Giovani Adulti – Settimanale
Il perfezionismo stava bloccando il mio progresso. Ecco cosa ho fatto
Liahona di gennaio 2026


Tratto da Giovani Adulti – Settimanale

Il perfezionismo stava bloccando il mio progresso. Ecco cosa ho fatto

Cristo vuole che ci volgiamo a Lui adesso, a prescindere da quanto ci sentiamo impreparati.

illustrazione del riflesso di una donna che la critica

Theodore Roosevelt disse la nota frase: “Il paragone è il ladro della gioia”.

È facile riconoscere come questa dichiarazione può applicarsi ai nostri rapporti con gli altri. Ma direi che ha un’ulteriore applicazione intrinseca. Anche se il paragone può essere il ladro della gioia, a mio parere il perfezionismo è il ladro del progresso.

Lottare contro il perfezionismo

Per gran parte della mia vita sono stata una studentessa eccellente e una figlia ligia al dovere. Ero orgogliosa della mia capacità di bilanciare lavoro, scuola e famiglia.

Dietro le quinte lottavo contro l’ansia, ma non volevo che nessuno si rendesse conto di quanto fossi vicina al fallimento. Questo perfezionismo raggiunse proporzioni insopportabili durante il mio primo anno di università.

Stavo annegando nei compiti da svolgere nei miei corsi. I miei voti non erano buoni come alla scuola superiore. Facevo gli straordinari al lavoro. La mia chiamata nella Chiesa è passata in secondo piano.

Mi sentivo un completo e totale fallimento.

Inoltre, avevo troppa paura di chiedere aiuto. Non riuscivo ad ammettere — a me stessa, agli altri e a Dio — che la mia vita mi fosse sfuggita così tanto di mano.

L’anziano Vern P. Stanfill dei Settanta una volta ha dato questo ammonimento: “Il perfezionismo richiede uno standard impossibile e autoimposto che ci paragona agli altri. Questo causa sensi di colpa e ansia e può farci desiderare di tirarci indietro e isolarci”. E io stavo imparando questa lezione nel modo più duro.

Credevo che avrei dovuto essere in grado di gestire tutto ciò che era sul mio cammino. Quando non lo facevo, provavo un senso di colpa divorante che mi impediva di rivolgermi al mio Padre Celeste quando avevo più bisogno di Lui.

Non riuscivo a progredire in nessun aspetto della mia vita.

Ma c’era ancora speranza. Come ha detto l’anziano Gerrit W. Gong del Quorum dei Dodici Apostoli: “Grazie a una trasformazione spirituale in Gesù Cristo possiamo sfuggire dal perfezionismo debilitante”.

Trovare pace nelle alleanze

Dopo una giornata particolarmente difficile, ho sentito l’impulso di andare al tempio e di celebrare i battesimi per i morti.

Lì, nel fonte battesimale, ho provato un amore così forte da non potere trattenere le lacrime.

Ho ripensato al mio battesimo e a quanto fossi stata felice di essere purificata tramite l’Espiazione di Gesù Cristo. Quando sono uscita dal fonte battesimale, mia madre mi ha chiesto come mi sentivo. Bagnata fradicia e visibilmente tremante, ho risposto con le parole innocenti di una bambina di otto anni: “Mamma, sento tanto calore dentro”.

Quel giorno, nel tempio, mi sono resa conto che ero talmente concentrata sull’essere perfetta per i miei meriti da negarmi attivamente l’opportunità di essere perfetta in Cristo (vedere Moroni 10:32–33). Ho provato una potente conferma del fatto che posso avvertire la stessa sensazione di calore ogni giorno. Se mi pento regolarmente, posso essere resa perfetta tramite Gesù Cristo e la Sua Espiazione (vedere Giovanni 17:23).

Cogliere la seconda possibilità

Da quel giorno in poi, mi sono impegnata a cambiare.

Ho ricominciato a pregare con fervore. Non è stato facile, soprattutto all’inizio, ma mi sono sentita più a mio agio man mano che rafforzavo il mio rapporto con il Padre Celeste e con Gesù Cristo.

Ho anche cercato una comprensione più profonda dell’Espiazione di Gesù Cristo concentrandomi sulla verità eterna secondo cui il Salvatore intercederà in nostro favore quando ci pentiremo veramente.

Il perfezionismo mina completamente lo scopo della vita terrena. Se siamo stati mandati sulla terra per imparare ad essere come il Padre Celeste e Gesù Cristo (vedere Alma 12:24), come possiamo aspettarci di essere già come Loro? Se fossimo davvero perfetti, non avremmo bisogno di un Salvatore o della Sua Espiazione infinita.

Il Salvatore non ci abbandona, anche quando ci sentiamo insufficienti o imperfetti. Come ha spiegato il presidente Russell M. Nelson: “Il Salvatore ha sofferto ‘pene e afflizioni e tentazioni di ogni specie’ [Alma 7:11] per poterci confortare, guarire, soccorre nel momento del bisogno”.

Ho imparato che Cristo vuole che ci volgiamo a Lui adesso, a prescindere da quanto ci sentiamo impreparati. Se rafforziamo questo rapporto, Egli ci aiuterà a vincere le nostre imperfezioni.

Mentirei se dicessi che non sto ancora lottando contro il perfezionismo. Ora, però, mi ritrovo a sentire “calore dentro” ogni volta che offro del mio meglio al Signore, per quanto imperfetto.

Se ritieni che i tuoi sforzi come discepolo, studente, dipendente, amico o familiare non siano sufficienti, sappi che non sei una causa persa. Puoi guarire concentrandoti sul Salvatore. Il perfezionismo può essere un ladro del progresso, ma il Salvatore è la chiave per avere pace.

Rivolgiti a Lui e vedrai dei progressi nella tua vita.