Per le madri di bambini piccoli
In che modo l’intervento chirurgico di mio figlio all’orecchio mi ha aiutato a coltivare il suo legame con Dio
Sentivo il mio Salvatore che mi istruiva, assicurandosi che sapessi che era Lui al timone e che si stava prendendo cura di mio figlio.
Quando Gesù Cristo visitò i Nefiti dopo la Sua risurrezione, “comandò che gli fossero portati i loro bambini.
[…] E la moltitudine si fece da parte finché furono tutti portati davanti a lui (3 Nefi 17:11–12; enfasi aggiunta).
Come possiamo, al giorno d’oggi, “[farci] da parte” e portare a Lui anche i più piccoli? Vorrei raccontare una storia che mi ha aiutato a capire come ci si potrebbe riuscire in questi tempi moderni.
Sia da neonato che da bimbo, il mio figlio più piccolo dovette subire molti interventi chirurgici per inserire i tubicini necessari a drenare del liquido dalle orecchie. All’età di quattro anni, un orecchio non stava reagendo bene e il liquido si era solidificato. Un ultimo intervento chirurgico alle tube avrebbe determinato se avrebbe perso completamente l’udito da quell’orecchio.
Sapendo di aver bisogno di aiuto divino, io e mio marito iniziammo a insegnare più consciamente a nostro figlio riguardo al potere di Dio, fornito tramite le benedizioni del sacerdozio, la preghiera e la fede, cercando al contempo diligentemente quel potere in suo favore. Quell’intervento fu più invasivo degli altri. Una volta sveglio, piangendo e contorcendosi dal dolore, non voleva che lo abbracciassi e neanche che lo toccassi. Ero distrutta! Ben presto, però, guarì e tornammo a casa, aspettando di vedere se l’orecchio sarebbe adeguatamente guarito.
Per settimane, in ogni singola preghiera, nostro figlio supplicava affinché il suo orecchio guarisse. La nostra famiglia continuava a pregare, ma ogni volta che lui pregava per se stesso, mi sentivo in qualche modo serena. Stava cominciando a ricercare attivamente una benedizione dal suo Padre nei cieli.
Sentivo il mio Salvatore che mi istruiva, assicurandosi che sapessi che era Lui al timone e che si stava prendendo cura di mio figlio. Cosa ancora più importante, vedevo che anche mio figlio stava cominciando a capirlo. Nonostante la sua giovane età, sembrava già sapere che Dio era con lui. Riuscivo a vedere che sentiva quel legame personale. Provavo pace. Qualunque fosse stato l’esito, il Padre Celeste e Gesù Cristo gli sarebbero stati accanto e lo avrebbero rafforzato — sia lui che la nostra famiglia — perché riuscisse a gestire qualsiasi cosa gli sarebbe stata richiesta.
Condurli al Padre Celeste e a Gesù Cristo
Da questa esperienza sono emerse due importanti consapevolezze.
Per prima cosa, avevo bisogno di confidare nel Padre Celeste e in Gesù Cristo, nella Loro saggezza e nel Loro amore per mio figlio.
Evitare di proteggere, curare o soccorrere i miei figli dalle loro battaglie va contro ogni fibra del mio cuore di madre. Ma a volte, amarli e condurli al loro Padre Celeste e al loro Salvatore mentre combattono le loro battaglie potrebbe benedirli ancora di più.
I nostri bambini hanno un amorevole Padre Celeste che ha un piano perfetto. E talvolta, nella Sua saggezza e nel Suo amore, Egli permette loro di provare dolore, sofferenza e solitudine mentre affrontano questa esperienza terrena per diventare come Lui. Mi resi conto che, se avessi eliminato le difficoltà, avrei potuto impedire alcune opportunità di crescita nell’opera gloriosa del Padre Celeste.
In secondo luogo, compresi che era una benedizione gioiosa contribuire a coltivare il legame dei nostri figli con Gesù Cristo e con il Padre Celeste prima che fossero abbastanza grandi da stringere alleanze con Loro.
Alimentare la fiamma
L’anziano Neil L. Andersen del Quorum dei Dodici Apostoli ha detto: “Come genitori e insegnanti, la nostra sfida non è creare una dimensione spirituale nella loro anima, ma piuttosto alimentare la fiamma della dimensione spirituale che già arde con il fuoco della loro fede preterrena”.
Possiamo alimentare quella fiamma della fede in molti modi piccoli e semplici, ad esempio insegnando ai nostri figli questi tre principi importanti:
Pregare per sapere che Dio esiste
Nell’insegnare ai nostri bambini a rendere grazie e a chiedere benedizioni, possiamo prendere in considerazione il semplice consiglio che la presidentessa Susan H. Porter, presidentessa generale della Primaria, ha dato loro: “[Pregate] per sapere […] ‘Padre Celeste, sei davvero in ciel?’”.
Quando aiutiamo i nostri figli ad aprire il cuore e ad ascoltare ciò che provano e i pensieri che vengono loro in mente, essi “[possono] riuscire a sapere personalmente che esiste e [li] ama”.
Dopodiché, possiamo aiutarli a stabilire un legame con Lui nei momenti in cui hanno bisogno di aiuto per imparare qualcosa di nuovo. Volgere il loro giovane cuore a Lui può diventare uno schema naturale di crescita.
Riconoscere lo Spirito Santo
Quando vediamo che un bambino sta sentendo l’influenza dello Spirito Santo, possiamo chiedergli: “Che cosa stai provando? Da dove pensi vengano questi sentimenti? Secondo te, cos’è che il Padre Celeste vuole che tu sappia?”. Improvvisamente, tuo figlio insegnerà a te qualcosa sullo Spirito Santo.
Capire la sacralità della parola di Dio
Anche quando i bambini sono ancora troppo piccoli per leggere, possono imparare dal tuo esempio che la parola di Dio è sacra e che siamo benedetti quando seguiamo i Suoi insegnamenti.
Ho visto bambini di tre anni abbracciare le Scritture, sottolineare con emozione dei versetti e “leggere” la loro copia personale. Anche se le parole erano capovolte, stavano imparando che è importante dilettarsi nella parola di Dio!
Guidarli a sentire la Sua presenza
Potresti porre ai tuoi figli una domanda che mi piace fare ai bambini della Primaria: “In che modo siete benedetti grazie a Gesù Cristo?”. Le loro risposte potrebbero stupirti.
I bambini possono imparare a fare affidamento su di Lui per ricevere conforto, forza e conoscenza. Possiamo “farci da parte” in modo da permettere loro di vedere, sentire e conoscere il Suo potere e la Sua presenza nella loro giovane vita.
Nostro figlio è stato benedetto con la guarigione e il ripristino completi dell’udito ma, anche se non fosse andata così, ho comunque imparato ad aiutarlo a creare un legame con Gesù Cristo e con il Padre Celeste.
Attraverso gesti piccoli e semplici, la sua essenza spirituale ha cominciato a brillare intensamente.