Riunioni 2024
Le cose come sono realmente 2.0


35:48

Le cose come sono realmente 2.0

Riunione mondiale per i Giovani Adulti

Domenica 3 novembre 2024

Io e Susan siamo grati per questa opportunità di rendere il culto e imparare con voi. Vi vogliamo bene! Ovunque siate nel mondo, vi vogliamo bene!

E preghiamo sinceramente che lo Spirito Santo ci benedica affinché ciascuno di noi senta ciò che ha bisogno di sentire e veda ciò che ha bisogno di vedere, così che possiamo andare avanti con fede nel Salvatore e con un accresciuto desiderio di seguirLo e di servirLo.

La dispensazione della pienezza dei tempi

Abbiamo la benedizione di vivere in un’epoca straordinaria della dispensazione finale del Vangelo, ovvero la dispensazione della pienezza dei tempi. Le Sacre Scritture e i pronunciamenti profetici ci aiutano a conoscere e ad apprezzare in modo più completo i giorni davvero particolari in cui viviamo.

Il profeta Joseph Smith ha dichiarato: “L’edificazione di Sion è una causa che in ogni tempo ha interessato il popolo di Dio; è un tema su cui i profeti, i sacerdoti e i re si sono dilungati con particolare delizia. Essi hanno atteso con letizia il giorno in cui noi viviamo; e, guidati da un’attesa celestiale e gioiosa, hanno cantato, scritto e profetizzato di questo nostro giorno, ma sono morti senza vederlo […]; a noi è concesso di vederli, di partecipare e di contribuire all’avanzata della gloria degli ultimi giorni”.

In un’altra occasione il profeta ha rivelato: “[I detentori del] sacerdozio celeste si [uniranno] a quello terrestre per realizzare questi grandi disegni. […]; un’opera che Dio e gli angeli hanno contemplato con gioia nel corso delle generazioni passate, che ha infiammato gli animi degli antichi patriarchi e profeti; un’opera destinata a produrre la distruzione dei poteri delle tenebre, il [rinnovamento] della terra, la gloria di Dio e la salvezza della famiglia umana”.

Il significato spirituale degli ultimi giorni è al centro dell’attenzione profetica da secoli. E l’epoca speciale in cui viviamo è e continuerà a essere piena di sviluppi e di avvenimenti spirituali sorprendenti.

Il ruolo della tecnologia in quest’epoca speciale del mondo

Un aspetto importante della pienezza che abbiamo a disposizione oggi è il miracoloso progresso delle innovazioni e delle invenzioni che hanno avviato e accelerato l’opera di Dio per la salvezza e l’Esaltazione: dai treni ai telegrafi, alle radio, alle automobili, agli aerei, ai telefoni, ai transistor, alla televisione, ai computer, alle trasmissioni satellitari, a Internet e all’intelligenza artificiale — fino a un elenco pressoché infinito di tecnologie e strumenti che benedicono la nostra vita. Tutti questi progressi fanno parte del piano del Signore di affrettare la Sua opera negli ultimi giorni.

Nel 1862 Brigham Young ha dichiarato: “Tutte le scoperte della scienza e dell’arte, che sono veramente utili all’uomo, sono state fatte per diretta rivelazione di Dio, sebbene pochi siano coloro che lo ammettono. Queste scoperte sono state fatte per preparare la strada al trionfo finale della verità e alla redenzione della terra dal potere del peccato e di Satana. Dovremmo sfruttare tutte queste grandi scoperte, la saggezza accumulata nei secoli, e dare ai nostri figli il vantaggio di tutti i rami della conoscenza utile, per prepararli a farsi avanti e svolgere efficacemente la loro parte in questa grande opera”.

Nel 1966 il presidente David O. McKay ha profetizzato che scoperte scientifiche che “sfidano ogni immaginazione” avrebbero reso possibile la predicazione del Vangelo a ogni tribù, lingua e popolo. E ha continuato dicendo: “[Vi saranno] scoperte con un enorme potenziale, per la benedizione o la distruzione degli esseri umani, che renderanno il dovere dell’umanità di controllarle la più grande responsabilità che il genere umano abbia mai avuto tra le mani. […] Quest’era è costellata di pericoli illimitati, ma anche di possibilità incalcolabili.

