, agendo con l’autorità delle chiavi del sacerdozio che hanno ricevuto quando sono stati messi a parte, sono rappresentanti incaricati del Redentore, che offrono aiuto essenziale nei processi di pentimento e guarigione. Questi dirigenti sono gli assistenti del medico che possono diagnosticare le malattie spirituali e prescrivere le medicine e le cure necessarie.
Le ferite spirituali gravi richiedono uno sforzo continuo e tempo per guarire completamente e definitivamente. E il processo di guarigione in se stesso può essere doloroso.
Quanto dobbiamo essere grati nel meditare sulla promessa scritturale secondo cui Cristo “risorgerà dai morti, con la guarigione nelle ali; e tutti coloro che crederanno nel suo nome saranno salvati nel regno di Dio”
Verità n. 2: Il pentimento richiede un cuore sincero e un intento reale.
Quando ci pentiamo e ci volgiamo al Signore, è importante essere onesti con noi stessi. Dobbiamo impegnarci a non cercare scuse, incolpare e razionalizzare, perché questo può allontanarci dal volgerci veramente al Signore.
E quando ci pentiamo e ci volgiamo al Signore, dobbiamo avere un intento reale ed essere onesti con Colui di cui cerchiamo il perdono. La sincera confessione a Dio e, quando necessario, ai dirigenti del sacerdozio deve essere piena e completa.
Alcune persone che non hanno una comprensione della natura del pentimento credono di poter peccare in modo calcolato e pianificato, aspettandosi di poter convenientemente confessarsi con il vescovo e poi andare al tempio, in missione o verso altre destinazioni spirituali.
Quali dirigenti della Chiesa restaurata del Signore, abbiamo l’obbligo solenne di istruire i membri affinché non siano sedotti da tali falsi pensieri. Come può una persona pentirsi e cercare il perdono con intento reale se, in effetti, il suo intento reale era di peccare? Come può una persona volgersi al Signore con pieno intento di cuore quando il pentimento è superficiale, o cronometrato per evitare l’imbarazzo pubblico? Tale prodigalità premeditata e pianificata si prende gioco dell’Espiazione di Cristo. Certamente il perdono per questo peccato è possibile, ma il sentiero da seguire non è facile e il viaggio non è breve.
Verità n. 3: il pentimento, le sacre alleanze e ordinanze, e il potere santificatore dello Spirito Santo rendono sempre possibile ottenere la remissione dei peccati.
Nelle Scritture viene sottolineata ripetutamente la coerente correttezza tra il principio del pentimento, l’importanza delle sacre alleanze e ordinanze, il potere santificatore dello Spirito Santo e la gloriosa benedizione di ottenere sempre la remissione dei peccati.
Come membri della Chiesa restaurata del Signore siamo benedetti dalla nostra purificazione iniziale dovuta al battesimo e al ricevimento dello Spirito Santo. E potenzialmente quella prima benedizione viene moltiplicata da una purificazione continua dal peccato resa possibile dalla compagnia costante e dal potere santificante dello Spirito Santo, il terzo membro della divinità. Queste benedizioni gioiose sono essenziali in quanto "nessuna cosa impura può dimorare con Dio".
L’ordinanza del sacramento è un invito santo e ripetuto a pentirsi sinceramente e a essere rigenerati spiritualmente; è basilare nel continuo processo di santificazione.
L’atto di prendere il sacramento, di per sé, non rimette i peccati. Tuttavia, se ci pentiamo, ci prepariamo coscienziosamente e partecipiamo a questa santa ordinanza con un cuore spezzato e uno spirito contrito, allora riceviamo la promessa che possiamo avere sempre con noi lo Spirito del Signore. E mediante il potere santificante dello Spirito Santo, possiamo ottenere sempre la remissione dei nostri peccati.
Il nostro Padre Celeste e il Suo beneamato Figlio non vogliono che proviamo solo una volta l’esperienza spirituale rinnovante, rinfrescante e ristoratrice al momento del battesimo, del ricevimento del dono dello Spirito Santo e della confermazione come membri della Chiesa restaurata del Signore. Il battesimo per immersione, l’imposizione delle mani per il dono dello Spirito Santo e il sacramento non sono ordinanze isolate e discrete.
Piuttosto, sono elementi di uno schema intercorrelato e cumulativo del progresso redentivo. Ogni alleanza e ordinanza successiva eleva ed espande il nostro scopo, desiderio e rendimento spirituale.
La sequenza del discepolato è semplice e lineare: avere fede nel Salvatore, pentirsi, ricevere le alleanze e le ordinanze essenziali, cambiare, sforzarsi di ottenere sempre la remissione dei peccati e spingersi innanzi fedelmente sul sentiero dell’alleanza. Il piano del Padre, l’Espiazione del Salvatore, i primi principi e le prime ordinanze del Vangelo offrono la grazia necessaria per progredire linea su linea e precetto su precetto verso il nostro destino eterno.
Testimonianza
Il pentimento e la remissione dei peccati sono benedizioni supreme rese possibili dall’infinito ed eterno sacrificio espiatorio del Signore Gesù Cristo. Questi principi sono reali e sono veri. Rendo testimonianza della divinità del Salvatore, della Sua realtà vivente e dell’incomparabile amore che ha per noi.