2025
Sappiate chi siete veramente
Novembre 2025


10:46

Sappiate chi siete veramente

A prescindere da dove ci troviamo nel nostro sentiero del discepolato, la nostra vita cambierà profondamente se comprenderemo meglio chi siamo davvero.

Molti anni fa, durante la sua missione, nostra figlia ebbe un’esperienza profonda. Con il suo permesso, condivido un estratto di ciò che ci scrisse quella settimana:

“Ieri, un membro riattivato ci ha chiesto di andare da lei il prima possibile. Quando siamo arrivate, l’abbiamo trovata sul pavimento che singhiozzava senza controllo. Tra le lacrime ci ha riferito che aveva perso il lavoro, sarebbe stata sfrattata dal suo appartamento e che ancora una volta sarebbe rimasta senza casa”.

Nostra figlia continuò scrivendo: “Ho iniziato a cercare freneticamente nelle Scritture, qualcosa — qualsiasi cosa — per aiutarla. Mentre stavo cercando il versetto perfetto, ho pensato: ‘Cosa sto facendo? Questo non è ciò che farebbe Cristo. Questo non è un problema che posso risolvere, ma, è letteralmente una figlia di Dio che ha bisogno del mio aiuto’. Così, ho chiuso le Scritture, mi sono inginocchiata accanto a lei, e l’ho tenuta stretta tra le braccia mentre piangevamo insieme, finché non è stata pronta ad alzarsi e affrontare questa prova”.

Dopo che ebbe confortato questa donna, nostra figlia usò le Scritture per cercare di aiutarla a comprendere la realtà del suo valore divino e per insegnarle una delle verità più importanti della nostra esistenza — che siamo figli e figlie beneamati di Dio, un Dio che prova una compassione perfetta per noi quando soffriamo ed è pronto a sostenerci quando ci rialziamo.

È interessante che il primo punto della dottrina che i nostri missionari insegnano è che Dio è il nostro amorevole Padre Celeste. Ogni verità che ne consegue si basa sulla comprensione fondamentale di chi siamo davvero.

Susan H. Porter, presidentessa generale della Primaria, ha insegnato: “Una volta che sapete e capite quanto totalmente siete amati come figli di Dio, ciò cambia tutto. Cambia come vi sentite riguardo a voi stessi quando commettete degli errori. Cambia come vi sentite quando accadono cose difficili. Cambia la vostra visione dei comandamenti di Dio. Cambia la vostra visione degli altri e della vostra capacità di fare la differenza”.

Questo cambiamento viene evidenziato nell’esperienza avuta da Mosè quando parlò con Dio faccia a faccia. Durante quella conversazione, Dio istruì più volte Mosè sul suo retaggio divino, dicendo: “Mosè, tu sei mio figlio”. Dio spiegò che Mosè era a similitudine del Suo Figlio Unigenito. Mosè comprese chiaramente chi fosse, che aveva un’opera da compiere e che aveva un amorevole Padre Celeste.

Dopo questa esperienza, l’avversario venne a tentarlo rivolgendosi subito a lui dicendo: “Mosè, figlio d’uomo”. Questo è uno strumento comune e pericoloso nell’arsenale dell’avversario. Mentre il nostro Padre Celeste ci ricorda costantemente e amorevolmente che siamo i Suoi figli, l’avversario cercherà sempre di etichettarci in base alle nostre debolezze. Ma Mosè sapeva già di essere più di un “figlio d’uomo”. Dichiarò a Satana: “Chi sei tu? Poiché ecco, io sono un figlio di Dio”. Similmente, quando ci troviamo di fronte alle prove della vita terrena o quando ci sentiamo come se tutti ci stessero etichettando in base alle nostre debolezze, dobbiamo rimanere forti nella conoscenza di chi siamo veramente. Dobbiamo cercare conferma in senso verticale e non orizzontale. Quando lo facciamo, anche noi possiamo affermare con coraggio: “Sono un figlio di Dio”.

In una riunione mondiale per i Giovani Adulti, il nostro amato presidente Russell M. Nelson ha insegnato: “Quindi, chi sei? Innanzitutto, sei una figlia o un figlio di Dio, una figlia o un figlio dell’alleanza, e una discepola o un discepolo di Gesù Cristo. Se abbraccerai queste verità, il nostro Padre Celeste ti aiuterà a raggiungere il tuo obiettivo finale di vivere eternamente alla Sua santa presenza”.

Non è una coincidenza che nel versetto forse più ripetuto delle Scritture, Dio ci ricordi il nostro rapporto con Lui. Tra tutti i nomi con cui poteva essere definito nella preghiera sacramentale, ha chiesto di essere chiamato “Dio, Padre Eterno”.

Quando sapremo veramente chi siamo, crederemo più fortemente che il nostro amorevole Padre Celeste ci ha fornito un piano per ritornare a vivere con Lui. L’anziano Patrick Kearon ha insegnato: “Il bellissimo piano di nostro Padre — il Suo ‘favoloso’ piano — è progettato per riportarvi a casa, non per tenervi fuori. […] Dio vi cerca instancabilmente”. Pensateci un attimo, il nostro onnipotente, amorevole Padre “vi cerca instancabilmente”.

A prescindere da dove ci troviamo nel nostro sentiero del discepolato, la nostra vita cambierà profondamente se comprenderemo meglio chi siamo davvero. Vorrei suggerirvi due modi in cui possiamo approfondire questa conoscenza.

