2020–2024
Seguire Cristo
Conferenza generale di ottobre 2024


13:31

Seguire Cristo

Come seguaci di Cristo, insegniamo e testimoniamo di Gesù Cristo, il nostro Modello di riferimento perfetto. Perciò seguiamoLo rinunciando alla contesa.

Quest’anno milioni di persone sono state ispirate dal piano di studio del Vangelo il cui nome è l’invito del Salvatore “Vieni e seguimi”. Seguire Cristo non è una pratica casuale o occasionale. È un impegno continuo e uno stile di vita che devono guidarci in ogni momento e in ogni luogo. I Suoi insegnamenti e il Suo esempio definiscono il sentiero di ogni discepolo di Gesù Cristo. Tutti sono invitati a percorrere questo sentiero, perché Egli invita tutti a venire a Lui, “bianco o nero, schiavo o libero, maschio o femmina; […] tutti sono uguali dinanzi a Dio”.

I.

Il primo passo per seguire Cristo è obbedire a quello che Egli ha definito “il gran comandamento” nella legge:

“Ama il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore e con tutta l’anima tua e con tutta la mente tua.

Questo è il grande e il primo comandamento.

Il secondo, simile ad esso, è: Ama il tuo prossimo come te stesso.

“Da questi due comandamenti dipendono tutta la legge ed i profeti”.

Padre e figlio fanno volare un aquilone.

I comandamenti di Dio ci offrono la forza che ci guida e ci da stabilità nella vita. Le nostre esperienze nella vita terrena sono paragonabili all’esperienza di un bambino che fa volare un aquilone insieme al padre in un giorno di vento. Man mano che l’aquilone si alza, il vento lo porta a strattonare la corda che lo lega alla mano del bambino. Non conoscendo la forza dei venti terrestri, il bambino propone di tagliare la corda in modo che l’aquilone possa volare più in alto. Il saggio padre gli consiglia di non farlo, spiegandogli che è la corda a tenere fermo l’aquilone contro i venti che imperversano sulla terra. Se perdiamo la presa sulla corda, l’aquilone non volerà più alto. Sarà trasportato da quei venti e inevitabilmente si schianterà a terra.

Questo filo è fondamentale e rappresenta le alleanze che ci legano a Dio, il nostro Padre Celeste, e a Suo Figlio, Gesù Cristo. Se onoriamo queste alleanze osservando i Loro comandamenti e seguendo il Loro piano di redenzione, le benedizioni che ci hanno promesso ci permettono di elevarci ad altezze celesti.

Il Libro di Mormon dichiara spesso che Cristo è “la luce del mondo”. Quando è apparso ai Nefiti, il Signore risorto ha spiegato questo insegnamento dicendo loro: “Vi ho dato un esempio”. “Io sono la luce che dovete tenere alta — ciò che mi avete visto fare”. È Lui il nostro Modello di riferimento. Impariamo ciò che ha detto e fatto studiando le Scritture e seguendo gli insegnamenti dei profeti, come ci ha esortato a fare il presidente Russell M. Nelson. Nell’ordinanza del sacramento, ogni domenica facciamo alleanza di ricordarci sempre di Lui e di obbedire ai Suoi comandamenti.

II.

Nel Libro di Mormon, il Signore ci ha dato i principi fondamentali in quella che ha chiamato “la dottrina di Cristo”. Questi principi sono: la fede nel Signore Gesù Cristo, il pentimento, il battesimo, ricevere il dono dello Spirito Santo, perseverare fino alla fine e diventare come un fanciullo, ossia avere fiducia nel Signore e sottometterci a tutto ciò che ci chiede.

I comandamenti del Signore sono di due tipi: permanenti, come la dottrina di Cristo, e temporanei. I comandamenti temporanei sono quelli necessari alle esigenze della Chiesa del Signore o dei fedeli in circostanze provvisorie ma da mettere da parte quando l’esigenza è passata. Un esempio di comandamenti temporanei è l’indicazione data dal Signore ai primi dirigenti della Chiesa di spostare i membri della Chiesa da New York all’Ohio, al Missouri, all’Illinois e infine di guidare l’esodo dei pionieri verso la regione intermontana dell’Ovest. Anche se solo temporaneamente, quando erano in vigore questi comandamenti venivano dati perché fossero rispettati.

Per alcuni comandamenti permanenti ci è voluto un periodo di tempo considerevole affinché venissero osservati a livello generale. Per esempio, il famoso sermone del presidente Lorenzo Snow sulla legge della decima sottolineava un comandamento già dato in precedenza ma non ancora osservato a livello generale dai membri della Chiesa. Nelle circostanze in cui si trovavano allora la Chiesa e i suoi membri, era necessario che venisse ribadito. A causa delle circostanze attuali in cui si trovano i santi degli ultimi giorni o la Chiesa, è stato necessario ribadire altri comandamenti. Tra questi, vi sono il proclama sulla famiglia emanato dal presidente Gordon B. Hinckley una generazione fa e il recente appello del presidente Russell M. Nelson affinché la Chiesa sia conosciuta con il suo nome rivelato: La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni.

III.

C’è un altro insegnamento del nostro Salvatore che sembra debba essere ribadito nelle attuali circostanze.

