Riunioni del 2025
Intendenti retti – Discepoli di Gesù Cristo


44:17

Intendenti retti – Discepoli di Gesù Cristo

Riunione mondiale per i Giovani Adulti

4 maggio 2025

Cari amici da tutto il mondo, benvenuti! Sono davvero emozionata di questa opportunità di stare con voi, di condividere il mio amore per voi e le mie aspirazioni per voi. Cosa ancora più importante, spero che stasera farete un’esperienza che vi faccia sentire l’amore di Dio e che siate ispirati a raggiungere le Sue più alte aspirazioni per voi!

Ci troviamo nello storico Tabernacolo della Piazza del Tempio di Salt Lake City. La costruzione di questo grandioso edificio è cominciata cento anni prima della mia nascita. Era un periodo in cui il costo dei materiali edili era alle stelle nel Territorio dello Utah, non c’era la rete ferroviaria per portare le forniture e, anche se ci fosse stata, i soldi scarseggiavano. Ma coloro che lavoravano a questa grande struttura erano pieni di risorse e riciclavano ogni materiale disponibile. Una parte del legno usato era stata riciclata da abitazioni costruite precedentemente. Chiodi e rondelle venivano ricavati dai ferri da buoi ormai usurati. E la malta veniva mischiata con il pelo degli animali per conferirle più forza. “Convertire”, “riutilizzare” e “riciclare” erano le loro parole preferite molto prima che diventassero parte del nostro linguaggio corrente.

Il mio trisavolo e il papà del mio trisavolo erano immigrati dall’Inghilterra e lavorarono alla costruzione delle imponenti porte di questo Tabernacolo. Avrebbero mai potuto immaginare che una loro discendente, una nipote, avrebbe parlato da questo storico luogo?

Sorelle e fratelli, riuscite a comprendere l’impatto che voi potreste avere?

Il mondo in cui viviamo è pieno di sfide. E voi siete una generazione di donne e uomini che è stata tenuta in serbo per questi giorni: voi avete la capacità, le caratteristiche, il desiderio e l’opportunità di attingere al potere di Dio per affrontare queste sfide e risolverle. Il vostro potenziale è divino.

Io credo in voi. I profeti, veggenti e rivelatori esprimono la loro fiducia in voi. Detto da loro è come se fosse stato detto dal Signore stesso.

Non rinunciate a cercare di affrontare le complessità del nostro tempo. Abbiamo bisogno di voi!

Capisco che sia facile restare intrappolati nella negatività, imbrigliati nel continuo bombardamento di problemi di cui si parla in tutto il mondo. Conflitti armati, contese politiche, repressione, calamità naturali, sofferenza umana: tutto questo mi toglie praticamente il fiato. Potreste sentirvi impotenti nell’attuare soluzioni durature.

Con grande fiducia dichiaro che, benedetti con la forza e il potere di Dio a vostra disposizione quando stringete le alleanze con Lui e le rispettate, potrete contrastare la negatività e far risplendere la luce in ogni angolo di oscurità.

“[Noi siamo] la luce del mondo”, ha dichiarato il Salvatore. E “la luce si attacca alla luce”. Far risplendere la luce del nostro essere discepoli di Gesù Cristo è la forma più alta di energia rinnovabile: energia che proviene da una fonte che si rifornisce costantemente. Rendo testimonianza che nell’offrire il Suo soccorso e la Sua luce agli altri, troviamo in Lui il nostro soccorso.

Perciò, siate dei pacificatori nella vostra casa, nella vostra comunità e nella vostra presenza online. Portate sollievo nel vostro vicinato.

L’obiettivo di Satana è che noi subiamo. Al contrario, il piano di felicità del Padre ci dà l’opportunità di agire, di essere operatori di bene, pace e speranza.

Possiamo contrastare le disinformazione condividendo informazioni edificanti, accurate e piene di speranza, diventare sostenitori della verità anziché meri consumatori di notizie. Possiamo rispondere alla negatività inondando il mondo con la luce e la buona novella del vangelo di Gesù Cristo.

Come ha esclamato il nostro amato profeta, il presidente Russell M. Nelson: “La risposta è sempre Gesù Cristo”. “Quali che siano le domande o i problemi che avete, la risposta si trova sempre nella vita e negli insegnamenti di Gesù Cristo”.

Il presidente Russell M. Nelson ci ha invitati a dare al nostro discepolato di Lui “la massima priorità”. Approfondiamo il nostro discepolato quando conosciamo Gesù Cristo e impariamo da Lui. Quindi, esploriamo gli insegnamenti del Salvatore.

Il capitolo 25 di Matteo contiene tre parabole, le parabole finali che Matteo riporta come le aveva insegnate il Salvatore nel Suo ministero terreno. Mentre preparavo il mio discorso per la conferenza generale passata e mi preparavo per questa riunione, lo Spirito mi ha suggerito di ritornare su queste storie e trarne insegnamento.