Le cose come sono realmente

Quindici anni fa, in una riunione mondiale per i Giovani Adulti, ho parlato del grande piano di felicità ideato dal Padre Celeste per i Suoi figli. Ho sottolineato l’importanza del nostro corpo fisico nel piano del Padre, di come Lucifero ci invogli a sminuire e a usare impropriamente il nostro corpo fisico, e ho alzato una voce di avvertimento sugli effetti potenzialmente dannosi che le tecnologie digitali possono avere sulla nostra anima e sui nostri rapporti con le altre persone.

Ho sottolineato il fatto che né le innovazioni digitali né i rapidi cambiamenti sono di per sé un bene o un male. Ho piuttosto ricordato che la vera sfida consiste nel comprendere sia le innovazioni che i cambiamenti nel contesto dell’eterno piano di felicità. Ho anche posto due domande che possono aiutarci a valutare se stiamo usando queste tecnologie in modo corretto.

  1. L’uso delle varie tecnologie e mezzi di comunicazione invita o impedisce la compagnia costante dello Spirito Santo nella mia vita?

  2. Il tempo che passo a usare le varie tecnologie e mezzi di comunicazione accresce o diminuisce la mia capacità di vivere, amare e servire in modi costruttivi?

Il titolo del mio messaggio del 2009 era “Le cose come sono realmente”. Quello era per allora.

Il titolo del mio messaggio di oggi è “Le cose come sono veramente 2.0”. Questo è per il presente.

Siate saggi

L’origine del mio messaggio di oggi si trova nella conclusione di un discorso che ho tenuto a una riunione alla Brigham Young University a gennaio di quest’anno.

“Mentre vi adoperate per apprendere il vangelo di Gesù Cristo e per svolgere l’opera che dovete compiere, vi esorto in modo particolare a essere saggi nell’uso degli strumenti tecnologici contemporanei. Innovazioni come l’intelligenza artificiale [possono] sia (1) aiutarvi a ricevere magnifiche benedizioni sia (2) diminuire e soffocare il vostro arbitrio morale. Vi prego di non permettere che la presunta accuratezza, velocità e praticità delle moderne tecnologie vi inducano a evitare o a eludere il lavoro retto che invita nella vostra vita le benedizioni di cui avrete bisogno. Miei amati fratelli e sorelle, non esistono scorciatoie spirituali o soluzioni rapide”.

Ora mi concentrerò sui tre argomenti a cui ho dato risalto nella precedente dichiarazione: l’intelligenza artificiale, l’arbitrio morale e il lavoro retto.

L’intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale, spesso definita IA, è una tecnologia che consente a computer e macchine di simulare l’intelligenza umana e la capacità di risolvere i problemi. Negli ultimi anni, lo sviluppo e l’applicazione delle tecnologie dell’intelligenza artificiale sono progrediti a un ritmo eccezionalmente rapido e hanno influito su quasi tutti i campi dell’attività umana: medicina, scienza, istruzione, architettura ed edilizia, comunicazione, economia, commercio al dettaglio, produzione e molti molti altri. E man mano che l’uso dell’IA si diffonde, i pericoli illimitati e le possibilità incalcolabili profetizzate dal presidente McKay diventano sempre più evidenti.

Questa straordinaria tecnologia offre il potenziale di far progredire la conoscenza, migliorare la qualità della vita, facilitare la comunicazione e la connessione, migliorare l’apprendimento e la crescita personali e promuovere la creatività e l’innovazione.

L’intelligenza artificiale ha anche il potenziale di oscurare la nostra vera identità di figli e figlie di un amorevole Padre Celeste, di distrarci dalle verità eterne e dal lavoro retto necessario per la crescita spirituale, di generare orgoglio e un minore riconoscimento della nostra dipendenza da Dio e di distorcere o soppiantare l’importante interazione umana.

