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Fede nell’opera di salvezza


Fede nell’opera di salvezza

Prima di iniziare il mio discorso desidero cogliere quest’opportunità per ringraziarvi per le vostre gentili parole durante il periodo difficile della perdita della mia amata moglie, Frances. Sono stato rafforzato e sostenuto nel sentire il vostro amore e le vostre preghiere in mio favore.

Per me e sorella Monson, l’opera missionaria è sempre stata nei nostri cuori e nella nostra vita insieme. Eravamo appena sposati quando fui chiamato vescovo del vecchio Rione di Salt Lake City 6–7, un rione composto da milleottanta membri. C’era un certo numero di meno attivi, e la sorella Monson mi ha sempre sostenuto e incoraggiato quando, con i miei consiglieri, andavo a visitare questi cari membri e lavoravo per riportarli all’attività.

Alcuni anni dopo fui chiamato a servire come presidente della Missione Canadese. Meno di un mese dopo la chiamata, io e la sorella Monson lasciammo la nostra casa appena costruita e, con due bambini piccoli e uno in arrivo, andammo a Toronto, nell’Ontario, in Canada, dove l’opera missionaria diventò la nostra vita per i tre anni seguenti.

Desidero confermare tutto ciò che è stato detto qui oggi. Attesto che sarete benedetti se seguirete i consigli che avete ricevuto.

Le sacre Scritture non contengono proclama più importante, responsabilità più vincolante, istruzione più diretta dell’ingiunzione data dal Signore risorto quando apparve agli undici discepoli in Galilea. Egli disse: “Andate dunque, ammaestrate tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo” (Matteo 28:19). Il profeta Joseph Smith dichiarò: “Dopo tutto quello che è stato detto, il dovere più grande e più importante è quello di predicare il Vangelo”. Alcuni di voi qui oggi ricorderanno ancora le parole del presidente David O. McKay, che pronunciava spesso la frase: “Ogni membro un missionario!” Il presidente Gordon B. Hinckley ci disse: “Tanti di noi considerano il lavoro missionario soltanto una questione di andare di porta in porta. Tutti coloro che conoscono questo lavoro sanno che c’è una via migliore, quella che passa attraverso i membri della Chiesa”.

Alle loro parole aggiungo le mie: ora è il momento in cui i membri e i missionari uniscano le forze, operino insieme e lavorino nella vigna del Signore per portarGli anime. Egli ha preparato i mezzi con cui condividere il Vangelo in tantissimi modi, e ci aiuterà nel nostro lavoro se agiremo con fede per compiere la Sua opera.

Nel periodo in cui io e la sorella Monson servivamo nella Missione Canadese, siamo stati testimoni della profonda fede dei santi canadesi e ne siamo stati rafforzati. Questo video mostra la fede e le opere dei membri e dei missionari della nostra missione che vivevano e lavoravano a St. Thomas.

Un’altra dimostrazione di fede ebbe luogo quando visitai per la prima volta il Ramo di St. Thomas, a circa 200 chilometri da Toronto. Io e mia moglie eravamo stati invitati a partecipare alla riunione sacramentale e a parlare ai membri. Mentre eravamo in macchina lungo questa bella strada, vedevamo molte chiese e ci chiedevamo quale fosse la nostra. Nessuna lo era. Individuato l’indirizzo datoci, scoprimmo che si trattava di una costruzione decrepita. Il nostro ramo, con circa 25 membri, di cui 12 presenti, si riuniva nell’interrato dell’edificio decrepito. Le stesse persone diressero la riunione, benedissero e distribuirono il sacramento, offrirono le preghiere e cantarono gli inni.

Al termine delle riunioni, il presidente del ramo, Irving Wilson, chiese di parlarmi. Durante l’incontro, mi mostrò una copia dell’Improvement Era, l’antesignana dell’attuale Liahona. Il presidente Wilson indicò la foto di una delle nostre cappelle in Australia, una nuova cappella, e disse: “Questo è l’edificio di cui abbiamo bisogno qui a St. Thomas”.