Per quanto ci riguarda stasera, vorrei mettere in primo piano gli aspetti della preparazione e dell’intendenza che troviamo in queste parabole. Il presidente Nelson ci ha invitati a far sì che sia “ora […] il momento […] di prepararci per la seconda venuta [di] Gesù il Cristo”. L’intendenza è la gestione attenta e responsabile di qualcosa che è stato affidato a qualcuno. Negli sforzi che compiamo nelle nostre intendenze, noi emuliamo Gesù Cristo. Perciò, cercate di cogliere le lezioni sulla preparazione e sull’intendenza che possiamo trarre da queste storie.

Primo, la parabola delle dieci vergini: cinque che erano avvedute e cinque che erano descritte come stolte.

Nella parabola tutte e dieci le vergini si trovavano nel posto giusto, in attesa dello sposo. Ognuna di loro aveva portato una lampada. È come avete fatto tutti voi. Voi siete qui, state esercitando la vostra fede e sviluppando la vostra testimonianza.

Quando lo sposo, che rappresenta il Signore, giunse inaspettatamente a mezzanotte, cinque vergini non avevano olio a sufficienza per le loro lampade. Forse non pensavano che avere dell’olio in più fosse importante o necessario. Oppure non erano state intendenti prudenti con l’olio che avevano. Forse erano distratte e non erano riuscite a prepararsi adeguatamente per mantenere accese le loro lampade.

E così, rispondendo alla loro richiesta di poter accedere al banchetto nuziale, lo sposo disse che non Lo conoscevano.. Questo significa che, tramite la preparazione e una saggia intendenza, le cinque vergini avvedute Lo conoscevano.

Il prezioso olio, che rappresenta la conversione personale, permise alle vergini avvedute di accendere le loro lampade e accedere al banchetto nuziale con lo sposo. L’olio non poteva essere condiviso con le loro amiche perché la conversione personale è proprio questo: personale. Possiamo e dobbiamo tenere alta la luce delle nostre lampade per elevare e rafforzare gli altri, ma ognuno di noi è un intendente della propria conversione.

Come detto dal Salvatore: “Siate fedeli e pregate sempre, tenendo la vostra lampada pronta ed accesa, e dell’olio di scorta, per poter essere pronti alla venuta dello Sposo”.

Allo stesso modo anche noi impareremo a conoscere il Salvatore e ad avere “fiducia nell’accostarci a Dio proprio ora quando ci prepariamo a mantenere le nostre lampade piene dell’olio della conversione e poi facciamo splendere la luce di quella conversione. E come raffigurato dalla magnifica scultura nella Piazza del Tempio, possiamo e dobbiamo sostenere e rafforzare gli altri mentre lo facciamo, invitandoli ad avvicinarsi alla luce, la Luce del mondo, Gesù Cristo.

La seconda parabola raccontata da Matteo è quella dei talenti. In quella storia, il padrone, in previsione di andare lontano, diede dei talenti a tre dei suoi servitori. Ai tempi del Nuovo Testamento un talento rappresentava il denaro. Ma spero che penserete ai talenti come ai doni, alle abilità e alle benedizioni che il Padre Celeste ci ha dato. A un servitore il padrone diede cinque talenti, a uno ne diede due e a un altro uno. E poi il padrone partì.

Quando tornò, scoprì che i servitori a cui aveva dato cinque e due talenti erano stati intendenti fedeli e proficui e che avevano fatto buon uso dei loro talenti. Ognuno di loro aveva raddoppiato i talenti che gli erano stati affidati. Ed essendo stati fedeli in poche cose, il Padrone diede loro di più, esclamando: “Va bene, buono e fedele servitore; sei stato fedele in poca cosa, ti costituirò su molte cose; entra nella gioia del tuo Signore”.

Al contrario, il servitore a cui era stato dato un talento lo aveva sepolto, forse perché era distratto e aveva procrastinato il compito di farne buon uso. O forse era frustrato perché non sapeva come cominciare o temeva di fallire. Forse si era paragonato agli altri servitori e i suoi dubbi sulle proprie capacità gli avevano impedito di provarci. Non si era preparato per il ritorno del padrone, non aveva provato la gioia di un’intendenza fedele e perse il suo talento.

La parabola delle dieci vergini e quella dei talenti sono parabole parallele. Entrambe mettono in risalto il fatto che siamo personalmente responsabili della nostra conversione e dobbiamo prepararci per ricevere il dono dell’Esaltazione da parte del Signore; inoltre sottolineano che abbiamo un’intendenza e una responsabilità personale nei confronti di ciò con cui siamo stati benedetti.

Infine, Matteo 25 ci racconta la storia di coloro che hanno “fiducia alla presenza di Dio”. Descritti come le pecore del Buon Pastore, che si trovano alla Sua destra, che gustano il banchetto nuziale con Lui e sono benedetti per essere a capo di molte cose, Egli dice:

“Ebbi fame, e mi deste da mangiare; ebbi sete, e mi deste da bere; fui forestiero, e mi accoglieste; fui nudo, e mi rivestiste; fui infermo, e mi visitaste; fui in prigione, e veniste a trovarmi”.