“Quando sono dotti si credono saggi, e non danno ascolto ai consigli di Dio, poiché li trascurano, credendo di conoscere da sé, pertanto la loro saggezza è stoltezza, e non giova loro. E periranno.

Ma è bene essere dotti se si dà ascolto ai consigli di Dio”.

Considerate questa pericolosa evenienza. Un compagno sviluppato dall’intelligenza artificiale, una fidanzata o un fidanzato, può essere “meticolosamente progettato per [offrire] esperienze coinvolgenti e assuefacenti, appellandosi a un’ampia gamma di bisogni emotivi e sociali”.

“Questa personalizzazione crea un senso di connessione e comprensione, il che rende le interazioni con questi compagni virtuali fortemente attraenti. Il fascino è ulteriormente accresciuto dalla loro perenne disponibilità e dall’assenza delle complessità spesso presenti in rapporti umani autentici. Dal ricordare date importanti al rispondere in modo sempre comprensivo, questi [compagni] creati dall’intelligenza artificiale sono programmati per [adempiere] ruoli di compagnia idealizzati, il che li rende [particolarmente] assuefacenti” e distorce la percezione delle “cose come sono realmente” nei rapporti umani.

Inoltre, i compagni virtuali specificamente progettati per attrarre ed elaborare i bisogni emotivi di una persona possono creare scompiglio in rapporti precedentemente sicuri. Come il monossido di carbonio, questi rapporti virtuali possono diventare il “killer invisibile” dei rapporti reali. L’intimità emotiva contraffatta può sostituire l’intimità emotiva della vita reale, l’essenza stessa del legame tra due persone. Una persona può trovare conforto e sollievo in un compagno virtuale in un modo che erode la dipendenza reciproca tra marito e moglie. E alcuni individui possono cadere in questa trappola senza rendersi conto che si tratta di una violazione dell’impegno esclusivo verso il coniuge, perché un compagno virtuale non è “reale” e non conta come altra persona.

Ricordate sempre che un compagno IA è solo un algoritmo matematico. Non gli piacete. Non si preoccupa per voi. In realtà non sa se esistete o no. Ribadisco, si tratta di un insieme di equazioni informatiche che, se glielo permetterete, vi tratteranno come un oggetto che subisce. Per favore, non lasciate che questa tecnologia vi induca a diventare un oggetto.

Questo esempio è solo uno dei milioni di potenziali pericoli dell’intelligenza artificiale.

Il mio intento non è quello di insinuare che l’intelligenza artificiale è intrinsecamente negativa; non è così. E non sto neanche dicendo che non dovremmo usare tutte le possibilità dell’IA in modi consoni per imparare, per comunicare e per elevare e illuminare la vita altrui e per edificare e rafforzare la Chiesa; ovviamente dovremmo farlo. Non dobbiamo avere paura o cercare di nasconderci dall’IA. Ma le buone potenzialità di questo straordinario strumento tecnologico possono essere realizzate solo se siamo consapevoli dei suoi pericoli e ce ne guardiamo.

Per navigare nella complessa intersezione tra spiritualità e tecnologia, i santi degli ultimi giorni dovrebbero con umiltà e preghiera (1) individuare i principi del Vangelo che possono guidare il loro uso dell’intelligenza artificiale e (2) sforzarsi sinceramente di avere la compagnia dello Spirito Santo e il dono spirituale della rivelazione.

Vi invito a rivedere e studiare i principi guida per l’uso dell’IA sviluppati e distribuiti dalla Chiesa all’inizio di quest’anno. Questi principi ispirano l’uso dell’intelligenza artificiale da parte della Chiesa e forniscono una solida base su cui sviluppare le proprie protezioni personali contro i pericoli di un uso inappropriato della tecnologia.

Nel suo primo discorso alla Conferenza generale come presidente de La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, il presidente Russell M. Nelson ha sottolineato l’importanza di ricevere la rivelazione personale nella nostra vita. Ha detto: “Il nostro Salvatore e Redentore, Gesù Cristo, compirà alcune delle Sue più grandi opere da ora fino a quando tornerà. Vedremo indicazioni miracolose del fatto che Dio Padre e Suo Figlio, Gesù Cristo, presiedono a questa Chiesa in maestà e gloria. Tuttavia, nei giorni a venire, non sarà possibile sopravvivere spiritualmente senza la guida, la direzione, il conforto e l’influenza costante dello Spirito Santo.