Sorrisi e risposi: “Quando avremo abbastanza membri per giustificare e per pagare un edificio così, sono sicuro che lo avremo”. A quel tempo, ai membri del luogo era richiesto di mettere insieme il 30% del costo totale del terreno e dell’edificio, in aggiunta al pagamento della decima e delle offerte.

Il presidente Wilson replicò: “I nostri figli stanno crescendo. Abbiamo bisogno di questo edificio e ne abbiamo bisogno ora!”

Lo incoraggiai ad aumentare il numero di membri impegnandosi direttamente a fare amicizia e a insegnare. Il risultato, fratelli e sorelle, è un classico esempio di fede, unito all’impegno e suggellato dalla testimonianza.

Il presidente Wilson richiese che alla città di St. Thomas fossero assegnati sei missionari aggiuntivi. Quando ciò fu realizzato, invitò i missionari nel retro della sua piccola gioielleria e si inginocchiò per pregare con loro. Al termine della preghiera, chiese a uno degli Anziani di passargli l’elenco telefonico, che era su un tavolo vicino. Il presidente Wilson prese l’elenco telefonico e disse: “Se vogliamo davvero costruire la cappella dei nostri sogni qui a St. Thomas, avremo bisogno di un santo degli ultimi giorni che la progetti. Dato che tra i nostri membri non ci sono architetti, dovremo semplicemente convertirne uno”. Scorse dall’alto verso il basso i nomi degli architetti elencati, poi fermò il dito su un nome e disse: “Questa è la persona che inviteremo a casa mia per ascoltare il messaggio della Restaurazione”.

Il presidente Wilson seguì lo stesso procedimento per cercare idraulici, elettricisti e artigiani con diverse specializzazioni. Non trascurò neanche altre professioni, avendo il desiderio di avere un ramo ben equilibrato. Queste persone furono invitate a casa sua per incontrare i missionari; fu loro insegnata la verità, testimonianze nacquero e la conversione fu il risultato. I neo battezzati fecero la stessa cosa e invitarono altri ad ascoltare; la cosa continuò una settimana dopo l’altra, un mese dopo l’altro.

Il Ramo di St. Thomas crebbe enormemente. Nel giro di due anni e mezzo, fu costruito un bell’edificio e un sogno ispirato divenne realtà. Oggi quel ramo è un rione florido in un palo di Sion.

Quando penso alla città di St. Thomas, non mi soffermo sulle centinaia di membri e di famiglie del rione; piuttosto torno con la mente a quella scarna riunione sacramentale nell’interrato di quell’edificio decrepito, dove c’erano 12 persone e la promessa del Signore: “Dovunque due o tre son raunati nel nome mio, quivi son io in mezzo a loro” (Matteo 18:20).

Sono passati tanti anni da quando fu registrato questo video. La voce che avete sentito era più giovane, ma il principio della fede riferito all’opera missionaria rimane tanto vero oggi quanto lo era mezzo secolo fa nel Ramo di St. Thomas.

Attesto che, quando agiamo con fede, il Signore ci mostra come rafforzare la Sua Chiesa nei rioni e nei rami in cui viviamo; è con noi e diventa un compagno attivo nei nostri sforzi missionari.

Con l’aumento del numero di missionari nei rioni e nei pali del mondo, vi imploro di esercitare la vostra fede, come fece il presidente Wilson a St. Thomas, nel prendere in considerazione, con l’aiuto della preghiera, quale dei vostri famigliari, amici, vicini e conoscenti vorreste invitare a casa vostra per incontrare i missionari, perché possa sentire il messaggio della Restaurazione. Come il Signore fece nella città di St. Thomas, Egli santificherà i vostri sforzi e voi otterrete capacità superiori alle vostre per innalzare e benedire la vita degli altri.

Prego che possiamo sempre accrescere la nostra fede e fedeltà nell’adempiere il nostro sacro dovere di salvare i figli del nostro Padre Celeste --- i nostri fratelli e le nostre sorelle. Nel nome del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo. Amen.