Questo video lo esprime in maniera straordinaria.

[video (subtitles)]

“Gesù ci ha mostrato come amare il nostro prossimo. Seguiamo il Suo esempio quando rafforziamo chi è affaticato, educhiamo i bambini, confortiamo chi ci sta intorno, individuiamo i bisognosi. Ogni giorno è un’occasione per essere come Lui, servire come Lui, occuparci degli altri come Lui. Occuparsi degli altri ogni giorno inizia da te. Visita CaringSummary.ChurchofJesusChrist.org”.

[Fine video]

Questo è quanto ci viene chiesto. Come Suoi discepoli ci prepariamo per la Sua seconda venuta ed esercitiamo in modo fedele e proficuo un’intendenza su ciò con cui siamo stati benedetti. La compassione, la carità, la virtù e l’intendenza fedele ci qualificano per vivere con Lui e avere fiducia alla presenza di Dio adesso. Come ha insegnato Mormon, per coloro che sono riempiti di carità, il puro amore di Cristo, “tutto andrà bene” all’ultimo giorno. Saranno come il Salvatore, Lo vedranno come Egli è e saranno riempiti di speranza e purificati come Egli è puro. Il presidente Nelson ha dichiarato: “La carità e la virtù aprono la strada alla fiducia al cospetto di Dio!”.

Tutte e tre queste parabole insegnano come i Suoi discepoli, cioè noi, dovrebbero prepararsi per i tempi pericolosi che precedono la seconda venuta del Salvatore. Questi sono i tempi in cui viviamo! Dobbiamo tenere le lampade della nostra conversione accese, dobbiamo far sì che la nostra luce risplenda, usare e accrescere i nostri talenti, prenderci cura dei bisognosi, cioè avere carità, il puro amore di Cristo.

Tutte e tre queste parabole ci istruiscono sull’intendenza:

Intendenza sulla nostra conversione.

Intendenza su doni, talenti, risorse e aiuto con cui siamo stati benedetti, inclusa la terra stessa.

Intendenza sul nostro prossimo affamato, senza una casa, sofferente e stanco.

Come discepoli di Gesù Cristo, come mettiamo in pratica una buona intendenza?

Forse una discussione più specifica sull’intendenza può essere di aiuto. Definiamo per prima cosa cos’è l’intendenza. E che cos’è un intendente?

Un intendente gestisce i beni di una grande famiglia o di una proprietà. L’intendente non è il proprietario dei beni, ma gli viene affidato l’incarico di gestirli per conto del proprietario. Un intendente proficuo è fedele al proprietario dei beni, si occupa delle risorse con saggezza e generosità. L’intendenza, quindi, è gestire con attenzione e responsabilità quelle cose che sono state affidate alle nostre cure.

Il vescovo Gérald Caussé del Vescovato Presiedente ha insegnato quello che significa essere intendenti terreni. Ha detto: “In termini evangelici, la parola intendenza indica una sacra responsabilità spirituale o temporale di prendersi cura di qualcosa che appartiene a Dio e di cui siamo responsabili”.

Considerate la grandiosità di questo concetto! Siamo gli intendenti dei beni che il nostro Padre Celeste ci ha affidato. Questo significa una sacra fiducia per la terra, le sue risorse, i Suoi figli, i nostri doni, i nostri talenti e le nostre benedizioni. Ed è una responsabilità sacra quella di trattare i Suoi beni con cura.

Su cosa o chi avete voi intendenza?

In realtà, su tutte le creazioni di Dio presenti sulla terra. Voi avete intendenza sul vostro corpo e sulla vostra mente. Avete intendenza sulle abilità, sui vostri talenti, sui doni spirituali e sull’aiuto con cui siete stati benedetti. Avete intendenza sulla terra. E avete l’intendenza l’uno sull’altro.

Il vescovo Caussé ha spiegato: “La nostra intendenza sulle creazioni di Dio comprende […], al suo culmine, il sacro dovere di amare, rispettare e prendersi cura di tutti gli esseri umani con cui condividiamo la terra. Essi sono figli e figlie di Dio, nostre sorelle e nostri fratelli, e la loro felicità eterna è lo scopo stesso dell’opera della creazione”.

Volete essere intendenti proficui? Ovvero, volete prendervi cura delle creazioni di Dio con saggezza e generosità?

Vorrei focalizzare la nostra attenzione sull’intendenza relativi ai doni e ai talenti con cui siamo stati benedetti, sulla nostra intendenza relativa alla terra e sull’intendenza relativa al nostro prossimo. Ricordate, un’intendenza retta è dimostrazione del nostro discepolato.

Primo, intendenza sui nostri doni e sui nostri talenti.

Da Dottrina e Alleanze 46:11–12 impariamo questa verità:

“Poiché non tutti ricevono ogni dono; poiché vi sono molti doni, e ad ogni uomo è accordato un dono dallo Spirito di Dio.

Ad alcuni ne è dato uno, ad altri un altro, affinché tutti possano trarne profitto”.

