L’Amico
La bugia nella corsa al ghepardo
L’Amico di febbraio 2026


“La bugia nella corsa al ghepardo”, L’Amico, febbraio 2026, 34–35.

La bugia nella corsa al ghepardo

Nessuno se ne sarebbe accorto se avesse continuato. Non era poi così grave, giusto?

Una storia vera dagli Stati Uniti.

Emma stringeva forte la matita mentre l’insegnante distribuiva i fogli.

“È arrivato il momento della nostra Corsa al ghepardo”, disse la signorina Malcolm. “Avete cinque minuti per risolvere 93 problemi di matematica. Chi finisce in tempo potrà aggiungere un adesivo a forma di ghepardo alla propria scheda”.

Emma desiderava tanto un adesivo col ghepardo. Chi otteneva cinque adesivi vinceva un premio! Ma i problemi di matematica della Corsa al ghepardo erano davvero difficili.

“Tutti pronti?”, disse la signorina Malcolm. “Via!”

Illustrazione di una bambina circondata da problemi di matematica mentre pensa e scrive su un foglio

Emma girò il suo foglio e iniziò a rispondere alle domande. Doveva pensare attentamente a ciascuna. Quanto era difficile!

BZZZZZZZ! Il timer suonò, facendo sobbalzare Emma.

“Giù le matite!”, esclamò la signorina Malcolm.

Emma nascose il foglio con la mano e continuò a scrivere le risposte. Non era poi così grave se avesse continuato, giusto? L’aveva già fatto in passato e nessuno se ne era accorto.

“Passate il vostro foglio alla persona che avete accanto per la valutazione”, disse la signorina Malcolm.

Emma finì di scrivere l’ultima risposta prima di passare il suo foglio.

Quando le fu restituito, Emma vide nella parte alta del foglio un bel “100%” in rosso. Ma dentro di sé non si sentiva molto bene.

“Venite tutti a mostrarmi i vostri fogli e riceverete gli adesivi”, disse la signorina Malcolm.

Emma si diresse verso la scrivania della signorina Malcolm con il suo foglio.

“Emma, puoi restare qui un minuto, per favore?”, chiese la signorina Malcolm.

Mentre tutti gli altri parlavano, la signorina Malcolm si rivolse a Emma. “Hai continuato a rispondere alle domande anche dopo che il timer è suonato?”

Il volto di Emma si infiammò. Lei annuì e abbassò lo sguardo. “Sì”.

“L’hai fatto altre volte?”.

Emma scosse la testa. “No”. Ma sentì il suo viso infuocarsi sempre di più. Aveva imbrogliato in passato. E ora aveva mentito.

“Non posso darti un adesivo del ghepardo a meno che tu non segua le regole. Capisci?”.

Emma annuì. Poi si diresse verso il suo posto con gli occhi bassi.

Illustrazione di un adesivo a forma di ghepardo

Per il resto della giornata scolastica, Emma sentì un nodo tremendo che le attanagliava lo stomaco. Si sentiva in colpa per aver imbrogliato. Si sentiva in colpa per aver mentito. Non le piaceva questa sensazione!

Dopo la scuola, Emma parlò con la mamma. “Non mi sento molto bene”, disse.

“Cosa c’è che non va?”, chiese la mamma.

Emma diventò improvvisamente nervosa. Doveva dire alla mamma quello che aveva fatto?

Fece un respiro profondo. “Oggi ho imbrogliato a scuola”. Era la prima volta che lo diceva ad alta voce. Sentì come se il nodo allo stomaco si stesse sciogliendo. “E l’ho fatto prima. Mi sento in colpa”.

La mamma diede a Emma un abbraccio. “Grazie per avermelo detto. Sai che imbrogliare è sbagliato. Perché lo hai fatto?”.

“Perché volevo tanto un adesivo con il ghepardo, ma non ho finito i problemi di matematica in tempo”.

La mamma annuì. “Cosa dovresti fare adesso secondo te?”.

Emma ci pensò su. “Dovrei pregare per chiedere scusa al Padre Celeste per non essere stata onesta. E poi dirlo alla mia maestra”.

“Mi sembra un’ottima idea”. La mamma sorrise. “E io posso aiutarti a esercitarti di più in matematica così sarai pronta per la prossima Corsa al ghepardo”.

“Grazie, mamma”, disse Emma. A quel punto, lei e la mamma si inginocchiarono per pregare. Emma si sentì avvolta da una sensazione di calore. Era felice della decisione che aveva preso di pentirsi.

Illustrazione di una bambina e una mamma che pregano insieme

Dopo aver pregato, Emma scrisse un’e-mail alla sua insegnante. Disse la verità e si scusò per aver imbrogliato. Promise che non l’avrebbe fatto più.

Dopo aver cliccato Invia, Emma si sentì molto meglio. Sapeva che la signorina Malcolm probabilmente avrebbe rimosso gli adesivi del ghepardo dalla sua scheda. Ma era giusto così. Da quel momento in poi se li sarebbe guadagnati in modo onesto.

PDF della storia

Illustrazioni di Anny Chen