Ti siam grati, o Signor, per il profeta, e stasera rendiamo grazie per gli ammonimenti del presidente David O. McKay e del presidente Russell M. Nelson.

L’arbitrio morale

Prima ho indicato che l’intelligenza artificiale ha il potenziale di diminuire e soffocare il nostro arbitrio morale. Che cosa significa questa affermazione e come può verificarsi un tale effetto?

Gli scopi principali del grande piano di felicità del Padre sono quelli di fornire ai Suoi figli di spirito l’opportunità di ricevere un corpo fisico, di distinguere “il bene dal male” attraverso l’esperienza terrena, di crescere spiritualmente e di progredire eternamente. L’arbitrio morale è un elemento centrale del piano di Dio per fare avverare l’immortalità e la vita eterna dei Suoi figli e delle Sue figlie.

Il termine arbitrio morale è istruttivo. Tra i sinonimi del termine morale possiamo trovare “buono”, “onesto”, “virtuoso” e “onorevole”. Tra i sinonimi del termine arbitrio possiamo trovare “azione”, “attività” e “lavoro”. Quindi, l’espressione “arbitrio morale” può essere intesa come la capacità e il privilegio di scegliere e di agire autonomamente in modi che sono buoni, onesti, virtuosi e onorevoli.

Le creazioni di Dio comprendono sia “cose per agire che cose per subire”. E, soprattutto, l’arbitrio morale è la “capacità di agire da sé” divinamente stabilita che ci permette, in quanto figli di Dio, di diventare agenti, cioè soggetti attivi, e non semplicemente oggetti, cioè soggetti passivi, che subiscono.

Il Signore istruì Enoc su questo preciso punto della dottrina.

“Guarda questi tuoi fratelli; sono l’opera delle mie mani, e io diedi loro la conoscenza che hanno, nel giorno in cui li creai; e nel Giardino di Eden diedi all’uomo il suo arbitrio;

E ai tuoi fratelli ho detto, e ho dato anche un comandamento, che si amassero l’un l’altro e che scegliessero me, loro Padre”.

Vi prego di notare che gli scopi fondamentali dell’esercizio dell’arbitrio sono amarsi l’un l’altro e scegliere Dio. Tenete presente che ci viene comandato — non sono un semplice ammonimento, un’esortazione o un consiglio — ma ci viene comandato di usare il nostro arbitrio per aprirci verso l’esterno, per amarci l’un l’altro e per scegliere Dio.

Un famoso inno si intitola “Scegli il ben” per un motivo. Non siamo stati benedetti con l’arbitrio morale per fare quello che vogliamo quando lo vogliamo. Piuttosto, secondo il piano del Padre, abbiamo ricevuto l’arbitrio morale per ricercare la verità eterna e agire in armonia con la stessa. In quanto “arbitri di [noi] stessi”, dovremmo “essere ansiosamente impegnati in una buona causa, e compiere molte cose di [nostra] spontanea volontà, e portare a termine molte cose giuste”.

L’importanza vitale dell’arbitrio morale è evidenziata nel resoconto scritturale del concilio preterreno. Lucifero si è ribellato al piano del Padre e, fatto significativo, la sua ribellione era incentrata direttamente sul principio dell’arbitrio morale.

“Pertanto, per il fatto che Satana si ribellò contro di me e cercò di distruggere l’arbitrio dell’uomo, […] feci sì che fosse gettato giù”.

Il piano egoistico dell’avversario era quello di togliere ai figli e alle figlie di Dio il dono di diventare “arbitri di se stessi” in grado di agire in rettitudine. Il suo intento era rendere tutti i figli del Padre Celeste soggetti passivi, capaci solo di subire.