I nostri doni spirituali sono le capacità date da Dio a ognuno di noi. Ci vengono date secondo la Sua volontà e i Suoi tempi, tramite il potere dello Spirito Santo, e sono pensate per essere una benedizione e un beneficio per tutti i figli di Dio.

Gli intendenti fedeli ricercano e invitano i doni spirituali nella loro vita e usano quelli con cui sono stati benedetti per elevare e servire gli altri. Ognuno di voi, figli di Dio, ha ricevuto doni e talenti speciali.

L’anziano Marvin J. Ashton del Quorum dei Dodici ha descritto numerosi doni, caratteristiche e abilità meno evidenti che potreste non aver considerato. Mentre li elenco, farete un po’ di auto-riflessione e cercherete di individuarne uno o due con cui siete stati benedetti? Poi, con quel dono, pensate a come lo userete come intendente fedele per benedire gli altri.

“Il dono di saper chiedere; il dono di ascoltare; il dono di saper udire e mettere in pratica la voce mite e tranquilla dello Spirito; il dono di saper piangere; il dono di evitare le contese; il dono di essere cordiali; il dono di evitare vane ripetizioni; il dono di cercare ciò che è giusto; il dono di non emettere giudizi; il dono di rivolgersi a Dio per avere una guida; il dono di essere un buon discepolo; [il dono di calmare;] il dono di aiutare il prossimo; il dono di saper meditare; il dono di pregare; il dono di poter portare una possente testimonianza e il dono di ricevere lo Spirito Santo”.

Mentre continuate a contemplare i vostri doni, posso offrire un avvertimento? Non fate paragoni o confronti con quelli degli altri. Non imbrigliatevi in “una valutazione troppo restrittiva delle [vostre] qualità”. “Il paragone è il ladro della gioia”. Accettate pienamente i vostri doni e celebrate quelli che gli altri hanno. Ricordate, i doni spirituali provengono da Dio tramite lo Spirito affinché tutti possano trarne profitto.

La mia cara nonna era un’insegnante di inglese e sceglieva con cura le sue parole. Amava molto dire: “Il confronto è odioso”. Odioso è una parola molto forte. Significa “che suscita odio ed è molto sgradevole”. Perché mia nonna usava una parola così forte quando mi consigliava riguardo ai rischi di fare paragoni? Perché paragonarsi agli altri è raramente una cosa produttiva. Quando ci paragoniamo agli altri ci separiamo da loro. Invece di sentirmi parte dell’intero corpo di Cristo, io assumo il ruolo di un mignolo e misuro il mio valore nei confronti di qualcuno che penso sia una spalla, un braccio e il petto. In generale, quando ci paragoniamo agli altri, ci sentiamo inferiori o superiori e non è mai così. Siamo tutti amati figli di genitori celesti, benedetti con un pacchetto personalizzato di doni spirituali, caratteristiche, talenti e punti di forza.

Perciò vi invito a coltivare il dono di abbandonare i paragoni. Chiedete al Padre Celeste di aiutarvi a individuare i vostri doni spirituali e i vostri talenti e come potete usarli come intendente fedele.

Ecco un esempio.

Alcuni anni fa, Jean, una giovane adulta che viveva nei Paesi Bassi, stava meditando sul comandamento dato per primo ad Adamo ed Eva di moltiplicarsi e riempire la terra. Mentre lei e suo marito stavano vivendo l’esperienza dell’infertilità, cercarono di comprendere in che modo quel comandamento si applicasse a loro. Lei si accorse che durante il periodo in cui Adamo ed Eva non avevano figli, coltivavano e curavano il giardino sul quale Dio aveva dato loro intendenza. Mentre meditava sulle sue circostanze, pensò ai giardini in cui viveva: il giardino della terra, il giardino del suo paese, il giardino della sua famiglia e il giardino del suo rione.

Capì che sebbene non vivesse nel giardino di Eden, questi erano i giardini nei quali il Signore l’aveva messa. Poteva cercare di moltiplicare e riempire ciò su cui Egli le aveva dato intendenza. Jean pensò:

  • “Come posso moltiplicare i doni che il Signore ha dato a me e agli altri?

  • Come posso moltiplicare l’amore verso i figli di Dio?

  • Come posso moltiplicare il mio tempo e i miei sforzi per servire gli altri?

  • Come posso riempire il mio pozzo spirituale?

  • Come posso riempire il vuoto che vivono coloro che hanno perso qualcosa, sia materiale che spirituale?

  • Come posso riempire la speranza e la fede che per molti nel mondo sembra perduta?”.

Mano a mano che Jean si concentrava su queste domande, fu benedetta con la capacità di vedere le opportunità di moltiplicare e riempire usando i suoi doni e i suoi talenti. Insegnò teatro a giovani di tutto il mondo. Servì le giovani donne. Usò a suo vantaggio la flessibilità della sua vita professionale per aiutare a prendersi cura dei figli dei suoi amici. Passò più tempo a studiare il Vangelo e si sentì benedetta di poter capire meglio come portare i fardelli degli altri e confortare coloro che avevano bisogno di conforto. Ciò aumentò la sua testimonianza e la sua fede in Gesù Cristo e nel Suo vangelo. Ma la cosa più importante fu che ottenne una comprensione personale del piano di Dio per lei.

