“Aspetti da tenere presenti: Il casato d᾿Israele”, Vieni e seguimi – Per la casa e la chiesa: Antico Testamento 2026 (2026)
“Il casato d’Israele”, Vieni e seguimi: 2026
Aspetti da tenere presenti
Il casato d᾿Israele
Da qualche parte nel deserto a est di Canaan, Giacobbe nervosamente aspettava di incontrare il suo fratello gemello, Esaù. L’ultima volta che lo aveva visto, circa vent’anni prima, Esaù voleva ucciderlo. Giacobbe trascorse tutta la notte lottando, cercando di ottenere una benedizione da Dio. Grazie alla fede, alla perseveranza e alla determinazione di Giacobbe, Dio rispose alle sue preghiere. Quella notte il nome di Giacobbe fu cambiato in Israele, un nome che significa, tra le altre cose, “egli persevera con Dio”.
Vicino al fiume Iabbok Giacobbe ricevette il nome Israele.
Questa è la prima volta in cui appare il nome Israele nella Bibbia ed è un nome che si ripete in tutto il libro e nel corso della storia. Il nome venne presto usato per indicare più che un solo uomo. Israele ebbe dodici figli e i loro discendenti furono nel complesso conosciuti come il “casato d᾿Israele”, le “tribù d᾿Israele”, i “figli d᾿Israele” o gli “Israeliti”.
Nel corso della storia, i figli d᾿Israele attribuirono un grande significato alla loro discendenza da una delle dodici tribù d᾿Israele. Il loro lignaggio era una parte importante della loro identità nell’alleanza. L’apostolo Paolo proclamò di essere “della tribù di Beniamino” (Romani 11:1). Una delle ragioni per cui Lehi mandò i suoi figli a Gerusalemme a recuperare le tavole di bronzo era che esse contenevano “una genealogia dei suoi padri” (1 Nefi 5:14). Lehi scoprì di essere un discendente di Giuseppe e la consapevolezza che la sua posterità acquisì del proprio legame al casato d᾿Israele si rivelò importante negli anni a seguire.
Oggi nella Chiesa si può sentire nominare Israele in espressioni come “il raduno d᾿Israele”. Cantiamo “O Re d’Israele”, “O speranza d’Israele” e “Anziani d’Israele”. In questi casi, non stiamo parlando o cantando dell’antico regno di Israele o della moderna nazione chiamata Israele. Piuttosto, ci stiamo riferendo a persone che sono state radunate dalle nazioni del mondo nella Chiesa di Gesù Cristo. Ci stiamo riferendo a persone che “perseverano” con Dio, che ricercano sinceramente le Sue benedizioni e che, mediante il battesimo, sono divenute il Suo popolo dell’alleanza. Per usare le parole del presidente Russell M. Nelson, essere di Israele significa “far prevalere Dio nella nostra vita […], fare in modo che Dio sia l’influenza più potente nella nostra vita”.
La tua benedizione patriarcale dichiara il tuo legame a una delle tribù del casato d᾿Israele. Si tratta di qualcosa di più che un interessante frammento di storia familiare. Ha anche a che fare con il tuo presente e il tuo futuro. Essere parte del casato d᾿Israele significa che tu hai un rapporto di alleanza con il Padre Celeste e con Gesù Cristo. Significa che ci si aspetta che tu sia, come Abrahamo, una “fonte di benedizione” per i figli di Dio (Genesi 12:2; Abrahamo 2:9–11). Significa, come afferma Pietro, che fai parte di “una generazione eletta, un real sacerdozio, una gente santa, un popolo che Dio s’è acquistato, affinché proclamiate le virtù di Colui che vi ha chiamati dalle tenebre alla sua maravigliosa luce” (1 Pietro 2:9). Significa che tu fai “prevalere Dio”: sei una persona che “persevera con Dio” rispettando le alleanze che hai stipulato con Lui.
Family Tree of Jacob (Israel) [albero familiare di Giacobbe (Israele)], di Brent Evans