La terra fu creata come luogo in cui i figli del Padre Celeste potessero essere messi alla prova per vedere se avrebbero fatto “tutte le cose che il Signore loro Dio [avesse comandato] loro”. Lo scopo stesso della Creazione e della nostra esistenza terrena è vedere se voi e io sceglieremo di diventare ciò che il Signore ci invita a diventare e ci adopereremo in tal senso. Come il presidente Nelson ha dichiarato: “Dio, il nostro Padre Celeste, vuole che voi scegliate di tornare a casa da Lui. Il Suo piano di progresso eterno non è complicato e rispetta il vostro arbitrio”.

La nostra speranza e aspirazione è la gloria celeste con la nostra famiglia alla presenza del Padre Celeste e del Suo amato Figlio, il Signore Gesù Cristo. Per questa e molte altre ragioni, il presidente Nelson ci ha invitato a “pensare Celeste”.

Ora fate attenzione. La facilità d’uso, l’accuratezza percepita e i tempi di risposta rapidi che caratterizzano l’intelligenza artificiale possono creare un’influenza potenzialmente ammaliante, assuefacente e soffocante sull’esercizio del nostro arbitrio morale. Poiché l’IA è ammantata dalla credibilità e dalle promesse del progresso scientifico, potremmo esserne ingenuamente sedotti fino a consegnare il nostro prezioso arbitrio morale a una tecnologia che può solo pensare Teleste. Così facendo, potremmo gradualmente trasformarci da agenti, capaci di agire, in oggetti, capaci solo di subire. E potremmo inconsapevolmente aiutare Lucifero a realizzare nella mortalità ciò che non è riuscito a compiere nella vita preterrena.

La verità è la conoscenza delle cose come sono realmente. L’intelligenza artificiale non può simulare, imitare o sostituire l’influenza dello Spirito Santo nella nostra vita. Per quanto sofisticata ed elegante possa diventare in definitiva, la tecnologia dell’intelligenza artificiale non potrà mai rendere testimonianza del Padre e del Figlio, rivelare la verità di tutte le cose o santificare chi si è pentito ed è stato battezzato.

La verità è la conoscenza delle cose come realmente saranno. Se siamo saggi, conserviamo ed esercitiamo il nostro arbitrio morale per amare Dio e servire i nostri fratelli e le nostre sorelle, e prendiamo lo Spirito Santo come guida, possiamo evitare l’inganno e prosperare spiritualmente nei tempi impegnativi e benedetti in cui viviamo.

Il lavoro retto

La comprensione del piano di felicità del Padre Celeste ci aiuta a riconoscere che il lavoro retto è una necessità per il progresso spirituale.

Come figli e figlie di Dio, “ognuno di [noi] possiede una natura e un destino divini” e ha ereditato da Lui capacità spirituali. Il nostro Padre Celeste e il Suo Beneamato Figlio sono creatori e ci hanno affidato nella vita terrena una porzione dei Loro poteri creativi. La nostra particolare capacità di lavorare e creare è significativa dal punto di vista spirituale proprio perché è centrale nel piano del Padre e costituisce una delle massime espressioni del nostro potenziale divino.

Il presidente Thomas S. Monson ha spiegato: “Dio lasciò il mondo incompiuto perché [gli uomini e le donne mettessero] alla prova le [loro] facoltà; lasciò l’elettricità nelle nuvole e il petrolio nel sottosuolo; non regolò il corso dei fiumi né tagliò gli alberi delle foreste né pose delle città sulla faccia della terra. Dio [ci lancia] una sfida [offrendoci] le materie prime, non le comodità e gli agi che il prodotto finito può dare; non dipinge alcun quadro né compone alcuna musica né risolve alcun problema, e ciò affinché [possiamo] conoscere le gioie e le glorie della creazione”.

L’arbitrio morale, il diventare agente e il lavoro retto sono interconnessi e legati tra loro in modo davvero potente. Considerate, ad esempio, la definizione di fede nel Signore Gesù Cristo esposta in Lectures on Faith:

“La fede [in Cristo è] il primo principio della religione rivelata, […] il fondamento di ogni rettitudine […] e il principio d’azione in tutti gli esseri intelligenti”.