I buoni intendenti moltiplicano e riempiono sempre le risorse del Maestro.

Sebbene non nel modo in cui lei se lo era immaginato inizialmente, l’esperienza di Jean è una bella dimostrazione di una promessa del profeta Geremia, il quale disse:

“Benedetto l’uomo che confida nell’Eterno, e la cui fiducia è l’Eterno!

Egli è come un albero piantato presso le acque, che distende le sue radici lungo il fiume; non si accorge quando viene la calura, e il suo fogliame rimane verde; nell’anno della siccità non è in affanno, e non cessa di portare frutto”.

Secondo, l’intendenza sulla terra e su tutti i figli di Dio.

Il presidente Russell M. Nelson ha insegnato: “Come beneficiari della divina creazione, che cosa dobbiamo fare? Dobbiamo prenderci cura della terra, essere saggi amministratori e preservarla per le generazioni future”.

So che questo è un tema del quale la vostra generazione si interessa profondamente. Avete una grande determinazione e alcuni di voi sono un po’ in ansia. Lasciate che vi rassicuri che Dio ha preparato una via per una vita sana per tutti su questo pianeta se saremo disposti a usare i nostri doni e i nostri talenti per fare tale bene, a rimanere degni di ricevere rivelazione e a usare con prudenza le abbondanti risorse della terra per prenderci cura gli uni degli altri.

Il Signore ha detto:

“Io […] ho steso i cieli e ho costruito la terra, vera opera delle mie mani; e tutte le cose che vi si trovano sono mie.

Poiché la terra è piena, e c’è abbastanza e d’avanzo; sì, io ho preparato ogni cosa e ho dato ai figlioli degli uomini di essere arbitri di se stessi”.

Come userete l’arbitrio con cui siete stati benedetti, la vostra intendenza, per la gloriosa benedizione della terra?

Il Signore chiarisce nel versetto successivo che dobbiamo “[prendere] dell’abbondanza che [Egli ha creato] e [impartire] la [nostra] porzione, secondo la legge del [Suo] Vangelo, ai poveri e ai bisognosi”. C’è abbastanza e di avanzo se condividiamo la nostra abbondanza di benedizioni e usiamo il nostro arbitrio come intendenti cristiani della terra.

Torniamo alla citazione del presidente Nelson sulla nostra intendenza della terra. Egli ha detto: “Come beneficiari della divina creazione, che cosa dobbiamo fare? Dobbiamo prenderci cura della terra, essere saggi amministratori e preservarla per le generazioni future”.

Poi il presidente Nelson ha osservato: “E dobbiamo amarci e aiutarci l’un l’altro”.

È importante che riconosciamo il collegamento tra prenderci cura della terra e prenderci cura del nostro prossimo. Quando ci prendiamo cura della terra, abbelliamo l’ambiente in cui viviamo e aiutiamo le nostre comunità a diventare più sostenibili, stiamo agendo come intendenti saggi della terra per benedire la vita del nostro prossimo, ossia coloro che ci è stato comandato di amare. Come le pecore nella parabola, noi diamo da mangiare agli affamati, diamo da bere agli assetati, rivestiamo gli ignudi e visitiamo gli ammalati e gli afflitti. Noi “[soccorriamo] i deboli, [alziamo] le mani cadenti e [rafforziamo] le ginocchia fiacche”.

Le vostre sorelle e i vostri fratelli in tutto il mondo stanno facendo questo. Eritai è cresciuto nella remota isola di Marakei, a Kiribati. Dopo essere ritornato dalla missione, ha frequentato la BYU–Hawaii, dove si è unito allo SWAT, the Sustainable World Action Technology Team [gruppo tecnologico per l’azione sostenibile nel mondo] e ha conosciuto il giardinaggio idroponico, una metodologia per coltivare le piante senza usare il terreno ma dei nutrienti minerali in una soluzione d’acqua. Dopo la laurea, Eritai è ritornato a Kiribati per aiutare il suo popolo.

Kiribati è uno stato insulare che consiste di 32 isole coralline a forma di anello con lagune al centro, chiamate atolli, e un’isola corallina sollevata. A causa della sua posizione lungo l’equatore, le condizione meteorologiche sono dure. Le brezze marine calde e salate e l’infiltrazione dell’acqua di mare distruggono il raccolto e contaminano l’acqua. Perciò c’è mancanza di terreno e di spazio per coltivare cibo nutriente. La malnutrizione e le malattie erano diventate molto diffuse tra gli abitanti di Kiribati perché dipendevano quasi esclusivamente dal cibo processato e importato.

Ma Eritai aveva energia e una visione, talenti ai quali ha attinto per creare un programma sostenibile e insegnare alle famiglie locali di Kiribati come coltivare frutta e verdure salutari usando il sistema idroponico. Un giardino idroponico è portabile, è autonomo e cresce velocemente, producendo un raccolto in 30 giorni.

