Dalla rivista Giovani Adulti – Settimanale
Cosa ho imparato sull’autosufficienza spirituale trasferendomi in un paese straniero
Essere spiritualmente autosufficienti non significa fare tutto da soli, bensì implica confidare nel Signore.
Fotografia pubblicata per gentile concessione dell’autrice
Quando mi sono trasferita dal Perù negli Stati Uniti come ragazza alla pari, tutto sembrava così estraneo. La lingua, la cultura, il cibo e il clima erano tutti così diversi.
Era anche la mia prima volta lontana da casa. Da giovane, andare in chiesa faceva semplicemente parte della vita della mia famiglia. Mi piaceva molto, ma era facile fare affidamento su di loro per rimanere spiritualmente forte.
È stato solo dopo essermi trasferita che ho cominciato a capire cosa significasse essere spiritualmente autosufficiente.
Trovare forza nella Chiesa
Quando mi sono trasferita, non conoscevo nessuno e non sapevo parlare inglese. Mi sentivo smarrita, distaccata e sola. Era una sensazione terrificante.
Quando avevo confessato a mia madre ciò che mi preoccupava del vivere in un altro paese, lei mi aveva consigliato: “Ovunque tu vada, cerca la Chiesa”.
Quindi è esattamente quello che ho fatto: ho individuato la cappella più vicina e ho trovato il mio rione. Chi l’avrebbe mai detto che questo semplice passo sarebbe stato un punto di svolta nel mio percorso verso l’autosufficienza spirituale.
La mia prima domenica in questo nuovo paese è stata ardua, ma venire accolta dai membri del mio nuovo rione è stato un vero miracolo. Una sorella mi ha invitato a frequentare l’Istituto e, grazie a questo, ho potuto non solo migliorare il mio inglese, ma anche allargare la mia cerchia di amici.
Grazie all’Istituto, ho partecipato a una conferenza locale per giovani adulti non sposati della Chiesa e ho creato legami con altri giovani adulti che si stavano sforzando di vivere il Vangelo.
Sentivo davvero la mia autosufficienza spirituale crescere quando, con l’aiuto della preghiera, vivevo le mie alleanze, prendevo il sacramento ogni domenica e servivo gli altri.
Confidare nel Signore
Nonostante tutte queste benedizioni, ho dovuto comunque affrontare delle difficoltà.
L’esperienza come ragazza alla parir non è andata tanto bene quanto mi aspettassi. La famiglia che mi ospitava non ha rispettato la sua parte del contratto, così alla fine ho deciso di cercare un nuovo lavoro e un nuovo posto in cui vivere.
Ci sono state molte notti in cui non sapevo dove sarei andata. La ricerca sembrava infinita e la tensione con la famiglia che mi ospitava mi faceva mettere in dubbio ogni cosa.
Sapevo che il primo passo era pregare il Padre Celeste riguardo alla mia situazione. Come ha insegnato l’anziano Clement M. Matswagothata, Settanta di area: “Pregate mentre cercate modi per diventare autosufficienti. Vi assicuro che il Padre Celeste porterà pensieri nella vostra mente e vi benedirà”.
Ogni sera mi rivolgevo al Padre Celeste in preghiera, chiedendo non solo una via d’uscita, ma anche la forza di agire in base ai Suoi suggerimenti. Sapevo che “[la fede] se non ha opere, è per se stessa morta” (Giacomo 2:17).
Quando ho parlato della mia situazione con alcuni amici del rione, una sorella mi ha offerto un lavoro part-time, aiutandomi a mettere da parte del denaro in più per mantenermi. Ero davvero grata di aver instaurato un legame con il rione e di poter fare affidamento sui membri durante quel periodo difficile.
Abbracciare la crescita spirituale
Ho trovato, a un certo punto, una nuova famiglia ospitante nello Utah. Dopo molte preghiere, ho sentito fortemente che era qui che dovevo essere. Mi sono trasferita di nuovo, trovando un rione di GANS dove potevo continuare a servire e a crescere.
Questa esperienza mi ha insegnato che essere autosufficienti — spiritualmente o materialmente — non significa affrontare tutto da soli. Come ha insegnato l’anziano Gerrit W. Gong del Quorum dei Dodici Apostoli: “Il termine ‘autosufficienza’ non significa fare affidamento solo su noi stessi. In ultima analisi, vuol dire fede e fiducia nel Signore. L’autosufficienza è una scelta che facciamo per venire al Signore in modo che Egli possa aiutarci ad aiutare gli altri”.
Tramite la fede e l’umiltà, possiamo rinunciare alle nostre debolezze e il Signore può “[fare] in modo che le cose deboli divengano forti” (Ether 12:27). Le mie debolezze sono diventate opportunità per avvicinarmi di più a Dio, facendo affidamento su di Lui affinché mi aiutasse ad “agire, a rimanere indipendente e a diventare come Egli è”.
Ogni volta che mi sento incerta o spaventata per il futuro, ciò che mi aiuta a provare pace è dare priorità al mio rapporto con il Padre Celeste e Gesù Cristo tramite la preghiera, instaurare legami con altri discepoli e rinnovare le mie alleanze.
Ripensando al mio viaggio, riesco a vedere che ogni sfida è stata un’opportunità di crescita spirituale. Proprio come la mia autosufficienza materiale è aumentata, anche quella spirituale si è sviluppata man mano che ho agito per rafforzare il mio rapporto con Dio.
A prescindere da dove mi porti la vita, terrò sempre a mente il consiglio di mia madre di cercare la Chiesa — di cercare Cristo. So che il Padre Celeste e Gesù Cristo sono pienamente consapevoli delle mie circostanze. Ovunque vada, volgermi a Loro mi indicherà sempre la giusta direzione.