Il dono spirituale della fede in Cristo comporta l’esercizio del nostro arbitrio per agire e seguirLo, vivere i Suoi insegnamenti, osservare i Suoi comandamenti, legarci a Lui attraverso le alleanze, confidare nelle Sue promesse e accettare umilmente la Sua volontà e i Suoi tempi nella nostra vita. Agire secondo la dottrina e i corretti principi che il Redentore ha proclamato è fondamentale perché “la fede senza le opere non ha valore”.

Sempre in Lectures on Faith apprendiamo anche che “la fede non è soltanto il principio d’azione, ma anche di potere, […] sia in cielo sia sulla terra”. La fede in Gesù Cristo porta sempre ad azioni rette, che incrementano le nostre capacità e il nostro potere spirituali.

Pertanto, i fedeli discepoli di Cristo sono lavoratori ansiosamente impegnati perché “il potere sta in loro, col quale sono arbitri di se stessi”. I discepoli devoti agiscono continuamente e coscienziosamente, secondo le loro capacità e circostanze individuali, come agenti per compiere o realizzare qualcosa sia negli aspetti temporali e spirituali della loro vita che nel servizio agli altri.

Comprendere che la fede nel Salvatore è un principio di azione e di potere suggerisce un modello continuo di lavoro retto, che è un’espressione fondamentale dell’affidarsi a Lui e del riporre fiducia in Lui e una fonte di apprendimento e di crescita. Per queste importanti ragioni, il lavoro è essenziale per il nostro progresso spirituale.

Il presidente Ezra Taft Benson ha insegnato: “Il nostro è un Vangelo di lavoro reso in modo mirato, altruistico e nello Spirito del vero amore di Cristo. Solo così possiamo accrescere le nostre virtù cristiane. Solo così possiamo diventare degni strumenti nelle mani del Signore”.

Una delle mie grandi preoccupazioni è che l’eccessiva dipendenza dalla tecnologia dell’intelligenza artificiale ci porti a diventare spiritualmente pigri e superficiali e a perdere le benedizioni rese possibili dal lavoro retto.

Mi chiedo quanti messaggi della riunione sacramentale e quante lezioni della Scuola Domenicale, del sacerdozio e della Società di Soccorso della prossima domenica saranno stati generati dall’intelligenza artificiale. Basta un semplice comando pronunciato nel vostro dispositivo digitale, attendere qualche secondo o minuto e ottenere ciò che vi serve. Ma avete veramente quello di cui avete bisogno?

Ora, credo che l’IA possa aiutarci adeguatamente a raccogliere informazioni, ad analizzare il nostro pensiero, a valutare il nostro stile di scrittura e ad accelerare un processo iterativo di apprendimento “linea su linea [e] precetto su precetto”. Ma le capacità divine di creare e lavorare appartengono in modo unico a ciascuno di noi come figli e figlie di Dio. Con l’intelligenza artificiale possiamo indubbiamente generare e produrre contenuti favolosi per un discorso della riunione sacramentale. Ma l’obiettivo non è solo produrre o presentare contenuti di effetto; è piuttosto lavorare e diventare ciò che Dio intende e desidera che diventiamo.

Personalmente non utilizzo questa tecnologia per generare o redigere discorsi, articoli o contenuti per altri progetti. Questo deve essere il mio impegno diligente, il mio lavoro creativo e, cosa più importante, la mia ricerca di essere aperto all’ispirazione dello Spirito Santo.

Uso questa tecnologia per analizzare il mio lavoro. Ad esempio, dopo aver terminato di scrivere il messaggio che vi sto portando in questo momento, ho chiesto a un’applicazione di intelligenza artificiale di analizzare e descrivere il tono del discorso diretto a un pubblico mondiale di giovani adulti membri de La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. Ecco il feedback che ho ricevuto:

“Il tono di questo discorso è solenne e istruttivo, poiché l’autore attinge a riferimenti scritturali ed esperienze personali per insegnare l’importanza di discernere le realtà spirituali dalle illusioni mondane. Il discorso porta anche speranza e incoraggiamento, poiché l’autore invita i giovani adulti a ricercare la rivelazione e a seguire l’esempio del Salvatore nella loro vita quotidiana. Il discorso mira a ispirare la fede e l’azione tra i suoi ascoltatori e a metterli in guardia dai pericoli dell’essere ingannati dalle bugie di Satana”.