Per il suo lavoro innovativo e che ha salvato molte vite, Eritai è stato insignito del riconoscimento United Nations Champion of the Earth (campione della terra per le Nazioni Unite) della regione Asia Pacifico.

Eritai è un esempio incredibile di un uso profittevole dei doni e dei talenti nella sua intendenza della terra e del suo prossimo. Quando nutriamo gli affamati, veniamo annoverati tra le pecore alla destra di Dio.

E dobbiamo dar da bere agli assetati. Benedire il nostro prossimo con l’accesso all’acqua pulita e ai servizi igienico-sanitari è fondamentale per far fiorire l’uomo. Per svolgere quest’opera, la Chiesa collabora con altre organizzazioni e comunità locali in tutto il mondo per aumentare l’accesso a questi servizi e per rafforzare i sistemi generali, assicurandosi che le soluzioni siano durature e promuovano l’autosufficienza. Questa è un’opera importante! E lo è sempre di più ora che la siccità aumenta sulla terra e le popolazioni continuano ad espandersi.

Alexandra, una giovane adulta di Cascas, in Perù, si è chiesta: “Che cosa ci manca qui?”. Alexandra sapeva che almeno il 20 percento delle famiglie della sua comunità non aveva servizi igienico-sanitari sicuri, e questo comportava l’aumento di malattie contratte tramite l’acqua come il colera. Per affrontare questo problema, Alexandra ha partecipato a un addestramento sulle pratiche igienico-sanitarie organizzato dal team locale Water for People (Acqua per i popoli) in Perù.

Ha avviato la sua attività rifornendo il suo piccolo negozio con del materiale come: lavandini, rubinetti, gabinetti, piastrelle e altro materiale di cui le famiglie avevano bisogno per completare il loro bagno. Ora le famiglie di Cascas hanno accesso ai materiali di cui hanno bisogno per costruire i bagni nelle loro case.

Anche voi potete individuare ciò che serve per avere acqua pulita e servizi igienico-sanitari nella vostra comunità e come potete partecipare.

Il profeta Isaia fa eco al suo amico contemporaneo Geremia quando ci dice:

“Se la tua anima supplisce ai bisogni dell’affamato, e sazi l’anima afflitta, la tua luce si leverà nelle tenebre, […]

l’Eterno ti guiderà continuamente, sazierà la tua anima nei luoghi aridi, […] e tu sarai come un giardino ben annaffiato, come una sorgente la cui acqua non manca mai”.

Ovviamente Gesù Cristo è la fonte di tutta l’acqua viva. Attesto che quando diamo da bere agli assetati, siamo benedetti con la possibilità di bere la Sua acqua viva, “una fonte di acqua che scaturisce in vita eterna”. Quando ci prendiamo cura della terra e del nostro prossimo, ci avviciniamo al Salvatore e desideriamo una rapporto di alleanza con Lui che ci permetta di diventare come Lui. Saremo intendenti responsabili, e anche felici. Saremo rinnovati e ci alzeremo in volo come aquile e non saremo stanchi.

Lo scorso anno la presidenza generale della Società di Soccorso ha annunciato l’espansione di un’iniziativa globale per migliorare la salute e il benessere delle donne e dei bambini. Su richiesta della Prima Presidenza, la Società di Soccorso sta portando avanti questo impegno.

Vogliamo aiutare le donne e le famiglie con una comprensione e una disponibilità di risorse maggiori, in modo che siano meglio attrezzate per apportare cambiamenti che possono avere un impatto duraturo nella loro casa, nella loro comunità e nella loro nazione. Quando una donna è indipendente perché è in buona salute e istruita, le famiglie vengono benedette, le comunità vengono edificate e le nazioni rafforzate. Quando si benedice un bambino, si sta investendo nel futuro. Quindi, il nostro lavoro si concentra sull’alimentazione dei bambini sotto i cinque anni, su cure materne e neonatali, sulle vaccinazioni e sull’istruzione.

Alaina è una giovane adulta che vive in Georgia, negli Stati Uniti. Sta conseguendo un dottorato in terapia occupazionale con l’obiettivo di lavorare nell’unità di terapia intensiva neonatale (UTIN) di un ospedale con i bambini che hanno bisogno di cure in più alla nascita, specialmente i prematuri. L’iniziativa globale per le donne e i bambini della Società di Soccorso ha toccato delle corde in Alaina. Ispirata dall’invito a partecipare all’iniziativa globale, Alaina sta facendo la “marsupioterapia”, o contatto pelle a pelle per i bambini prematuri, l’argomento del suo progetto finale di laurea.

Ci sono circa 15 milioni di bambini nati prematuri ogni anno a livello mondiale. E in Atlanta, Georgia, dove vive Alaina, i tassi di nascite pretermine e di mortalità infantile sono più alti della media nazionale in tutti gli Stati Uniti.