Primo, la preghiera

All’inizio del Suo ministero terreno, il Salvatore venne condotto nel deserto per “stare con Dio”. Forse dovremmo cambiare la nostra mentalità e passare dal dire semplicemente le nostre preghiere al prenderci abbastanza tempo per comunicare veramente e “stare con Dio” ogni giorno.

Ho scoperto che la qualità delle mie preghiere migliora quando mi prendo qualche minuto per prepararmi a parlare con mio Padre. Le Scritture ci mostrano che questo modello funziona. Sia che si tratti di Joseph Smith; di Nefi, il figlio di Helaman; o di Enos, tutti facevano una sorta di meditazione e riflessione prima di comunicare con Dio. Enos disse che la sua anima era affamata mentre le parole di suo padre penetravano profondamente nel suo cuore. Ognuno di questi esempi ci insegna la necessità di prepararci spiritualmente al nostro momento quotidiano per “stare con Dio”.

Il Salvatore istruì i Nefiti: “Quando preghi, entra nella tua cameretta, e dopo aver chiuso la porta, prega il Padre tuo”.

Sia che si tratti di una cameretta o di una camera da letto, il principio è quello di trovare un luogo dove potete stare soli a pregare, per consentire alla vostra anima di essere tranquilla e per sentire i suggerimenti della “voce calma e sommessa”. Possiamo prepararci meditando sulle cose per cui siamo grati e sulle domande o sulle preoccupazioni che vorremmo condividere con il nostro Padre. Dobbiamo sforzarci di non pregare in maniera meccanica, ma di parlare con il nostro Padre, possibilmente ad alta voce.

Mi sono reso conto che nella confusione della nostra vita, quando siamo alle prese con dei bambini piccoli o corriamo tra una riunione e l’altra, potremmo non avere il lusso di un posto isolato e di una preparazione ponderata, ma quelle preghiere silenziose, veloci e immediate possono essere molto più significative quando avremo fatto uno sforzo per “stare con Dio” all’inizio della giornata.

Potrebbero esserci persone che non pregano da molto tempo oppure altre che non sentono che le loro preghiere sono state ascoltate. Vi prometto che il vostro Padre Celeste vi conosce, vi ama e vuole ascoltarvi. Egli desidera comunicare con voi. Vuole che ricordiate chi siete.

L’anziano Jeffrey R. Holland recentemente ha insegnato: “Per quanto stiate pregando, pregate di più. Per quanto intensamente stiate pregando, pregate ancora più intensamente”.

Oltre ad aumentare la frequenza e il fervore delle nostre preghiere, lo studio quotidiano del Libro di Mormon e il culto nel tempio contribuiranno a preparare la nostra mente alla rivelazione. Se ci sforzeremo di migliorare la nostra comunicazione con il nostro Padre Celeste, Lui ci benedirà affinché possiamo sentire in maniera più profonda che siamo i Suoi figli.

Secondo, arrivare a sapere che Gesù è il Cristo

La più grande manifestazione dell’amore del Padre Celeste per noi come Suoi figli è la realtà del fatto che ha mandato Suo Figlio, il nostro Salvatore personale, per aiutarci a tornare a casa. Pertanto, abbiamo bisogno di imparare a conoscerLo.

Anni fa, mentre servivo come presidente di palo, ho inoltrato la raccomandazione di un fratello per servire come lavorante alle ordinanze del tempio. Dopo aver spiegato che sarebbe stato un bravissimo lavorante, ho premuto inavvertitamente “Non approvare”, il che ha inoltrato la raccomandazione. Dopo aver provato senza successo a revocare il messaggio, ho chiamato il presidente del tempio e gli ho detto: “Ho commesso un terribile errore”. Senza esitazione, questo bravo presidente del tempio ha replicato: “Presidente Eyre, non c’è niente che tu abbia fatto che non possa essere perdonato e alla fine corretto”. Che verità straordinaria. Veramente Gesù Cristo è “potente nel salvare”.

Nel 2019 c’è stato un cambiamento profondo nelle domande della raccomandazione per il tempio. In precedenza, in una domanda veniva chiesto se avevate una testimonianza del ruolo di Gesù Cristo come Salvatore e Redentore. Adesso viene chiesto se avete una testimonianza del Suo ruolo come vostro Salvatore e Redentore. L’Espiazione di Gesù Cristo non funziona solo per gli altri, funziona per voi e per me. Egli è il mio Salvatore. Egli è il vostro Salvatore. In modo individuale. Solo tramite Lui, voi e io possiamo tornare a stare insieme al nostro Padre.

Quindi, fratelli e sorelle, cerchiamoLo. Studiamo il Suo rapporto divino con il Padre e con ognuno di noi. Facciamo in modo di sentire il canto dell’amore che redime che giunge in modo personale a ognuno di noi tramite il nostro Redentore quando ci pentiamo. Quando arriveremo a conoscere “Colui che è potente nel salvare”, riusciremo a comprendere che noi, quali figli di Dio, siamo la Sua gioia, il Suo obiettivo più importante e che veramente ognuno di noi è degno di essere salvato.

Rendo testimonianza che abbiamo un Padre Celeste amorevole. Man mano che arriviamo a conoscere questa verità eterna tramite la preghiera possente, la rivelazione personale e venendo a Gesù Cristo, potremo ora e sempre affermare con coraggio: “Sono un figlio di Dio”. Nel nome di Gesù Cristo. Amen.