Questa è un’epoca di molte parole dure e offensive usate nelle comunicazioni pubbliche e talvolta anche in famiglia. Le forti divergenze su questioni riguardanti interventi legislativi spesso sfociano in azioni di ostilità, o addirittura di odio, nei rapporti pubblici e interpersonali. Questa atmosfera di inimicizia a volte arriva a paralizzare la possibilità di legiferare su questioni importanti riguardo a cui la maggior parte dei cittadini vede la necessità impellente di un’azione nell’interesse pubblico.

Cosa devono insegnare e fare i seguaci di Cristo in quest’epoca di comunicazioni tossiche? Quali sono stati i Suoi insegnamenti e il Suo esempio?

Il Salvatore insegna ai Nefiti.

È significativo che tra i primi principi insegnati da Gesù quando apparve ai Nefiti ci sia stato quello di evitare la contesa. Sebbene abbia insegnato questo principio riferendosi alle dispute sulla dottrina religiosa, le ragioni che Egli ha fornito si applicano chiaramente alla comunicazione e alle relazioni nel mondo della politica, nell’ambito degli interventi legislativi e nei rapporti familiari. Gesù ha insegnato:

“Colui che ha lo spirito di contesa non è mio, ma è del diavolo, che è il padre delle contese, e incita i cuori degli uomini a contendere con ira l’uno con l’altro.

Ecco, questa non è la mia dottrina, di incitare i cuori degli uomini all’ira, l’uno contro l’altro; ma la mia dottrina è questa, che tali cose siano eliminate”.

Nel resto del Suo ministero tra i Nefiti, Gesù ha insegnato altri comandamenti strettamente legati al Suo divieto di contesa. Sappiamo dalla Bibbia che Egli li aveva già insegnati tutti nel Suo grande Sermone sul Monte, usando di solito proprio lo stesso linguaggio che ha poi utilizzato con i Nefiti. Citerò il ben conosciuto linguaggio usato nelle Scritture:

Il Salvatore insegna a Gerusalemme.

“Amate i vostri nemici, benedite coloro che vi maledicono, fate del bene a coloro che vi odiano e pregate per coloro che si approfittano di voi e vi perseguitano”.

Questo è uno dei comandamenti più noti di Cristo, il più rivoluzionario e il più difficile da seguire. Eppure è una parte fondamentale del Suo invito a tutti a seguirLo. Come insegnato dal presidente David O. McKay: “Non c’è modo migliore per manifestare l’amore per Dio che quello di mostrare un amore altruistico per i propri simili”.

Idee diverse a confronto.

Ecco un altro insegnamento fondamentale di Colui che è il nostro Modello di riferimento: “Beati quelli che s’adoperano alla pace, perché essi saran chiamati figliuoli di Dio”.

Adoperarsi per la pace! Come cambierebbero i rapporti interpersonali se i seguaci di Cristo rinunciassero a parole dure e offensive in tutte le loro comunicazioni.

Alla Conferenza generale, lo scorso anno, il presidente Russell M. Nelson ci ha proposto delle sfide:

“Uno dei modi più facili per individuare un vero seguace di Gesù Cristo è notare con quanta compassione tratta gli altri. […]

I veri discepoli di Gesù Cristo sono pacificatori. […]

Uno dei modi migliori in cui possiamo onorare il Salvatore è quello di diventare pacificatori. […]

La contesa è una scelta. Adoperarsi per la pace è una scelta. Avete il vostro arbitrio per scegliere la contesa o la riconciliazione. Vi esorto a scegliere di essere pacificatori, ora e sempre”.

Potenziali avversari dovrebbero iniziare le loro discussioni individuando i punti in comune su cui sono tutti d’accordo.

Per seguire il nostro Modello di riferimento perfetto e il Suo profeta, dobbiamo mettere in pratica quella che è comunemente conosciuta come la Regola d’oro: “Tutte le cose dunque che voi volete che gli uomini vi facciano, fatele anche voi a loro; perché questa è la legge ed i profeti”. Dobbiamo amare tutti e fare del bene a tutti. Dobbiamo evitare la contesa ed essere pacificatori in tutte le nostre comunicazioni. Questo non significa compromettere i nostri principi e le nostre priorità, ma smettere di attaccare duramente gli altri per i loro. Questo è ciò che il nostro Modello di riferimento perfetto ha fatto nel Suo ministero. Questo è l’esempio che ci ha dato, invitandoci a seguirLo.

In questa conferenza, quattro anni fa, il presidente Nelson ci ha lanciato una sfida profetica per i nostri giorni:

“Siete voi disposti a far prevalere Dio nella vostra vita? Siete voi disposti a far sì che Dio sia l’influenza più importante della vostra vita? Permetterete alle Sue parole, ai Suoi comandamenti e alle Sue alleanze di influenzare ciò che fate ogni giorno? Permetterete alla Sua voce di avere la precedenza su tutte le altre?”.

Il Signore Gesù Cristo.

Come seguaci di Cristo, insegniamo e testimoniamo di Gesù Cristo, il nostro Modello di riferimento perfetto. Perciò seguiamoLo rinunciando alla contesa. Mentre continuiamo a perseguire le politiche che preferiamo nella gestione della cosa pubblica, qualifichiamoci per le Sue benedizioni usando il linguaggio e i metodi dei pacificatori. In famiglia e nelle altre relazioni personali, evitiamo ciò che è duro e carico d’odio. Cerchiamo di essere santi, come il nostro Salvatore nel cui santo nome rendo testimonianza, e invochiamo la Sua benedizione affinché ci aiuti a essere santi. Nel nome di Gesù Cristo. Amen.