Alaina sta creando un programma educativo in modo che le persone siano più consapevoli dei benefici del contatto pelle a pelle tra i bambini prematuri e le loro madri. I bambini, con indosso solo il pannolino, vengono messi direttamente sul petto della madre, e vengono poi coperti entrambi con una coperta. Questo tipo di contatto mantiene la temperatura, abbassa lo stress, regola gli ormoni, aumenta il legame, favorisce l’allattamento, migliora il sonno e ha molti altri benefici. Ma non sempre viene integrato nelle UTIN come uno standard di cura. Il progetto di Alaina vuole migliorarne l’integrazione.

La sua ricerca le dava un senso di spiritualità. “Leggere le ricerche scientifiche […] e […] imparare che il nostro corpo è creato per fare queste cose” aveva senso per lei perché conosce il piano di salvezza.

Il contatto pelle a pelle per i bambini prematuri è particolarmente toccante per me, perché ho un nipote che è nato a febbraio con quasi sette settimane di anticipo. Con un peso di appena 1,5 kg, il nostro piccolo guerriero è stato nell’UTIN per quasi un mese. E ogni singolo giorno mia nuora e mio figlio lo tenevano sul loro petto, pelle a pelle. Sapete, “la marsupioterapia” è anche per i papà. La natura traumatica della nascita improvvisa di nostro nipote e il dolore della separazione associato all’averlo lasciato in ospedale si placavano in quei momenti.

Alaina sta facendo risplendere la luce della sua conversione; sta usando i talenti con i quali è stata benedetta e si sta occupando dei bisognosi studiando e creando consapevolezza riguardo a questa importante terapia. I suoi sforzi rispondo alla chiamata del Salvatore: “Fui infermo, e mi visitaste”.

Eritai, Alexandra e Alaina sono discepoli di Gesù Cristo che si stanno preparando per la Sua seconda venuta esercitando con fede e profitto un’intendenza su ciò con cui il Signore li ha benedetti.

Il Salvatore ha detto: “In quanto l’avete fatto a uno di questi miei minimi fratelli, l’avete fatto a me”. Sicuramente questi giovani adulti rappresentano coloro che il Salvatore descrive come le Sue pecore, che saranno al Suo fianco e che si sono qualificate per godere della Sua presenza.

Noi apparteniamo a una chiesa che fa cose meravigliose in tutto il mondo, benedicendo la vita del nostro prossimo, non solo dei nostri membri. Nel 2024 sono state donate 6,6 milioni di ore. Sono stai spesi 1,45 miliardi di dollari americani. Sono stati serviti 192 paesi e territori. Le iniziative umanitarie globali della Chiesa comprendono progetti di acqua pulita e igienico-sanitari, soccorso nelle emergenze, assistenza sanitaria e progetti di sicurezza alimentare. La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni e i suoi membri stanno facendo risplendere la loro luce per glorificare il nostro Padre nei cieli.

Sebbene la Chiesa e la Società di Soccorso possano e vogliano sfruttare la loro portata globale per ampliare gli interventi ispirati volti a nutrire gli affamati, dare da bere agli assetati, rivestire gli ignudi e prendersi curi degli ammalati, l’opera più importante e di impatto continua a essere fatta dal singolo.

Nel tentativo di emulare Gesù Cristo, cerchiamo di riconoscere i bisogni immediati che ci circondano e di rispondere con amore. Ci sforziamo di essere fedeli intendenti dei Suoi beni, tra cui i talenti e le opportunità con cui siamo stati benedetti, la terra in tutto il suo splendore e le persone nella nostra sfera di influenza.

Come Naaman nell’Antico Testamento, siete magari in attesa che vi venga detta “una qualche cosa difficile” da fare; vi starete chiedendo come farete a raggiungere quella remota zona dell’Africa o un’isola nel mare per prendervi cura del vostro prossimo nel mondo.

Sorelle e fratelli, vi invito a usare i vostri doni e i vostri talenti per compiere alcune cose piccole e semplici nella sfera della vostra intendenza. Ovunque viviate, ci sono bambini malnutriti. Ovunque viviate, ci sono persone che non sanno leggere. Ovunque viviate, ci sono ostacoli all’assistenza sanitaria. Ovunque viviate, ci sono persone affamate, assetate, nude, malate e in prigione, letteralmente o figuratamente.

Amici, abbiamo bisogno di voi! Spero che cercherete seriamente la rivelazione e userete i vostri doni e i vostri talenti per trovare soluzioni creative che contribuiranno a benedire il futuro di tutti i figli di Dio. Questo rientra sicuramente nella vostra intendenza divina.

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“L’universo è immenso. Trilioni di galassie con miliardi di stelle, terre, acque, piante, animali. Eppure, […] Dio conosce per nome e ama tutte le Sue creazioni. Inclusi voi”.

[Fine video]

Chiudo con una storia personale, una che parla della mia cara amica Lydia, che ha offerto la preghiera di apertura stasera. Ho conosciuto Lydia quando serviva nel Relief Society Building, l’edificio della Società di Soccorso, come missionaria di servizio tanti anni fa. Lydia veste sempre di viola perché la donna descritta come la prima convertita da Paolo era Lydia, che vendeva la porpora.

