La casa di John ed Elsa Johnson a Hiram, Ohio, era la casa della famiglia Johnson, una famiglia numerosa e importante della contea di Portage, Ohio. Nel 1818, John e Alice “Elsa” Johnson si trasferirono per la prima volta dal Vermont all’Ohio con i loro otto figli (di età compresa tra i 2 e i 17 anni). Acquistarono 40 ettari di terreno nella nuova Western Reserve vicino alla cittadina di Hiram, a circa 80 chilometri a sudest di Cleveland. Nel 1831, quando la notizia dell’arrivo dei santi degli ultimi giorni nell’area raggiunse per la prima volta la famiglia Johnson, la loro fattoria era cresciuta fino a raggiungere 105 ettari, e comprendeva campi produttivi, pascoli e attività casearie.
I Johnson erano membri rispettati della comunità di Hiram e membri attivi della congregazione metodista locale guidata da Ezra Booth. Nel febbraio del 1831, mentre era in visita a Kirtland, Lyman, il figlio diciannovenne dei Johnson, partecipò a diverse riunioni in cui i missionari santi degli ultimi giorni predicavano. Convinto della veridicità del Vangelo, Lyman fu presto battezzato. Preoccupati per quella che consideravano una decisione affrettata, John ed Elsa chiesero consiglio al loro ministro, Ezra Booth. Booth ottenne una copia del Libro di Mormon e i tre “sedettero svegli tutta la notte a leggerlo”
1. Mentre leggevano, Elsa si convinse non solo che il libro era vero, ma che Joseph Smith poteva guarire i suoi reumatismi debilitanti. Poco dopo, i Johnson, Booth e il medico di famiglia dei Johnson si recarono a Kirtland, dove incontrarono Joseph Smith a casa di Newel ed Elizabeth Ann Whitney. Durante questo incontro, Elsa chiese a Joseph di guarirla. “Credi che il Signore sia in grado di fare di me uno strumento per guarire il tuo braccio?” chiese Joseph. Dicendo di sì, Elsa permise a Joseph Smith di prenderla per il braccio. Egli chinò il capo in una preghiera silenziosa e poi dichiarò il suo braccio sano. Fu guarita.
2Poco tempo dopo, John ed Elsa furono battezzati. I Johnson diventarono amici intimi e benefattori del profeta e, nel settembre del 1831, invitarono Joseph ed Emma Smith a vivere nella loro casa. Durante l’anno in cui Joseph ed Emma vissero a Hiram, Joseph ricevette un numero significativo di rivelazioni, sedici delle quali sono ora registrate in Dottrina e Alleanze. Durante una conferenza di due settimane tenuta da una dozzina di anziani nella casa dei Johnson alla fine del 1831, fu presa la decisione di pubblicare le rivelazioni di Joseph Smith.
Durante il periodo trascorso a Hiram, Joseph Smith continuò anche a lavorare sulla sua traduzione riveduta della Bibbia. Quest’opera fu l’impulso per le molte rivelazioni che ricevette durante questo periodo. Nel febbraio del 1832, mentre traducevano il Vangelo di Giovanni, Joseph Smith e
Sidney Rigdon videro Dio Padre e Gesù Cristo e scoprirono i diversi regni di gloria che le persone erediteranno dopo che saranno risorte (vedere
Dottrina e Alleanze 76).
Sabato 24 marzo 1832, una folla composta da membri della milizia locale fece irruzione nella casa dei Johnson e tirò giù Joseph dal letto. Lo trascinarono fuori e lo portarono in un prato distante, dove lui e Sidney Rigdon furono ricoperti di catrame e piume. Dopo che Joseph tornò a fatica in casa, Emma curò le sue ferite e pulì la sua pelle dal catrame e dalle piume. Il giorno seguente, Joseph partecipò alle funzioni domenicali regolarmente programmate. “Con la pelle graffiata e deturpata”, raccontò Joseph, “predicai come al solito alla congregazione, e nel pomeriggio battezzai tre persone”.
3La casa dei Johnson è stata restaurata ed è disponibile per visite guidate gratuite.
Scopri di più sulla casa dei Johnson nel
capitolo 14 di Santi, Volume 1.
- Marinda Johnson Hyde, come citato in Edward Tullidge, Women of Mormondom (1877), 403.
- Basato su Philo Dibble, “Philo Dibble’s Narrative”, in Early Scenes in Church History (1882), 79.
- Joseph Smith, History, 1838–1856, volume A-1, p. 208. www.josephsmithhistory.org.
Visita virtuale a 360 gradi
Che cosa aspettarsi
La casa dei Johnson fa parte di una visita guidata tenuta dai missionari.