Sulla base di questa valutazione, ho apportato diverse modifiche che spero abbiano migliorato il messaggio complessivo.

Miei amati fratelli e sorelle, per favore ricordate sempre che non dobbiamo vendere il nostro diritto di nascita spirituale che ci permette di “conoscere le gioie e le glorie della creazione” per una “minestra” tecnologica.

“Non v’ingannate; non si può beffarsi di Dio; poiché quello che l’uomo avrà seminato, quello pure mieterà.

Perché chi semina per la propria carne, mieterà dalla carne corruzione; ma chi semina per lo Spirito, mieterà dallo Spirito vita eterna”.

La legge del raccolto è vera — ieri, oggi e per sempre.

La conversione continua al Signore richiede un lavoro mirato, duraturo e retto. Dobbiamo sforzarci di diventare agenti che esercitano la fede nel Salvatore e agiscono, evitando di diventare oggetti che si limitano a subire.

Ricordate sempre che diventare un discepolo devoto richiede un lavoro mirato, duraturo e retto. Dobbiamo sforzarci di diventare agenti che esercitano la fede nel Salvatore e agiscono, evitando di diventare oggetti che si limitano a subire.

La rivelazione personale richiede un lavoro mirato, duraturo e retto. Dobbiamo sforzarci di diventare agenti che esercitano la fede nel Salvatore e agiscono, evitando di diventare oggetti che si limitano a subire.

Ricercare in modo pertinente i doni dello Spirito richiede un lavoro mirato, duraturo e retto. Dobbiamo sforzarci di diventare agenti che esercitano la fede nel Salvatore e agiscono, evitando di diventare oggetti che si limitano a subire.

Per essere chiari, non guadagniamo né ci meritiamo le benedizioni di Dio esclusivamente grazie alle nostre opere individuali o tramite esse. La volontà e i tempi di Dio determinano come e quando ricevere le Sue tenere misericordie. Ma io e voi abbiamo l’obbligo spirituale di lavorare, creare e imparare personalmente.

Promessa e testimonianza

La voce di avvertimento che ho alzato nel 2009 era sincera, enfatica e urgente perché i pericoli e le possibilità della tecnologia di cui stiamo discutendo stavano appena emergendo. Quello era per allora.

La voce di avvertimento che alzo oggi è più sincera, più enfatica e ancora più urgente, perché i pericoli e le possibilità della tecnologia di cui stiamo discutendo sono sempre dappertutto. Questo è per il presente.

Lo Spirito Santo rende testimonianza della verità. Io e voi abbiamo la responsabilità di far sì che lo Spirito Santo possa sempre attestare la verità e l’autenticità di tutto ciò che diciamo e condividiamo, sia nella forma che nel contenuto. La promessa per ognuno di noi è che possiamo imparare a usare questa tecnologia in modo appropriato con la guida, la protezione e gli avvertimenti che giungono tramite il potere dello Spirito Santo.

Vi benedico e prometto che se “[guarderemo al Salvatore] in ogni pensiero” e ricercheremo la compagnia dello Spirito Santo, avremo la benedizione di camminare nella mitezza dello spirito del Signore e avremo pace in Lui. E “non [dubiteremo], non [temeremo]” e discerneremo la verità di tutte le cose, sì, le “cose come sono realmente”.

Attesto che il nostro Padre Celeste vive ed è l’autore del grande piano di felicità. Attesto che Gesù Cristo è il Figlio Unigenito e Diletto del Padre. E attesto che Egli è risorto. Egli vive. È il nostro Redentore e il nostro Salvatore. E attesto che abbiamo la benedizione di vivere in un’epoca straordinaria della dispensazione della pienezza dei tempi. Rendo gioiosamente testimonianza di queste verità nel sacro nome di Gesù Cristo. Amen.