A Lydia è diagnosticata l’artrite reumatoide quando aveva solo quattro anni. E sebbene soffra ogni giorno a causa dei dolori, lei fa risplendere con gioia la luce della sua conversione a Gesù Cristo. Se vi sono cose virtuose, amabili, di buona reputazione o degne di lode: lei è tutte queste cose!

Come parte di questo incarico di parlarvi, sono stata invitata a scegliere le persone che avrebbero pregato stasera. Lydia mi è subito venuta in mente. Ha finito la sua missione, ha iniziato a frequentare BYU ed è stata accettata alla scuola di infermieristica. E poiché lei è una mia cara amica, siamo rimaste in contatto. Voglio bene a Lydia.

Era compito mio chiederle di pregare, ma non ero riuscita ancora a fare la chiamata. Poi, il 31 marzo, ho ricevuto un messaggio da Lydia:

“Buongiorno presidentessa Johnson!!!

Ti voglio tanto bene!

L’altra sera ti ho sognata. Mi sentivo molto nervosa e stressata per qualcosa che dovevo fare e tu te ne sei accorta. Mi hai passato un braccio attorno alle spalle, mi hai tirato a te con la testa abbassata vicino alla mia e mi hai sussurrato all’orecchio: ‘Va tutto bene, Lydia, puoi farcela. Basta che tu faccia le piccole cose’. Il tuo incoraggiamento gentile e il tuo promemoria di fare un passo alla volta è esattamente quello che avevo bisogno di sentire oggi. Oh, quanto avevo bisogno di un abbraccio della presidentessa Johnson! Penso che il Padre Celeste ci mandi dei piccoli messaggi a volte tramite le persone che amiamo e di cui ci fidiamo, come te.

Spero che tu senta gli angeli sostenerti questa settimana. Ti mando un grande abbraccio, cara amica”.

Le ho risposto subito: “Non vedo l’ora di dirti perché hai fatto quel sogno!”.

Ho chiamato Lydia quella sera per chiederle se fosse disposta a dire la preghiera alla riunione mondale per i giovani adulti. Naturalmente ha detto sì e poi mi ha raccontato quello che non aveva scritto nel messaggio. Era un dettaglio che pensava non fosse importante quando mi ha scritto. Nel suo sogno era nervosa perché doveva pregare davanti a un gruppo numeroso.

Oh, quanto sono tenere le misericordie del Signore! Avevo ritardato a chiedere a Lydia di pregare, e non per un motivo particolare, ma perché Lydia aveva bisogno di fare quel sogno. Una rassicurazione del fatto che il Signore è consapevole di lei e voleva che avesse questa opportunità.

Sì, l’universo è immenso. Trilioni di galassie. Con miliardi di stelle. Terre, acque, piante, animali sui quali Egli ci ha dato intendenza. E Dio conosce per nome e ama tutte le Sue creazioni. Incluso voi.

Il Salvatore ha presentato il Suo ministero terreno dicendo che era stato mandato a “evangelizzare i poveri; […] ad annunciare liberazione ai prigionieri, e ai ciechi recupero della vista; a rimettere in libertà gli oppressi”. Se questa era la Sua missione e noi siamo i Suoi discepoli, allora condividiamo il Suo scopo.

Voi, amici miei, siete preparati e preordinati in modo unico per assisterLo. Siete figli e figlie di Dio. Vi conosce. Siete in un rapporto di alleanza con Lui. Non esaurirete mai la pazienza misericordiosa che Egli ha nei vostri confronti. E mano a mano che terrete fede alle alleanze che avete fatto con Lui, sarete benedetti con “il Suo potere guaritore e fortificante”. Il potere di Dio accrescerà le vostre capacità, amplierà i talenti con i quali siete stati benedetti e vi aiuterà a vederLo negli affamati, negli assetati, nei forestieri e negli ammalati.

Come Suoi discepoli prepariamoci per la Sua seconda venuta esercitando in modo fedele e proficuo un’intendenza su ciò con cui siamo stati benedetti. Attesto che, mano a mano che porterete il sollievo di Gesù Cristo agli altri, sarete benedetti per scoprire il vostro sollievo in Lui.

Sono sicura che Gesù Cristo vive. Egli dirige la Sua Chiesa tramite profeti, veggenti e rivelatori viventi. Sono sicura che il presidente Russell M. Nelson è il Suo possente portavoce sulla terra oggi.

L’opera e la gloria del nostro Padre nei cieli e di Gesù Cristo consistono nel condurci a casa, preparati e qualificati per restare alla Loro presenza, dove non ci sono più affamati, assetati, forestieri, malati o zoppi, poiché saranno guariti e resi perfetti. Voi siete i Loro vitali compagni. Vi voglio bene. Loro vi vogliono bene.

Nel sacro nome del nostro Redentore, Gesù Cristo. Amen.